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Attualità | 24 gennaio 2023, 20:18

"La mia bambina è nata a Mondovì, dove ho trovato persone che mettono il paziente al primo posto"

Riceviamo e pubblichiamo il ringraziamento di una mamma per i reparti di ostetricia-ginecologia, nido e pediatria del Regina Montis Regalis

"La mia bambina è nata a Mondovì, dove ho trovato persone che mettono il paziente al primo posto"

Gentilissimo Direttore,

In questi giorni di fermento intorno alla notizia della mamma di Roma e del suo bambino morto durante l'allattamento, siamo bombardati di notizie dai toni sempre piuttosto duri che esprimono, assolutamente giustamente, attacchi, proteste e accuse verso gli ospedali e verso i medici e gli infermieri dei reparti di ostetricia e ginecologia di tutto il paese.

Ecco, in mezzo a questo trambusto, vorrei chiederle uno spazio per andare controcorrente e dire (e ribadire) che un altro modo di vivere il parto c'è. 

Questa lettera è per i reparti di Ostetricia e Ginecologia e di Pediatria e Nido dell'Ospedale Regina Montis Regalis Mondovì, e per tutte le splendide persone che ci lavorano.

Ho partorito a Mondovì nel novembre del 2021. Ho fatto un cesareo alle 9.30 del venerdì mattina e sono rimasta in ospedale fino al lunedì pomeriggio. Sono stata in quei giorni circondata da persone buone, gentili, amorevoli, che mi hanno accompagnata per mano in ogni momento. Dalla preparazione prima di entrare in sala parto all'anestesia, dal primo giorno a letto alla prima poppata, mi hanno consigliato come tenere in braccio la bambina e come muovermi al meglio per non sforzarmi visti i punti del cesareo e come farla stare comunque comoda. Mi hanno insegnato come cambiarle il pannolino e darle il biberon. Sì, il biberon: perchè ho scelto di non allattare, e a Mondovì nessuno si è permesso di dirmi che non era la scelta giusta o che dovevo provarci lo stesso, anzi mi hanno spiegato come procedere, come preparare il latte, come gestire i tempi. La bambina era con me in camera, certo, ma non ero sola: il primo giorno il papà è potuto rimanere con me fino alla sera, poi da quando è andato via è stato un susseguirsi di aiuto e di supporto. Alle 23 circa le signore del nido mi dicono "prendiamo la bambina per il controllo, le diamo il latte e la teniamo noi qualche ora, tu dormi un po'". Al momento non ci ho dato importanza, ho chiuso gli occhi e sono crollata dal sonno. Quando alle 4 me l'hanno riportata ho realizzato che quelle ore di sonno erano tutto quello di cui avevo bisogno per potermi dedicare a lei, alla bambina, con la mente più lucida. Non so quante volte le ho viste in quei giorni, e non parlo di una presenza ingombrante, ma della sicurezza di sapere di non essere sola, di avere qualcuno a cui chiedere in caso di bisogno. Quando il lunedì sono stata dimessa, il papà non è potuto entrare in reparto: sono venute in due ad aiutarmi a vestirmi, a preparare la bambina, hanno portato dentro la camera il passeggino, mi hanno accompagnata fino fuori dal reparto. Le ho salutate con le lacrime: sono andata a casa con una sensazione di benessere che non mi sembrava reale, non mi sembrava possibile. Tante amiche o conoscenti, che avevano partorito anche da poco, ma in altri ospedali, mi avevano messa in guardia su tutto e avevano messo in dubbio la mia scelta: "ti spingeranno all'allattamento al seno", "ti diranno di provarci lo stesso", "ti daranno pochi antidolorifici dopo il cesareo", "ma perchè a Mondovì che è lontano", "non è comodo per te".. e invece io avevo appena vissuto tutt'altra esperienza. Avevo scelto Mondovì qualche mese prima: avevo fatto la scelta migliore, solo che ancora non lo sapevo.

Un ospedale è fatto di professionisti, la fortuna di Mondovì è che quei professionisti sono prima di tutto persone che amano il loro lavoro, cercano di farlo al meglio, si impegnano e mettono il paziente al primo posto. E il reparto di ostetricia, in particolare, ha l'impronta di Alice, la direttrice dott.ssa Peroglio Carus, che è la ginecologa che auguro a tutti di avere vicino durante la gravidanza e il parto. Perché un parto positivo, una bella esperienza, dei giorni di degenza sereni, nonostante la fatica, il dolore fisico, gli ormoni impazziti, la stanchezza, è possibile.

Grazie Alice per tutto quello che hai costruito, che porti avanti e che fai.

E grazie ad ogni singola persona che ho incontrato in quei giorni, ma anche prima durante il pre-ricovero e dopo alla visita per la rimozione dei punti.

Grazia alla ragazza che mi ha fatto l'accettazione in pronto soccorso, alla splendida anestesista e a tutte le ragazze che erano in sala parto con me. 

Grazie a tutte le ostetriche che in quei giorni mi hanno medicata, messo e tolto flebo, controllato i punti, e alle infermiere pediatriche che hanno accudito la mia bimba, cambiata, sfamata, coccolata.

Grazie a tutti i medici che ho incontrato. 

Grazie alla dott.ssa Fusco che mi ha dimesso dandomi informazioni chiare e spiegandomi con cura e pazienza tutto quello che potevo aver bisogno di sapere in quel momento.

Grazie alle addette della mensa e alle signore delle pulizie. 

Grazie di cuore perchè siete speciali e forse neppure ve ne accorgete.

E grazie alla mia migliore amica che, anni fa quando ancora neppure pensavo di diventare mamma, mi ha consigliato Alice come ginecologa. Un po' il merito è anche suo. 

Una mamma che racconterà a sua figlia che dietro il "nata a Mondovì" che vede scritto sulla sua carta di identità c'è tutto questo e molto di più.

lettera firmata

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