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Attualità | 30 marzo 2023, 16:50

Bergolo, tra i 100 Comuni italiani che "amano il bio"

Il sindaco Mario Marone è intervenuto sul palco durante il convegno sull'ecologia svoltosi a Roma

Bergolo, il paese di pietra è anche un Comune attento al bio, fin dagli anni '70, e ora ancora di più

Bergolo, il paese di pietra è anche un Comune attento al bio, fin dagli anni '70, e ora ancora di più

Vivere il bio. Si fa presto a dire questa frase, ma ci sono realtà che la vivono al 100%. E il paese di Bergolo ne è un esempio. Il più piccolo Comune della Provincia di Cuneo, con i suoi 54 abitanti e 3 km² di superficie, fa parte dei cento paesi italiani “che amano il bio” come territori liberi da pesticidi. Uno stile di vita che è stato festeggiato il 29 marzo a Roma, durante il convegno sull’ecologia.

L’amministrazione comunale del paese dell’Alta Langa, che, dai suoi 650 metri, domina la Valle Uzzone e quella del Bormida, non poteva mancare all’appuntamento, ed il sindaco Mario Marone ha anche preso la parola durante la plenaria: «Bergolo è il “borgo di pietra” - ha affermato il primo cittadino – e questo è già un primo indizio di legame con la natura. Da 15 anni siamo “Bandiera Arancione”, facciamo parte di “Comuni fioriti” e di “Borghi sostenibili del Piemonte”.
Da cinquant’anni circa il Comune istituisce le “Settimane verdi” per gli studenti, e, dagli anni ’70, per garantire il mantenimento dell’agricoltura nonostante l’abbandono dei terreni per il graduale spopolamento, ha posto limitazioni all’uso dei pesticidi».

Un’intuizione che ha premiato: «Negli ultimi anni – prosegue Marone – la richiesta di terreni e cascine per farne strutture e aree ricettive ha rivalutato la zona che, grazie al suo essere green, permette, seguendo le politiche comunali, di vivere in un ambiente sano e attento alla natura».

E al Comune di Bergolo piace la pratica: «Amiamo la natura ed un esempio è l'orto comunitario didattico creato secondo la tecnica della permacultura che permette alle piante ed ai fiori di crescere in un terreno con costante pacciamatura, in cui si crea materia organica e si previene la crescita dell’erba spontanea, senza così utilizzare prodotti chimici o adottare lavorazioni meccaniche. E amiamo anche gli insetti impollinatori: aderiamo al progetto +Api, intervenendo con piantumazioni di fiori in terreni incolti».

Livio Oggero

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