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Attualità | 12 gennaio 2023, 17:15

Avvertenze anche per il consumo del vino: il Consorzio Barolo e Barbaresco punta sulla consapevolezza

«Ci sembra coerente, con l’evoluzione dei consumi e le tendenze in atto, la normativa che sta entrando in vigore, in Irlanda come in altri paesi nel futuro» dichiara il presidente Matteo Ascheri al termine della sua riflessione

Consumo consapevole del vino: questa è la direzione del Consorzio Barolo e Barbaresco

Consumo consapevole del vino: questa è la direzione del Consorzio Barolo e Barbaresco

Il vino come i super alcolici, come certi cibi o come il tabacco? A leggere le ultime notizie relative alle normative europee sembra che il “nettare di Bacco” riduca veramente l’uomo in cenere. Sta facendo riflettere la concessione dell’Unione Europea all’Irlanda che potrà richiedere un’etichettatura degli alcolici su cui porre frasi che si trovano ad esempio sui pacchetti delle sigarette o avvertenze presenti su certi cibi e super alcolici.

Per ora sulle contro etichette delle bottiglie italiane, siamo abituati a vedere il simbolo che consiglia alle donne in gravidanza di non bere. Ma con questa decisione si va oltre.
O non è così? Non bisogna fare di tutta l’erba un fascio: se analizziamo l’approccio al vino in determinati paesi europei, forse questa linea intrapresa dalla UE non è poi tanto sbagliata, perché non in tutte le nazioni c’è la cultura del vino come in Italia, in Francia, in Spagna che, con altri sei paesi UE, sono comunque contrari a questa decisione, perché c’è un mercato da tutelare.

Ma la cultura del vino è da divulgare anche con queste azioni considerate a prima vista drastiche? In questa direzione va il ragionamento del Consorzio di Tutela Barolo e Barbaresco.

Matteo Ascheri, il presidente del Consorzio di Tutela Barolo, Barbaresco, Alba, Langhe e Dogliani dichiara, con una nota ufficiale, che essere consapevoli nel consumare vino è un aspetto che in certi paesi deve evolversi, e che qui, per sensibilizzare questo aspetto, è giusto utilizzare etichette come quelle proposte dall’Unione Europea.

«Le politiche salutiste - afferma il presidente - confermano e regolamentano la tendenza, già da diversi anni in atto, alla maggiore responsabilità nell’assunzione di alcolici, nel consumo di certi cibi e nel tabacco. I consumi pro capite dimostrano anche in Italia questo trend decrescente con un passaggio da 150 litri nel dopo guerra a 30 litri  ad oggi nel consumo del vino.
Questo  significa già che si è e si sarà sempre più consapevoli nell’assunzione di alcolici, anche perché il rapporto col vino è mutato nel tempo, e da alimento è diventato, in certi casi, come per le nostre denominazioni tutelate, un bene consumato per gratificazione ed anche a volte bene di lusso.

Le politiche salutiste e le direttive europee vanno in questa direzione assolutamente inerente alla realtà dei fatti e porteranno inevitabilmente ad un ampliamento della forbice tra fine wines e vini comuni, che presumibilmente verranno colpiti maggiormente da questa tendenza.

Le fasce giovanili hanno poi una tendenza a quello che è definito come “binge drinking” e che è il fenomeno più distante possibile dal consumo consapevole, e ricercato dai produttori stessi, dei nostri vini.

Altri dati da sottolineare sono il fattore geografico legato al consumo  e quello relativo all’età. Nel Nord Europa e del mondo in generale ci sono tendenze alla dipendenza maggiori che nella fascia Mediterranea, dove da sempre il vino è parte della cultura, non solo alimentare ma in senso più ampio.

Ci sembra dunque coerente, con l’evoluzione dei consumi e le tendenze in atto, la normativa che sta entrando in vigore, in Irlanda come in altri paesi nel futuro».

 

 

Livio Oggero

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