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BuonGiro | 02 giugno 2023, 10:00

Il bilancio del direttore del Giro d'Italia Vegni: "In linea con le aspettative, crono storica. Con un clima diverso momenti più accattivanti"

Il numero uno dell'area ciclismo di Rcs: "Continueremo a chiedere uno slittamento di due settimane della corsa. Le polemiche? Una volta il Giro non era troppo difficile ora invece lo è troppo. Non si può accontentare tutti"

Il bilancio del direttore del Giro d'Italia Vegni: "In linea con le aspettative, crono storica. Con un clima diverso momenti più accattivanti"

Pioggia, freddo, cadute, Covid, pure il "taglio" di una tappa, ma anche una terza settimana con le grandi salite e una cronometro da cuori forti.

L'edizione 2023 del Giro d'Italia ha racchiuso tante cose, anche tante discussioni, ma anche un finale che ha visto prevalere Roglic nella corsa contro il tempo in un contesto inimmaginabile. Con soli 14 secondi su Thomas.

Abbiamo fatto il punto, come già era avvenuto durante il primo giorno di riposo, con il direttore dell'area ciclismo di Rcs Mauro Vegni.

"È stato un Giro in linea con le aspettative salvo purtroppo una decina di giorni di maltempo che hanno un po' condizionato le prestazioni. Le tappe importanti si sono svolte tutte nella maniera ottimale e comuque gli attori sono quelli che devono dare il la. Mi sembra sia stato un crescendo con le tappe importanti di montagna del finale e la crono che rimarrà un momento importante di questo Giro ma anche nel futuro di ciò che può promuovere il ciclismo. Roma poi è sempre Roma. La presenza del Presidente Mattarella per la prima volta ospite al Giro..."

Non sono mancate le critiche sulla realizzazione di questa Corsa Rosa. Soprattutto sulla terza settimana e la cronometro posizionata di sabato.

"Sono convinto che con un clima, con un meteo diverso, si avrebbero avuti dei momenti piu accattivanti. Ma non è facile stabilirlo. Comunque sia è stato un bel Giro, disegnato bene. Purtroppo alcuni protagonisti sono usciti di scena a metà corsa ma gli altri hanno fatto il loro. La crono è stata bella e all'ultimo si è conclusa ribaltando lo scenario. Fissarla a metà della terza settimana? Potrebbe essere che sarà cosi prossimamente o che ripeteremo questo clichè. Ognuno ha le sue opininioni rispettabilissime e lo abbiamo già sperimentato in passato. Una volta il Giro non era troppo difficile ora invece lo è troppo. Non si può accontentare tutti".

Per ovviare al problema climatico, richiederete all'Uci di spostare l'inizio del Giro di due settimane?

"Sicuramente continueremo a chiederlo. C'e un tema: chi fa il Giro non va a fare il Tour. O meglio, sono solo 10 i corridori che fanno entrambi. Ci sarà sicuramente da riconsiderare il calendario globale. Hanno una certa priorità Giro e Tour".

Siete già al lavoro per l'edizione 2024?

"Il Giro viene fatto sui buoni propositi, normalmente le amministrazioni chiedono e danno le loro disponibilità. Bisogna metterlo insieme e valutare tutti gli aspetti".

Photo credit: LaPresse

Luciano Parodi

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