Attualità - 27 giugno 2023, 15:56

Piemonte Land: si riparte con tutti i Consorzi più coinvolti nelle decisioni

[L'INTERVISTA] «In pratica siamo passati da un consiglio di amministrazione composto da 12 consiglieri di cui 8 rappresentavano i quattro consorzi più grandi, a quello nuovo da 15 consiglieri con ogni consorzio rappresentato da un consigliere» ha dichiarato il neo presidente Francesco Monchiero

Il nuovo consiglio di amministrazione di Piemonte Land: ora ogni consorzio viene rappresentato in modo paritario

Piemonte Land, la ripartenza. A due anni dalla riflessione dell’allora presidente Matteo Ascheri, è iniziata una nuova fase per il “Consorzio dei Consorzi” che rappresenta oggi tutti i 14 Consorzi del vino ufficialmente riconosciuti dal Ministero dell’Agricoltura, oltre alla Vignaioli Piemontesi, e che promuove gli oltre 44 mila ettari di vigneto piemontesi, che dalle province di Alessandria, Asti e Cuneo si estendono fino ai piedi delle Alpi. Un grande patrimonio enologico, per l’80% costituito dalle 19 Docg e 41 Doc regionali.

Una vera e propria riforma partita dall’interno, anche frutto dell’azione dell’ex presidente che, al di là delle vicissitudini accadute, ha permesso di arrivare ad una riflessione importante che ha portato a quello che ora vuole essere Piemonte Land: una struttura dove il potere decisionale è ora meglio distribuito nel consiglio di amministrazione.

Ce ne parla il neo presidente Francesco Monchiero, anche l’attuale presidente del Consorzio del Roero, che disegna le linee del prossimo futuro del super consorzio che sarà ufficialmente operativo dal 3 luglio.

Piemonte Land riparte: come siete giunti a questa nuova fase?

«Dopo le varie vicissitudini che avevano portato allo strappo di Matteo Ascheri di circa due anni fa, dovuto ad una situazione in cui era effettivamente difficile governare in modo costruttivo, si è capito che la distribuzione del potere decisionale doveva essere più equa.

Così, in questi ultimi due anni, abbiamo lavorato nel silenzio arrivando ad una vera e propria riforma partita dall’interno. Per questo ringrazio anche il vecchio consiglio di amministrazione, i cui membri hanno capito che la strada della ridistribuzione delle quote di potere era l’unica percorribile per un futuro costruttivo».

In pratica cosa è successo?

«In pratica siamo passati da un consiglio di amministrazione composto da 12 consiglieri di cui 8 rappresentavano i quattro consorzi più grandi, a quello nuovo da 15 consiglieri con ogni consorzio rappresentato da un consigliere. Questa è stata una riforma perché il mondo del vino piemontese deve essere rappresentato così: si riparte compatti, per portare nel mondo la qualità dei nostri vini, prodotti in una Regione da sempre attenta a questo aspetto.

La nostra ambizione è quella di creare un vero e proprio brand del Piemonte nel settore del vino che da molti anni punta sulla qualità, riconosciutae sempre da valorizzare. Piemonte Land deve fare suo questo lavoro per comunicarlo al mondo».

Lei ora si trova alla presidenza di un nuovo Piemonte Land: che valore ha questo incarico?

«L’essere stato votato all’unanimità mi dona un grande stimolo per fare bene. Credo che il lavoro fatto negli ultimi dieci anni al Consorzio del Roero sia stato determinante per la mia crescita e porto la mia esperienza che unirò a quella dei miei colleghi per  rendere Piemonte Land una realtà che possa rappresentare al meglio il territorio con un’unica voce per poter far conoscere sempre di più la qualità dei vini piemontesi».

Una qualità che in quest’annata 2023 sembra non mancare: cosa ne dice?

«La stagione viticola sta procedendo bene dopo le piogge abbondanti, scese con costanza senza eventi violenti. Siamo per fortuna usciti dalla fase emergenziale, ed ora i vigneti sono floridi, vigorosi e presentano una buona quantità di produzione. Sicuramente la vite ha dimostrato di essere una pianta forte in questi ultimi due anni di siccità. Ora siamo più tranquilli, speriamo in altre piogge non violente e in una stagione più equilibrata a livello climatico».

Da presidente del Consorzio del Roero, cosa ci può dire su questo territorio?

«I vini del Roero stanno andando bene, e sono in costante crescita. Con il Consorzio che è nato nel 2013 la produzione è stata aumentata a DOCG del +70%, passando da 4.2 a 7.5 milioni bottiglie prodotte. La crescita riguarda sia la varietà bianca che quella rossa (superate 700 mila bottiglie), portando la Docg del vino rosso ad essere la terza regionale a base Nebbiolo».

Il nuovo CDA di Piemonte Land è così composto: Francesco Monchiero - consorzio del Roero (Presidente), Stefano Ricagno - consorzio dell'Asti (Vice), Andrea Fontana - consorzio Nebbioli Alto Piemonte (Vice), Bartolomeo Merlo - consorzio Caluso, Carema, Canavese, Maurizio Montobbio - consorzio del Gavi, Vitaliano Maccario - consorzio Barbera d'Asti e Vini del Monferrato, Daniele Oddone - consorzio Ovada, Maria Cristina Castelletta - consorzio Alta Langa, Marina Zopegni - consorzio Freisa di Chieri e Collina Torinese, Andrea Ferrero - consorzio Barolo, Barbaresco, Alba Langhe e Dogliani, Gian Paolo Repetto - consorzio Colli Tortonesi, Paolo Ricagno - consorzio Vini d'Acqui, Fabio Saravesi - consorzio Colline Monferrato Casalese, Luca Trombotto - consorzio Vini Pinerolese, Eugenio Arlunno - Vignaioli Piemontesi in rappresentanza del consigliere Giulio Porzio, ed il revisore Dr. Francesco Foderaro.