Attualità - 06 gennaio 2023, 07:32

Savigliano: si ricercano risposte, concrete e le più rapide possibili, per la piscina comunale

Dopo che la perizia tecnica ha confermato lo stato di “degrado massivo” dell’impianto, sul tavolo dell’amministrazione comunale ci sono varie opzioni. Lunedì 9 gennaio primo esame della situazione nella conferenza dei capigruppo, mentre l’opinione pubblica preme

La piscina comunale sarà il grande nodo che, nei primi mesi del 2023, dovrà essere sciolto dall’amministrazione comunale di Savigliano, guidata dal sindaco Antonello Portera.

Chiusa da inizio dicembre, dopo che si era verificato il crollo di una parte del soffitto, non potrà riaprire – come risultava dai cartelli affissi all’ingresso - l’8 gennaio.

La perizia disposta dall’amministrazione ha evidenziato che mancano le condizioni di sicurezza per rimettere in funzione l’impianto natatorio di via della Morina perché interessato da un “degrado massivo” che riguarda l’intera struttura, costruita 50 anni fa, nel 1972.

Lunedì 9 gennaio il tema – il più spinoso dell’anno appena iniziato – sarà affrontato nella conferenza dei capigruppo.

In quella circostanza ogni gruppo consiliare metterà sul tavolo le proprie proposte, secondo quanto auspicato dallo stesso sindaco.

Le possibili soluzioni sono sostanzialmente tre:

1) ristrutturazione radicale dell’attuale impianto (costo 5 milioni di euro e chiusura per almeno tre anni).

2) abbattimento dell’attuale e costruzione ex novo (costo aumentato del 10% e chiusura almeno per 3 e mezzo.

3) intervento sul solo tetto (costo tra i 700 e i 900 mila euro, chiusura un anno e mezzo).

Quest’ultima opzione non garantirebbe comunque l’aspetto antisismico per cui, dopo un’eventuale ulteriore prorogata di altri sei mesi, la normativa non ne consentirebbe più l’utilizzo.

Il sindaco nell’ultima seduta di Consiglio del 2022 si è detto preoccupato per il danno sociale ed economico che la situazione arreca e si è detto disponibile a percorrere tutte le strade per affrontare e risolvere il problema nel più breve tempo possibile.

Portera, in Consiglio, ha auspicato che – così com’è avvenuto per il nuovo ospedale – le forze politiche trovino un punto d’intesa che consenta di procedere celermente in maniera condivisa e senza ostruzionismi.

L’opinione pubblica, nel frattempo, preme. Sui social – in particolare sul gruppo Facebook “Salviamo la piscina comunale” – fioccano prese di posizione e proposte.

Tra le altre, la possibilità di installare “un pallone pressostatico dotato di centrale termica sulla vasca esterna, per consentire la ripresa dell’attività sportiva. Espediente – è scritto sul gruppo - adottato con successo e in tempo record in altre città con situazioni simili”. 

E ancora – a proposito della tempistica -: “La piscina di Piasco è stata edificata in un anno e un mese, per questo ci è stato domandato come siano possibili 18 mesi per la sola copertura”. 

In Consiglio comunale il consigliere di maggioranza Sergio Tesio aveva messo in guardia sul fatto che quello della piscina sarebbe stato un tema ad alta sensibilità sociale, cosa che in effetti si sta verificando puntualmente, ragion per cui occorrono risposte chiare ed urgenti.

GpT