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Attualità | 06 dicembre 2022, 07:45

Bra, “piloni che parlano” e il racconto di un anno tutto colorato con Giovanni Botta

Domenica 11 dicembre visita guidata delle opere di street art in strada Crosassa, a ridosso della tangenziale

Giovanni Botta ed i piloni dipinti in strada Crosassa nella foto di Tino Gerbaldo,

Giovanni Botta ed i piloni dipinti in strada Crosassa nella foto di Tino Gerbaldo,

Non so a voi, ma fino ad un anno fa - se mi fosse stato proposto di passare una domenica lontano dal centro di Bra, in piena periferia - solo l’idea mi avrebbe fatto storcere il naso. Intendiamoci, la zona attraversata da strada Crosassa è ottima per passeggiate a piedi o in bici, però ero convinta che non ci fosse altro da fare.

Nulla di più sbagliato. Tra riproduzioni di celebri opere d’arte, nuovi dipinti e ritratti di nomi famosi, l’area a ridosso della tangenziale è diventata un vero e proprio museo en plein air e ambisce a diventare meta d’elezione per gli appassionati di street art.

La svolta è arrivata grazie ai murales realizzati da Giovanni Botta che parlano di storia, arte, fede, legalità, con personaggi come Falcone e Borsellino, Chiara Lubich, Mandela, Madre Teresa di Calcutta, Pertini, Anna Frank, papa Francesco, solo per citarne alcuni. A dimostrazione che l’arte, quella vera, non ha bisogno di fiere e di accademie. Bastano un secchio di colore e la libertà espressiva per sentirla respirare.

Ma come è passata dall’essere una zona di periferia a rassegna artistica? Questa è davvero una bella storia, che meritava di essere raccontata. L’occasione sarà domenica 11 dicembre con ritrovo alle ore 14 per una doppia visita guidata in slalom tra i piloni che saranno oggetto di racconti e stimoli anche per riflessioni profonde.

Pronti, ai posti, via: la prima visita è in programma alle ore 14.30 e durerà circa un’ora. Si replica alle ore 15.30 per un altro tour completamente gratuito e che vede la collaborazione della comunità Laudato si’ e dell’associazione Amici dei Giardini della Rocca.

Non sarà una semplice visita, bensì un’esperienza ad alto tasso emotivo. Da provare per credere.

Silvia Gullino

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