ELEZIONI REGIONALI
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Politica | 20 aprile 2023, 07:01

Alba, ad un anno dal voto c’è già fermento sotto le torri

Il sindaco Carlo Bo è in attesa di capire il da farsi. Giuliana Cirio, direttrice generale di Confindustria, smentisce le voci circa un suo possibile interessamento al municipio. Maurizio Marello (Pd) sembra guardare più alla Regione che ad una ricandidatura in Comune

Alba, ad un anno dal voto c’è già fermento sotto le torri

L’appuntamento elettorale amministrativo è ancora lontano, ma nella capitale delle Langhe si fa già un gran parlare delle prossime comunali.

L’area albese, nonostante abbia perso il suo rappresentante parlamentare (Marco Perosino, come noto, non ce l’ha fatta ad essere eletto alla Camera), resta oggi il crocevia più importante della politica cuneese.

Degli otto consiglieri regionali eletti in provincia di Cuneo, quattro sono espressione di questo territorio, a partire dal presidente della Regione, Alberto Cirio (Forza Italia), che qui ha il suo feudo elettorale.

Di Santo Stefano Belbo è l’assessore regionale Luigi Genesio Icardi (Lega), che ricopre uno degli assessorati più importanti, la Sanità.

Sempre del capoluogo delle Langhe sono anche i due consiglieri regionali di opposizione, Maurizio Marello (Pd) e Ivano Martinetti (Movimento 5 Stelle).

Comprensibile, dunque, che ci sia fermento anche in considerazione del fatto che ancora non si sa se sarà ancora Cirio a guidare la coalizione di centrodestra alle regionali, oppure se gli sarà consentito di lasciare Torino per Strasburgo.

Da qualche tempo a questa parte si sono infittite le voci di una possibile candidatura a sindaco di Giuliana Cirio, direttrice generale di Confindustria Cuneo, qualora Carlo Bo decidesse di fare un passo di lato o per candidarsi ad altri ruoli.

Le voci di piazza sono però state smentite dall’interessata, la quale non fa  mistero di essere a conoscenza delle voci sul suo conto.

“Naturalmente le ho sentite anch’io le voci – dice non sottraendosi alla domanda – perché frequento Alba e sono lusingata che qualcuno abbia pensato a me, ma il municipio non rientra nei miei progetti”.

Bo, eletto sindaco nel 2019 al primo turno a capo di una coalizione di centrodestra col 51%, si dice impegnato ad ultimare una serie di importanti progetti che la sua amministrazione ha in cantiere. Dopo le fibrillazioni dei mesi scorsi il suo esecutivo sembra vivere ora una fase di relativa bonaccia.

“Confesso in tutta schiettezza di non averci ancora seriamente pensato. Manca un anno – spiega – e restano tante le cose da fare. Vedremo a tempo debito. La scelta sarà in parte personale, ma andrà comunque condivisa con la coalizione che mi ha sostenuto consentendomi di essere eletto sindaco quattro anni fa senza dover ricorrere al ballottaggio”.

Dal fronte della minoranza di centrosinistra, dove si rincorrevano indiscrezioni su un possibile ritorno di Maurizio Marello, già sindaco prima di Bo per due mandati, è lo stesso interessato a mettere a tacere le illazioni.

“Non c’è nulla”, si limita a dire lasciando intendere – dato anche il suo recente movimentismo nel Pd in fase congressuale, dove ha contribuito a portare in dote ad Elly Schlein una buona percentuale di consensi – di guardare probabilmente più ad una ricandidatura in Regione che non ad un ritorno in Comune.

All’ombra delle torri si chiacchiera, si fanno ipotesi, ci si annusa ben sapendo tutti, a destra come a manca, che a condizionare i futuri percorsi amministrativi saranno – piaccia o meno - le scelte di Alberto Cirio.   

Giampaolo Testa

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