Economia - 15 febbraio 2023, 07:00

Blocco del riassorbimento osseo

Parlare del blocco del riassorbimento osseo significa riferirsi all'argomento impianti dentali che sono considerati non a caso e non a torto una delle innovazioni principali per quanto riguarda il settore della odontoiatria.

Parlare del blocco del riassorbimento osseo significa riferirsi all'argomento impianti dentali che sono considerati non a caso e non a torto una delle innovazioni principali per quanto riguarda il settore della odontoiatria.

Infatti nel corso degli anni c'è stato un miglioramento significativo sia dal punto di vista tecnologico che del metodo, offrendo così a queste procedure un successo che ha dimostrato di essere in continua evoluzione.

Così come gli esperti del settore suggeriscono nel momento in cui i denti nonché l'osso che li supportano si perdono prima dell'inserimento dell'impianto c'è la possibilità di ripristinare il supporto e osseo mancante con diverse tecniche e materiali che negli anni si sono evolute sempre di più.

Per esempio fino un po' di anni fa avevamo l'innesto osseo avanzato che serviva per ricostruire le strutture ossee che erano state perse con delle percentuali di successo per quanto riguarda la sopravvivenza degli impianti assolutamente significative.

Però anche se l'innesto poi avviene in maniera positiva ci possono essere le complicazioni che possono causare problemi sia a chi fa l'operazione ma anche al paziente stesso.

Ma in ogni caso non bisogna preoccuparsi perché se si ha a che fare con un professionista di alto livello la soluzione si trova. Per fare un esempio già sappiamo che quando c'è bisogno di un approccio implantare per atrofia mascellari sempre più gravi si possono avere risultati.

Anche se comunque è una cosa molto complicata che si può gestire solo con protocolli molto validi e con materiale eccellente perché se abbiamo un deficit severo da questo punto di vista l'implantologo può avere difficoltà perché si parla di mancanze che hanno a che fare sia con la dimensione orizzontale che  verticale.

In questo caso l'implantologo potrebbe scegliere la rigenerazione ossea guidata oppure la distrazione osteogenetica o ancora l'innesto a blocco che rappresenta in questo momento la tecnica maggiormente sperimentata e che prevede siti di prelievo extracerebrali come per esempio la cresta iliaca oppure intra orali come può essere il ramo del lavandino che sarà ascendente.

Cosa c'è da sapere di più sugli innesti a blocco

Sempre secondo alcuni studi anche l'osso autologo una volta che viene trapiantato nella sede ricevente va incontro al fenomeno di integrazione e guarigione che comportano anche un certo livello di riassorbimento.

Per studiare al meglio l'entità del processo un gruppo di studio in Germania ha condotto un'accurata analisi su immagini TC come Beam che sono state sottoposte a registratura automatizzata per poi includere risultati in un articolo scientifico.

Si parla di un lavoro che ha coinvolto 11 pazienti adulti con una media di età di 50 anni che avevano difetti ossei molto gravi con uno spessore trasversale minore di 3 mm e una dimensione verticale minore di 7 mm.

Tutte queste persone sono state sottoposte a un innesto a blocca prelievo retro molare con una tecnica che prevede un'incisione a nucleo periostea para marginale e un prelievo cortico midollare con chirurgia piezoelettrica dal ramo ascendente  mandibolare.

Infine l'innesto è stato adattato al sito che lo riceveva, era stato valutato e allestito in maniera preventiva ed è stato fissato con viti in titanio offrendo ottimi risultati.