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Agricoltura | 17 gennaio 2023, 15:08

Siccità, cinghiali e cibo sintetico: le richieste di Coldiretti al presidente della Provincia Luca Robaldo

Ieri l'incontro coi vertici dell'associazione agricola provinciale. Indispensabile potenziare la rete di invasi per aumentare la raccolta di acqua piovana, oggi ferma all’11%, e rendere più incisiva l’attività di depopolamento degli ungulati"

Da sinistra il presidente Luca Robaldo, il presidente di Coldiretti Cuneo Enrico Nada e il direttore dell'associazione agricola provinciale Fabiano Porcu

Da sinistra il presidente Luca Robaldo, il presidente di Coldiretti Cuneo Enrico Nada e il direttore dell'associazione agricola provinciale Fabiano Porcu

Crisi idrica, fauna selvatica, tutela dell’agroalimentare "made in Cuneo" contro sistemi di etichettatura fuorviante e cibo sintetico, valorizzazione della carne bovina di razza Piemontese, pratiche sleali lungo la filiera della frutta, problematiche della vitivinicoltura.

Questi i principali temi al centro dell’incontro-confronto tra il presidente e il direttore di Coldiretti Cuneo e il presidente della Provincia di Cuneo.

Soddisfazione è stata espressa da Coldiretti Cuneo per la sensibilità dimostrata e l’impegno assicurato nei prossimi mesi dalla Provincia, base per una proficua collaborazione a beneficio dell’agricoltura cuneese.

“Mi ha fatto piacere incontrare Coldiretti per fare il punto sulle problematiche dell’agricoltura cuneese e di ciò che può fare la Provincia, pur nella ristrettezza delle proprie competenze. Il tema dei temi, in questo momento storico, è l’acqua, su cui intendo avviare un lavoro comune non solo per parlare ma anche per iniziare a intervenire e, a tal proposito, una delle soluzioni al problema potrebbe essere la realizzazione di mini invasi. La Provincia su questo c’è e vuole dare il proprio sostegno”, ha assicurato il presidente della Provincia, Luca Robaldo.

Ampia condivisione, dunque, sulla necessità di un Piano Invasi che Coldiretti chiede da anni, ben prima che diventassero palesi gli effetti del cambiamento climatico, che sul nostro territorio si sta manifestando con prolungati periodi caldi e siccitosi, interrotti da violente precipitazioni. L’inverno sta per ora ripetendo il copione dell’anno scorso, con pioggia e neve del tutto assenti o insufficienti a sanare un deficit idrico che – evidenzia Coldiretti Cuneo – mette a rischio l’annata irrigua 2023.

“L’agricoltura è l’attività economica che più di tutte vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici – ha ricordato il presidente dell'associazione agricola provinciale Enrico Nada, durante l’incontro in Provincia – per questo ribadiamo la necessità di agire con metodo, programmando interventi strutturali. Occorre non solo individuare modalità efficienti ed efficaci per governare l’emergenza, ma anche avviare un processo attraverso il quale porre la necessaria attenzione al tema delle infrastrutture irrigue e incrementare la capacità di conservazione per utilizzare l’acqua nei momenti di maggior idroesigenza superando l’attuale condizione di diffusa dispersione”.

Altro tema caldo riguarda la gestione della fauna selvatica“I dati evidenziano come l’attività di controllo della Provincia, seppur con numeri ancora insufficienti, stia facendo aumentare gli abbattimenti di cinghiali, ma è necessario investire per incrementare il personale preposto a tale attività. Ad un anno dall’esplosione del primo caso di peste dei cinghiali in Piemonte, i numeri di quella che doveva essere un’azione straordinaria di depopolamento sono del tutto insufficienti, rendendo insostenibile una situazione che danneggia le produzioni agricole, l’ambiente ed espone i cittadini ad incidenti stradali, purtroppo anche mortali”, ha ribadito nell’incontro il direttore di Coldiretti Cuneo Fabiano Porcu.

“La Provincia sta applicando le nuove norme che sono state emanate dalla Regione e confidiamo che il 2023 – ha detto Robaldo – sia l’anno in cui ci sia concesso di aumentare il numero delle guardie faunistico-venatorie per contenere un problema che rischia di portare esiti devastanti come la diffusione della peste suina, che va debellata nell’interesse di una Provincia che ha negli allevatori una delle colonne portanti della nostra agricoltura”.

Infine, per Robaldo, già firmatario della petizione Coldiretti “No al cibo sintetico”, si è impegnato a portare la questione nel Consiglio provinciale per deliberare il sostegno e l’adesione alle iniziative di Coldiretti contro “carne” e “latte” finti, prodotti artificialmente in laboratorio.

C. S.

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