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Attualità | 28 febbraio 2023, 17:30

Dopo ventidue anni finisce l’era della Fondazione Filatoio Rosso di Caraglio

Da domani il bene passa in gestione alla Fondazione Artea. La storia della straordinaria opera di recupero del più antico setificio di Europa

Il Filatoio negli anni '90 - dal sito www.filatoiodicaraglio

Il Filatoio negli anni '90 - dal sito www.filatoiodicaraglio

Da domani, primo marzo, la gestione del Filatoio di Caraglio passa alla Fondazione Artea.      

Dopo oltre vent’anni si chiude l’opera della Fondazione Filatoio Rosso, ente costituito nel 2001, dopo un lungo iter che portò all’acquisizione da parte del comune caragliese e successivo recupero del setificio più antico d’Europa, in disuso dalla Seconda Guerra Mondiale.         

Un percorso che non fu facile e che, come si può ben leggere dal sito, parte da lontano, almeno dal 1991.

Quando l’allora proprietario Domenico Buzzi con la collaborazione dell’Adsi (Associazione Dimore Storiche) provvide a richiedere al Ministero per i Beni Culturali ed Ambientali l’emanazione dei provvedimenti di tutela vincolistica dell’immobile. 

Solo nel gennaio 1997, mentre procede parallelamente la progettazione per il restauro e il riuso dell’edificio, arriva il riconoscimento ministeriale: il Filatoio di Caraglio è un bene da salvaguardare

Nello stesso anno il consiglio comunale di Caraglio delibera la presa in carico delle iniziative per venire incontro alle richieste della Soprintendenza. Qui entra in scena il discendente del conte Giovanni Girolamo Galleani, che tra il 1676 e il 1678 costruì uno dei primi impianti della produzione di seta d’Europa. 

Si tratta dell’ingegnere Luigi Galleani d’Agliano, il quale si fa promotore del “Comitato per il recupero del Filatoio Rosso”.

Inizia il grande lavoro per ottenere i fondi e permettere al comune di Caraglio di acquisire la proprietà del bene da tutelare. Nel comitato saranno presenti il comune, il proprietario dell’edificio, Adsi e l’Associazione Marcovaldo.

Siamo al 1999. Il comitato viene riconosciuto dalla Regione e nel mese di giugno viene sottoscritto l’atto pubblico di vendita da parte del proprietario Buzzi al comune di Caraglio che dal mese di settembre di quell’anno ne diventa proprietario e accede ai fondi Ue e regionali per la realizzazione del primo lotto di lavori. 

Un anno dopo, siamo nel 2000, il comitato si ampia. Entrano Aurelio Blesio (allora sindaco di Caraglio), Aldo Pellegrino (vice sindaco), Vincenza Giordano (assessora alla cultura), Arturo Rosso (allora consigliere), Giacinto Baldracco (esperto di dimore storiche). 

Arriviamo nel marzo del 2001 quando l'attività del Comitato prosegue con la nascita della Fondazione Filatoio Rosso di Caraglio. Ente privato nato appositamente per “realizzare il recupero e la valorizzazione del Filatoio e gestire tutte le operazioni di restauro architettonico e riuso funzionale dell’edificio"

Con la Fondazione comincia la straordinaria opera di valorizzazione del bene

Il presidente dal 2001 al 2014 sarà Luigi Galleani d’Agliano. A cui subentrerà dal 2015 l’ex sindaco e attuale presidente del Gal, Aurelio Blesio

Nel 2016 finisce l’epoca del Marcovaldo.

In quell’anno (ri)nasce la Fondazione Artea (che era già stata creata già nel 2009 da Marcovaldo), che diventa emanazione della Regione (che ne è ente promotore) e di numerosi comuni (enti sostenitori).

Artea, si legge, ha lo scopo di “dare a Cuneo e alla sua provincia uno strumento moderno per valorizzare e promuovere il [proprio ndr] patrimonio culturale materiale e immateriale”. 

Nei fatti l'ente intende razionalizzare, con una gestione di più ampio respiro e che guardi anche a Torino, le risorse culturali investite sui beni della Regione. 

Artea entra nel Cda della Fondazione Filatoio.

E qui arriviamo ai giorni nostri.

Vengono meno i finanziamenti. La Fondazione Filatoio Rosso entra in crisi. Nel 2022, all’inaugurazione della mostra "Steve McCurry - Texture” l'attuale sindaca di Caraglio Paola Falco e il presidente della Fondazione Artea Marco Galateri di Genola, non fanno mistero della situazione finanziaria non rosea e lanciano un appello al territorio allo scopo di prendersi cura di questo bene. 

Quella mostra - il dato è di ieri - chiuderà cinque mesi di rassegna con 32 mila visitatori e "il 45% per la prima volta al Filatoio e più del 20% proveniente da fuori provincia e altre regioni d’Italia”. Stando ai numeri, un vero successo. 

Pochi giorni prima, l'8 febbraio 2023 il consiglio comunale di Caraglio ha chiesto l’ingresso nella Fondazione Artea come socio fondatore, posizione che renderà il comune più protagoniste nelle scelte che riguarderanno il Filatoio. 

Dopo ventidue anni la Fondazione Filatoio Rosso è messa in liquidazione.

Da domani inizia l’era della Fondazione Artea. Un nuovo tassello nella lunga storia del più antico complesso manifatturiero della seta ancora esistente in Europa.

Daniele Caponnetto

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