Attualità - 04 marzo 2023, 11:59

Disagio giovanile: a Mondovì un libro e un gioco di ruolo per "smettere di fare finta che non esista"

Ieri da Confabula la presentazione di "Help" di Alessandra Belfiore e di "In cerca di gioia", gioco di ruolo creato da Alessandra Costa e Marco Turco per le scuole

Un grido di aiuto che non può più essere ignorato. 

L'allarme crescente che arriva dal mondo degli adolescenti di oggi, quelli della "generazione Z", è soltanto la punta dell'iceberg, un problema che esisteva già prima del Covid, ma che è sempre passato in sordina, liquidato come se fosse qualcosa di normale. 

Dopo la pandemia, con le restrizioni, la didattica a distanza e l'inevitabile allontanamento sociale e l'isolamento che hanno vissuto moltissimi adolscenti, qualcosa è esploso. A dirlo sono i numeri, che emergono dalle scuole, dagli studi psicologici e dal numero di richieste in aumento ai servizi di neuropsichiatria.

Un tema importante quanto complesso da affrontare, ma il primo passo è forse questo: smetterla di fare finta che non esista. 

Questo è il messaggio che ieri, venerdì 4 marzo, è emerso nel corso di una serata organizzata alla libreria Confabula di Mondovì, attraverso un dialogo con la professoressa Alessandra Belfiore, docente del Liceo “Vasco-Beccaria-Govone” di Mondovì, autrice del libro “Help!” (Villaggio Maori Edizioni, 2022), la dottoressa Alessandra Costa, psicologa e docente e il giornalista Marco Turco, autori del progetto “In cerca di Gioia”, gioco di ruolo che esplora le dinamiche del disagio adolescenziale che ha esordito lo scorso anno nei licei monregalesi e ora anche in Liguria.

L'incontro, moderato da Marco Picco di "Confabula ed Elisa Rolfi, avvocato e mediatrice scolastica, è stato denso di interventi e domande da parte dei presenti. 

"Gli adolescenti sono ancora capaci di affrontare la sconfitta, il fallimento? Sanno cos'è l'empatia? Quanto conta la vita 'virtuale', quella dei social per loro e quanto riescono a distinguere il confine tra reale e virtuale?". 

Queste sono soltanto alcune delle domande sulle quali i relatori hanno invitato a riflettere nel corso dell'incontro che ha messo in connessione il libro "Help" e "In cerca di Gioia", gioco di ruolo. 

HELP

Il libro della professoressa Belfiore, è un’indagine nel mondo del disagio, frutto di interviste, confronti e approfondimenti con esperti del settore. 

"I sintomi - ha spiegato la docente - c’erano già prima del Covid e della Dad, ma la vita da eremiti che il periodo di pandemia ha imposto a questa generazione ha fatto esplodere il numero dei casi. Da insegnante ho visto in prima persona il manifestarsi di certe problematiche. Perché, dunque, i ragazzi «sbroccano»? – come ama ripetere il neuropsichiatra infantile Stefano Vicari, usando proprio il linguaggio giovanile. È questa la domanda principale che intende individuare responsabilità, cause e soluzioni. Il libro, nei fatti, è un viaggio panoramico e dagli sbocchi inediti alla ricerca di risposte ed è una richiesta di aiuto rivolta agli specialisti che sperimentano soluzioni più efficaci, come quelle nuovissime adottate in alcune strutture sanitarie e scolastiche".

IN CERCA DI GIOIA 

Un progetto nato nel periodo pandemico, dalla collaborazione tra la dottoressa Alessandra Costa e il giornalista Marco Turco, da sempre appassionato ed esperto di giochi di ruolo. 

Un modo diverso di approcciare il tema e di coinvolgere i ragazzi. 

“In cerca di Gioia” affronta tutte le tematiche “calde” del vivere degli adolescenti: autolesionismo, disturbi, depressione, bullismo, bodyshaming, discriminazioni, sessualità, uso dei social, relazioni di gruppo, rapporto genitori-figli. Il gioco di ruolo consente di affrontare i temi attraverso un’esperienza immersiva e interattiva dalle grandi potenzialità.

Uno stimolo per l’empatia: i partecipanti sperimentano in prima persona le emozioni, con risultati che fino a oggi si sono dimostrati di enorme interesse e utilità.

A fine serata molti dei presenti hanno chiesto di promuovere più iniziative simili, con una diffusione più capillare anche del gioco di ruolo, in modo da coinvolgere non solo i ragazzi ma anche le famiglie, segno che la necessità di approfondire e acquisire gli strumenti giusti per affrontare queste problematiche è sentita e reale. 

AP