/ Economia

Economia | 29 maggio 2023, 15:45

Rapporto Cuneo 2023, l'export traina l'economia della Granda: "Un territorio che coniuga al meglio globale e locale"

Così Giorgio Barba Navaretti, presidente della Fondazione Collegio Carlo Alberto e TOLC, riferendosi in particolare ad Alba e alle Langhe. Il suo intervento stamattina durante l'evento di presentazione organizzato dalla Camera di Commercio

Rapporto Cuneo 2023, l'export traina l'economia della Granda: "Un territorio che coniuga al meglio globale e locale"

 

 

Stamattina, presso la sala conferenze del Rondò dei Talenti, è stato presentato il Rapporto Cuneo 2023, tra gli eventi di avvicinamento al Festival Internazionale dell’Economia, diretto da Tito Boeri, progettato e organizzato dagli editori Laterza in collaborazione con la Fondazione Collegio Carlo Alberto di Torino, che si svolgerà nel capoluogo piemontese dal 1° al 4 giugno e sarà incentrato sul tema della globalizzazione e dei territori.

Il quadro della situazione economica 2022 è stato arricchito, come lo scorso anno, dalle informazioni della dashboard di Infocamere, che costituisce un elemento integrativo della Relazione Economica 2022.

L’evento, moderato da Filomena Greco giornalista de Il Sole 24ore, è stata un'occasione per riflettere sullo stato di salute della provincia di Cuneo dal punto di vista economico. Una provincia sana, dove il fattore trainante è l'export, come è stato evidenziato dai relatori.

Ad aprire gli interventi Mauro Gola, presidente della Camera di Commercio di Cuneo, che ha sottolineato come la Granda sia tra le prime dieci province in Italia per occupazione. Una produzione di ricchezza che vale l'1,1% di quella nazionale e circa il 15% di quella regionale. "Ma non è un paradiso - ha sottolineato Gola - perché combattiamo con i grandi problemi infrastrutturali. Non solo, la nostra vocazione all'export litiga con la caduta della domanda interna".

La globalizzazione fa dunque bene alla nostra provincia ma, ha sottolineato Pietro Garibaldi coordinatore del TOLC (Torino Local Committee) del Festival Internazionale dell’Economia di Torino-Piemonte, si assiste anche ad un "affaticamento del ceto medio. Era un paradigma vincente, che adesso bisogna ripensare. Non ci sono più le certezze da cui tutto è partito, dal lavoro sicuro alla pensione. Anche il tasso di occupazione di questa provincia non nasconde come molte forme contrattuali siano all'insegna della precarietà".

Intervenuto stamattina anche Giorgio Barba Navaretti, presidente della Fondazione Collegio Carlo Alberto e TOLC. Da parte sua il riconoscimento che la forza economica della provincia e la sua tenuta occupazionale siano una conseguenza proprio della globalizzazione. "Il 3,7 di disoccupati è un risultato pazzesco. Non sarebbe stato possibile senza globalizzazione. Non solo: qui i costi di trasporto sono altissimi, ma lo è altrettanto il vostro export. Questo vuol dire che esportate cose di altissimo livello", ha detto. Sottolineando come il territorio abbia saputo coniugare al meglio locale e globale. "Si è adattato preservandosi: penso ad Alba e alle Langhe, che hanno un'attrattiva pari a quella di Venezia o Roma. Se non si fosse creato un'internazionalizzazione del locale, questo non sarebbe stato possibile".

Sarah Bovini, responsabile dell’ufficio Studi e Statistica di Unioncamere Piemonte, ha illustrato il quadro socio-economico della provincia cuneese tra ripresa e incertezza, confrontandolo con quello regionale e nazionale e sottolineando che “Nel 2022 la crescita dell’economia mondiale ha evidenziato un rallentamento, attestandosi al +3,2%, ben al di sotto delle previsioni dell'inizio dello scorso anno. All’interno di questo scenario si inserisce il quadro socio-economico della provincia di Cuneo, caratterizzato da segnali per lo più positivi: il 2022 si è chiuso con una nuova crescita dell’attività produttiva, un valore delle esportazioni che sfiora il muro dei 10 miliardi di euro, un mercato del lavoro che conferma la propria solidità con un aumento dei livelli occupazionali e un calo della disoccupazione e una rinnovata attrattività turistica del territorio provinciale”.

La Camera di commercio ha ancora una volta fatto coincidere la Giornata dell’Economia con il rilascio di nuove funzionalità della dashboard realizzata da Infocamere, illustrate da Serafino Pitingaro, Senior Data Analyst di InfoCamere. Gratuita, interattiva, patrimonio informativo ricco di dati provenienti dal Registro Imprese, la piattaforma consente l’accesso pubblico anche a dati di fonte Istat sul commercio estero, demografia e mondo del lavoro.

Un anno fa le previsioni economiche erano negative ma è evidente che il sistema imprenditoriale cuneese ha retto molto bene e si è dimostrato resiliente – ha affermato il presidente della Camera di commercio di Cuneo Mauro Gola. I dati della Relazione Economica, arricchiti dalle informazioni ricavate dalla dashboard di Infocamere, restituiscono il quadro di un territorio che, malgrado le difficoltà, ha saputo crescere, fronteggiare le criticità, aumentare il Prodotto Interno Lordo, le esportazioni e i livelli occupazionali e anche i primi dati di quest'anno inducono a un cauto ottimismo”.

Nel 2022, la Granda ha generato oltre 21.5 miliardi di euro di prodotto interno lordo (+6,9% rispetto all’anno precedente) producendo il 14,7% della ricchezza totale regionale e l’1,1% di quella nazionale. Come valore aggiunto pro capite Cuneo ha registrato un dato medio superiore a quello regionale con 33.238 euro posizionandosi, per il secondo anno consecutivo, al primo posto tra le province piemontesi.

In questo contesto nel 2022 il mercato del lavoro ha confermato la propria solidità con un aumento dei livelli occupazionali e un calo della disoccupazione.

Il tasso di occupazione provinciale si è attestato al 70,3%, con +0,7 rispetto al 2021 e +0,8 rispetto al 2019 (ultimo anno pre-pandemia), dato largamente superiore al 66,3% registrato dal Piemonte e oltre 10 punti in più rispetto al 60,1% che costituisce la media nazionale. Il tasso di occupazione ha visto la nostra provincia primeggiare nella graduatoria regionale e collocarsi al sesto posto assoluto in quella nazionale. Cuneo conferma di avere un mercato del lavoro sano, in grado di fronteggiare efficacemente le difficoltà degli ultimi anni.

Analizzando il tasso di disoccupazione (3,7%) appare evidente come la provincia di Cuneo mostri una situazione migliore rispetto alla media regionale (6,6%) e a quella nazionale (8,2%). In analogia con il livello nazionale anche nel Cuneese si riscontra un evidente scarto di genere: quello maschile si attesta al 3,3% e quello femminile al 4,3%. Il numero medio di occupati in provincia di Cuneo nel 2022 si è attestato a 263 mila, in aumento dello 0,8% rispetto alla media 2021, ma stabile rispetto al 2019. Il 56,3% è rappresentato dagli uomini, contro il 43,7% delle donne. Il 70,7% è costituito da lavoratori dipendenti, contro il 29,3% degli indipendenti.

Secondo il Registro delle Imprese dell’Ente camerale, il tessuto imprenditoriale cuneese, al 31 dicembre 2022, rileva 65.531 sedi di impresa con un tasso di crescita del -0,20%, inferiore rispetto al dato regionale (+0,25%) e nazionale (+0,79%). Cuneo si conferma al secondo posto in Piemonte, dopo Torino, per consistenza, con una quota del 15,4% sul totale delle sedi d’impresa regionali.

Tra le forme giuridiche aumentano le società di capitale (+4,04%) si rafforza il settore artigiano che rappresenta oltre un quarto delle realtà aziendali della provincia e cresce per il secondo anno consecutivo registrando un aumento del +1,01%. È in calo la componente femminile (-1,5%), mentre le imprese guidate da giovani con meno di 35 anni crescono del 10,8%. Aumenta anche il numero delle imprese straniere (+10,2%) con un tasso di crescita più che doppio rispetto a quello regionale (+5,0%).

L’export ha registrato una crescita del 7,1% che ha portato il valore a sfiorare i 10 miliardi di euro, con un aumento percentuale più ridotto rispetto a quanto fatto registrare sia a livello regionale (+18,5%) che nazionale (+20,0%). Nell’area Ue-27 i mercati più importanti si confermano quello francese e tedesco, con una crescita del 3,4% e dell’1,8%, mentre per il bacino extra Ue-27 i mercati di riferimento continuano a essere gli Stati Uniti e il Regno Unito con una crescita, rispettivamente, dell’1,2% e del 9,1%.

Il turismo ha ripreso a camminare. Nel 2022 le presenze (1.857.702) sono aumentate del 30,1% e gli arrivi (797.461) del 33,8%. Il 94,6% dei turisti è di origine europea mentre i viaggiatori italiani hanno rappresentato il 61,8% del totale, in calo rispetto al 69,0% dell’anno precedente fortemente caratterizzato da un turismo di prossimità. La crescita degli arrivi (+31,7%) registrata da Atl Langhe, Monferrato, Roero è stata più contenuta rispetto a quella fatta segnare da Atl del Cuneese (+38,4%) che non ha però raggiunto i numeri del periodo pre-pandemico, soprattutto a causa delle difficoltà nei collegamenti con la vicina Francia, che hanno avuto un forte impatto negativo soprattutto sulle destinazioni montane e sulla stagione sciistica.

I dati di fine 2022 riferiti all’indagine congiunturale, realizzata da Unioncamere Piemonte in collaborazione con gli uffici studi delle Camere di commercio, dipingono un quadro piuttosto stabile. Nel quarto trimestre 2022 la produzione industriale cuneese è cresciuta dello 0,6% rispetto all’anno precedente, con tutti gli indicatori di segno più: fatturato interno (+4,6%), ordinativi interni (+0,6%), fatturato estero (+6,4%), ordinativi esteri (+1,1%) e il grado di utilizzo degli impianti al 72,96%.

In uno scenario internazionale ancora incerto, l’incontro è stato occasione per volgere lo sguardo al futuro prossimo grazie all’analisi condotta da Livia Simongini, Senior Specialist Sit (Strategie industriali territoriali) della società di ricerca Prometeia che ha affermato Nel 2023 il quadro di rallentamento, che coinvolge tanto l’economia mondiale quanto quella italiana, si riverbera anche sul valore aggiunto provinciale (+0,9% rispetto al +2,8% registrato nel 2022, dati aggiornati a maggio 2023) la cui crescita si concentrerà sul comparto delle costruzioni e su quello dei servizi. Nel medio periodo l’elevata vocazione all’export del territorio continuerà a svolgere un ruolo essenziale, anche grazie alle buone prospettive di alcuni settori di specializzazione come l’agroalimentare e supporterà il recupero del valore aggiunto dell’industria. A sostenere la crescita nei prossimi anni contribuirà anche la componente pubblica degli investimenti in costruzioni, favorita dagli investimenti del PNRR. Più debole, invece, sarà l’andamento dei consumi, che risentiranno di un livello di prezzi superiore a quello del periodo pre-crisi e da tassi di interesse più elevati”.

In chiusura il presidente dell'ente camerale Mauro Gola sottolinea che "I dati del Rapporto sono lusinghieri, ma non possiamo accontentarci dei risultati ottenuti e dobbiamo lavorare per sciogliere i nodi che frenano il progresso del nostro territorio determinati soprattutto dal gap infrastrutturale, digitale e logistico. È fondamentale migliorare le infrastrutture e i servizi di trasporto su ferro, della logistica delle merci e delle reti intelligenti e le prime risposte sono arrivate con l'accelerazione dei lavori della Cuneo - Asti e del Colle di Tenda. Innovazione, sostenibilità, digitalizzazione e coesione sociale restano gli elementi strategici a cui dobbiamo fare riferimento per garantire crescita e sviluppo del nostro territorio”.

 

Il Rapporto Cuneo 2023 è disponibile online alla pagina del sito camerale https://www.cn.camcom.it/rapportocuneo

 

Per consultare la dashboard: https://www.infocamere.it/economiacuneo

 

Barbara Simonelli

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A GIUGNO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare" su Spreaker.

WhatsApp Segui il canale di Targatocn.it su WhatsApp ISCRIVITI

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium