Economia - 21 aprile 2023, 07:00

TAEG e TAN: come valutare i costi del prestito

Quando si affronta l’argomento "prestiti personali" è praticamente impossibile non trattare di alcuni indicatori a essi relativi.

Quando si affronta l’argomento “prestiti personali” è praticamente impossibile non trattare di alcuni indicatori a essi relativi; il riferimento in questo caso è a TAEG e TAN, due sigle molto spesso citate nelle pubblicità televisive relative a promozioni commerciali, negli opuscoli pubblicitari di grandi catene di negozi che offrono i loro prodotti con pagamenti rateali e anche nei prospetti informativi di varie forme di prestito proposte da istituti bancari o da società finanziarie.

Per quanto, come detto, siano comunemente citate, queste sigle non sono da tutti conosciute in modo dettagliato. Vediamo quindi di cosa si tratta e cerchiamo di capire qual’è la loro importanza nella valutazione dei costi di un prestito.

Cosa sono TAEG e TAN?

Capire con esattezza cosa sono TAEG e TAN è particolarmente importante quando si deve prendere una decisione riguardo a un prestito personale, a un mutuo o a un qualsiasi altro tipo di finanziamento.

TAEG è un acronimo che sta per Tasso Annuo Effettivo Globale; è un indice che serve a illustrare percentualmente il costo effettivo di un finanziamento; un altro modo, raramente utilizzato, di indicare il TAEG è l’ISC, Indice Sintetico di Costo. L’introduzione del TAEG nelle normative del nostro Paese risale al 2003; tecnicamente è definito come un indice “comprensivo degli interessi e degli oneri che concorrono a determinare il costo effettivo dell'operazione per il cliente”.

L’introduzione di questo indice è stata molto importante perché permette al richiedente di avere informazioni più precise su una determinata proposta di prestito; nella stragrande maggioranza dei prestiti e dei finanziamenti, infatti, gli interessi non sono la solo voce di costo; spesso sono presenti spese di altra natura che possono fare la differenza fra un finanziamento e l’altro a parità di cifra e di durata richiesti. Le direttive europee specificano in modo molto chiaro quali sono le spese che obbligatoriamente devono essere comprese nel TAEG (polizze aggiuntive obbligatorie, apertura e mantenimento dei conti correnti, gestione della pratica, costi relativi alle operazioni di pagamento); le spese escluse dal TAEG sono invece le spese peritali, quelle notarili e le imposte.

TAN è l’acronimo di Tasso Annuo Nominale; è il tasso puro, indicato in termini annui, applicato a un finanziamento. Il termine “puro” che lo definisce fa riferimento al fatto che esso, diversamente da quanto osservato precedentemente nel caso del TAEG, non prende in considerazione i vari oneri accessori (spese di gestione, costi relativi alle operazioni di pagamento, polizze aggiuntive obbligatorie ecc.).

Nota – In matematica finanziaria si distingue fra tasso nominale e tasso effettivo; la loro principale differenza è che il tasso nominale non tiene conto di una eventuale anticipazione delle quote degli interessi nel corso del periodo di riferimento.

Prestito personale: perché prestare attenzione al TAEG

Gli indicatori sopradescritti sono così importanti che la legge prevede che essi siano indicati nelle documentazioni contrattuali e nei messaggi pubblicitari e nelle offerte formulate in riferimento a prestiti o finanziamenti.

Nella sostanza, fra TAN e TAEG, quest’ultimo riveste un’importanza maggiore per chi richiede un prestito personale perché, a parità di cifra richiesta e di durata del prestito, permette di fare un confronto sicuramente più immediato relativamente al costo globale del finanziamento facilitando quindi la scelta dell’opzione maggiormente vantaggiosa. Per intendersi, potremmo trovarci di fronte a due prestiti del medesimo importo e della medesima durata con identico TAN, ma con TAEG diverso; ciò indica che in uno dei due prestiti vi sono spese che pesano maggiormente.

Un altro elemento da valutare quando si richiedono prestiti personali è la presenza di una copertura assicurativa (che in alcuni casi può essere facoltativa, mentre in altri obbligatoria); un’assicurazione può risultare particolarmente utile perché serve a tutelare il debitore dal rischio di insolvenza (che non si può escludere a priori), ma va considerato il fatto che può incidere in maniera piuttosto pesante sul costo di un prestito.