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Attualità | 02 marzo 2023, 16:28

Autostrada, l’Odp Langhe Roero: "Di difficile soluzione i problemi denunciati dal Ministero della Cultura"

Il sodalizio ambientalista ha diffuso il documento col quale il dicastero romano esprime serie perplessità sul progetto del "tratto A". "Quelle 52 pagine pubblicate e subito rimosse"

Autostrada, l’Odp Langhe Roero: "Di difficile soluzione i problemi denunciati dal Ministero della Cultura"

Secondo gli ultimi annunci della Regione sarebbe atteso a giorni il definitivo pronunciamento del Ministero della Cultura in merito al progetto del tratto Verduno-Cherasco dell’autostrada Asti-Cuneo, la seconda parte del lotto II.6, riprogettato dalla concessionaria dopo l’abbandono della precedente ipotesi di percorso in galleria. Non della stessa opinione l’Osservatorio Tutela Paesaggio di Langhe e Roero, che nel diffondere il documento prodotto dallo stesso dicastero mette l’accento sulle diverse e pesanti criticità che verrebbero ravvisate in quelle 52 pagine. Ecco quanto scrive l’Osservatorio.

***

Circa un mese fa, per l’esattezza il 9 gennaio, è stato sbandierato dagli amministratori regionali il parere favorevole del ministro dell'Ambiente al lotto II.6 dell’Asti-Cuneo. Ebbene, questo parere non poteva esserci per il semplice fatto che la procedura di Valutazione Impatto Ambientale (Via) va “concertata” tra il Ministero dell’Ambiente e il Ministero della Cultura (MiC) e che quest’ultimo ha espresso parere contrario!

Saputa la notizia sono iniziate le dichiarazioni politiche più disparate. E’ stato organizzato un incontro a Roma tra ministri e politici regionali per mitigare l’impatto dell’inatteso bastone fra le ruote e sono seguiti incontri in Regione per cercare di metterci una pezza.

Ma come si fa a mettere una pezza a un parere vincolante così pesante? Il presidente Cirio, l’assessore Gabusi, il sindaco di Alba Bo e la rappresentante della Provincia Sibille, presenti all’incontro interministeriale del 9 febbraio, hanno letto il parere del MiC? Sono informati delle conclusioni a cui giunge il MiC nel suo corposo documento di 52 pagine?

Basterebbe leggere attentamente i pochi estratti che riportiamo di seguito per rendersi conto che, a meno di colpi di mano politici, i problemi denunciati sono di difficile soluzione e, meno che mai, possono essere superati in tempi brevi.
Le conclusioni del MiC, datate 31 gennaio 2023 e che alleghiamo in versione integrale alla presente, sono state pubblicata sul sito del Ministero dell’Ambiente il 27 febbraio e poi stranamente rimosse il giorno successivo. Era già accaduto per altri documenti afferenti l’adeguamento della tangenziale di Alba: purtroppo, ogni tanto, qualche manina fa sparire documenti importanti!

Ed ecco alcuni passaggi significativi del rapporto finale del Ministero della Cultura, Direzione generale Archeologia, belle arti e paesaggio:     

“….  in riferimento al progetto di variante della tratta in oggetto, così come proposto e delineato dalla documentazione complessivamente trasmessa, non sussistono i fondati presupposti - sia di completezza documentale, che di compatibilità paesaggistica - per la formulazione di una valutazione favorevole al progetto di variante proposto …. [la Scrivente] esprime pertanto parere negativo alla realizzazione dell'opera”.

“..  il tracciato di progetto, oggetto della presente valutazione di impatto ambientale, si pone in netto contrasto con le previsioni del Piano paesaggistico regionale…. per l'insieme dei rilevanti aspetti di tipo ambientale, paesaggistico, naturale, monumentale, storico e archeologico che vi coesistono”.

“.. in merito alla valutazione della compatibilità dell'intervento e delle Ipotesi alternative con particolare riferimento al confronto delle due soluzioni contrapposte all'aperto/in galleria, si evidenzia come non risulta agli atti della Scrivente che sia stato pubblicato né fornito alcun riscontro in merito alla valutazione comparativa richiesta dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili con la nota prot. n. 7411 del 22/03/2022”, effettuata dal Politecnico di Torino e consegnata nel mese di giugno scorso direttamente al Concessionario.

“… il progetto di variante oggi in valutazione ripropone, sostanzialmente, la soluzione progettuale fuori terra precedentemente valutata e scartata rispetto al definitivo tracciato con passaggio in galleria approvato già nel 2001, che ad oggi rappresenta l'unica proposta progettuale provvista di tutti gli atti di dichiarazione di compatibilità ambientale e di intesa Stato/Regione (sia del 2002 che del 2012)”.

“…  diversamente da quanto asserito dal Proponente [la S.p.A Autostrada Asti Cuneo, ndr], il nuovo segno introdotto dal tracciato autostradale proposto, non è inserito in un paesaggio prettamente antropizzato anzi, tutt'altro, è principalmente agricolo; …. l'intervento di cui trattasi a parere della Scrivente, comporta impatti ambientali significativi e negativi permanenti”.

Inoltre, in merito al tema Unesco, il MiC ha ampiamente denunciato la totale inadeguatezza dello studio, cosiddetto Heritage Impact Assessment (HIA), redatto per conto del concessionario dalla Fondazione Links di Torino, che valuta l’impatto del tracciato di progetto.

Ci preme rimarcare che la mancata ufficializzazione dello studio comparativo - commissionato al Politecnico di Torino - fa pensare che esso non fosse del tutto favorevole alla soluzione prospettata dalla Società concessionaria oppure che sia stato sviluppato un compito difforme da quanto richiesto dal Ministero delle Infrastrutture lo scorso 12 marzo.

Vogliamo ricordare che l’iter è ancora lungo e complesso e che la Conferenza dei Servizi dovrà tenere conto di tutto quanto espresso in questa nota, della valanga di prescrizioni e soprattutto di rilievi negativi.

Il parere del MiC ci conferma che il Concessionario ha unicamente lo scopo di ricavare il massimo utile con il minimo sforzo e che la politica regionale è disposta ad accettare qualunque soluzione, “basta che finisca”, approfittando della comprensibile esasperazione dei cittadini per una vicenda che si trascina ormai da troppo tempo.

Il Direttivo
per conto dell’Osservatorio per la Tutela del Paesaggio di Langhe e Roero onlus


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 Mi TE-2023-0016270 (15.5 MB)

Redazione

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