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Agricoltura | 20 gennaio 2023, 12:13

Terre del Barolo: nuovi conti record e progetti etici per la conduzione dei vigneti e ridurre l'impatto ambientale

Fatturato a 22 milioni di euro, per un utile di 2,8 milioni (+80%). Team di agronomi gestirà le lavorazioni manuali in vigneto dei soci impossibilitati a farlo direttamente. Il direttore Stefano Pesci: "Misura contro le speculazioni. Fondamentale preservare valori e cultura contadina, espressione del lavoro dei coltivatori diretti dei vigneti di Langa"

Un parco agri-solare in arrivo presso cantine e magazzino di Castiglione Falletto (in foto l'enoteca)

Un parco agri-solare in arrivo presso cantine e magazzino di Castiglione Falletto (in foto l'enoteca)

Settembre 2021 – agosto 2022: un nuovo anno di grande crescita per la cantina Terre del Barolo di Castiglione Falletto. Domenica 15 gennaio i soci viticoltori si sono riuniti presso la sede per approvare il bilancio annuale. La soddisfazione è stata unanime: l’ultimo esercizio si è chiuso con un fatturato record, di oltre 22 milioni di euro, cifra mai raggiunta prima nella storia della cooperativa e in ulteriore crescita rispetto ai 20 milioni dell’annata precedente.

Soprattutto l’utile è stato chiuso a una cifra di 2.8 milioni di euro. Un risultato storico che conferma il trend positivo sul mercato, dove il marchio è ulteriormente cresciuto in reputazione e valore, a parità di volumi prodotti.


«Un’ottima annata, se vogliamo definire così l’ultimo esercizio commerciale - afferma il direttore Stefano Pesci - caratterizzata da un aumento significativo in termini di fatturato e di utile, con quest’ultimo che ha fatto segnare ben un 80% in più rispetto al 2021. Un risultato complessivo ottenuto grazie al lavoro di tutti i soci viticoltori, i dipendenti e i collaboratori della cantina che hanno dimostrato ancora una volta di credere in un’azienda che punta soprattutto a valorizzare la cultura contadina delle Langhe, nei 600 ettari coltivati dai soci. Tutto questo ci permette di dare valore e sostenibilità al nostro futuro».



Un’unione che fa la forza per la Cantina Terre del Barolo, un modo di lavorare su cui si sta ragionando per offrire ai soci viticoltori un futuro ancora più di valore: «Per noi - prosegue il direttore – è fondamentale continuare a mantenere i 280 associati e, grazie al trend positivo, eventualmente ad aumentare tale compagine con una remuneratività importante delle uve. Ma tutto questo non basta, quindi stiamo mettendo in campo un progetto etico per la conduzione dei vigneti, rivolto prima ad alcuni appezzamenti di proprietà della cantina e a seguire ai soci che, per motivi di età, familiari o personali, hanno difficoltà a lavorare il loro appezzamento. Metteremo a disposizione un team formato dai nostri agronomi e da personale specializzato dipendente per la gestione pratica delle lavorazioni manuali in vigneto. I soci restano proprietari, ma il lavoro viene fatto da noi, così da mantenere il rapporto con loro anche per un roseo futuro insieme. 
Ci sembra una risposta etica all’eventuale speculazione sui terreni, e di tutela per i lavoratori agricoli dei vigneti, inoltre è per noi fondamentale preservare i valori e la cultura contadina, espressione del lavoro dei coltivatori diretti dei vigneti di Langa».



Oltre a preservare e valorizzare il capitale umano, alla cantina si pensa anche alla sostenibilità per l’autonomia energetica nel prossimo futuro: «Stiamo progettando la ristrutturazione dei locali della cantina storica - conclude Stefano Pesci - dove verranno allestiti i nuovi uffici che saranno alimentati, come altre zone della cantina storica, da un nuovo “Parco Agri-solare”, formato da pannelli fotovoltaici che verranno piazzati e ricopriranno tutti i tetti del magazzino e dell’area imbottigliamento. Stiamo inoltre implementando la sostituzione dei nostri mezzi aziendali con nuovi veicoli completamente elettrici che saranno alimentati dall’energia solare da noi autoprodotta, per consegnare i nostri vini senza alcuna emissione di anidride carbonica. In questo modo continuiamo la nostra strada verso l’autonomia energetica e verso una sempre maggiore sostenibilità ambientale delle nostre attività dal vigneto alla tavola dei nostri consumatori».



C. S.

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