Curiosità - 26 gennaio 2023, 08:04

Al Caffè Letterario di Bra si legge “Il rosmarino non capisce l’inverno” di Matteo Bussola

Una storia fatta di tante storie di donne, presentata dal poeta braidese Bernardo Negro

«A te che cadi, ma non resti lì». Parte così il libro di Matteo Bussola “Il rosmarino non capisce l’inverno” (Einaudi 2022), che descrive perfettamente una caratteristica della donna che, anche se messa alla prova, sa sempre trovare il modo di rialzarsi e andare avanti.

Questo romanzo è un insieme di storie intrecciate le une alle altre, che come denominatore hanno appunto le donne, tante donne diverse, quanto diversi possono essere i destini e le scelte che facciamo.

Sinossi e recensione per il Caffè Letterario di Bra sono a cura del poeta braidese Bernardo Negro che entra subito nel vivo della trama, anzi delle trame. Perché in realtà si tratta di incisivi racconti, il più delle volte brevi quanto intensamente sapienti.

Lo sfondo spesso è un ospedale dove la vita si confronta con la ribellione o soccombe dopo un ultimo ricordo. Così leggiamo di zia Margherita che incoraggia la nipote a diventare infermiera e lenire sofferenze spesso nascoste dalla caparbietà di resistere.

Ma ci sono anche storie di viaggi o di cortile. C’è Aurora, commercialista che non vuole avere figli, ma cambierà idea. Si dovrà accontentare di essere un fiore reciso, perché il marito è impotente.

Isabella invece ha tutto quello che vuole. È un prodigio di intelligenza pura. Si laurea in fisica ed ottiene un posto di lavoro raro quanto prestigioso. Ma la sua ossessione è il sesso di cui non può fare a meno, come un brutto vizio. La degenerazione la porta a filmare momenti osceni che creano danno ed imbarazzo.

Poi ci sono altri racconti più innocenti come quello di Daisy che è nera e non si chiama così, ma ha un nome africano, Darous. Col nome europeo riesce a lavorare inserita nella sicurezza della vita. Ma troverà l’orgoglio del suo nome per essere felice.

Il rosmarino citato nel titolo è una pianta aromatica molto resistente, che sopporta facilmente i rigori dell’inverno e questo libro è emotivamente forte, ma nel contempo anche delicato così come dev’essere quando si entra nel mondo femminile.

Matteo Bussola, veronese, è uno scrittore abilmente scaltrito dalla sua sensibilità, che fa di questo romanzo un libro in cui immedesimarsi con umile voglia di vedere i giorni futuri. Un suggerimento: fazzoletti a portata di mano.

Silvia Gullino