Attualità - 03 luglio 2023, 07:30

Bra, in tanti per la benedizione dell’albero di luce al Santuario della Madonna dei Fiori

L’opera, inaugurata domenica 2 luglio vicino al pruneto, ricorda i figli volati in cielo troppo presto

Alcune fasi della cerimonia di inaugurazione e benedizione dell’albero di luce al Santuario della Madonna dei Fiori di Bra

Quando l’arte incontra la memoria, anche il dolore straziante della morte sublima in un pensiero di vita. Succede al Santuario della Madonna dei Fiori di Bra, dove nella mattinata di domenica 2 luglio è stato inaugurato un “albero di luce” in perenne ricordo dei figli volati in cielo troppo presto.

La benedizione dell’opera è stata impartita dal rettore don Enzo Torchio che ha ricordato ai tanti fedeli presenti un passaggio della lettera di San Paolo ai Romani, ascoltato nella Messa: «Se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui, sapendo che Cristo, risorto dai morti, non muore più; la morte non ha più potere su di lui. Infatti, egli morì, e morì per il peccato una volta per tutte; ora invece vive, e vive per Dio».

L’albero di luce è posto accanto al pruneto della Beata Vergine dei Fiori. I suoi rami sono puntati verso l’alto ad indicare la direzione giusta del cielo, mentre i suoi bellissimi fiori rappresentano ognuno un figlio, una figlia, unici e irripetibili, ora nell’eternità infinita che separa e unisce in un abbraccio senza confini.

Fiori lucenti, nomi da custodire. Così sono Alessandra Bianco, Andrea Borgogno, Daniele, Daniele Canavero, i fratelli Davide e Francesco, Edoardo Pennacino, Fabio Bosco, Fabio Marra, Fabrizio Ferrero, Francesco Castagno, Loris Rigato, Mattia Panero, Maya Liotta, Nicolas Fogliato, Paolo Manfredi, Roberto Ambrogio, Simone Mallardo, Valentina Coalova.

Per ciascuno una rosa, un giglio, un girasole, una margherita, una stella alpina o una calla, incastonati nel riflesso limpido del vetro che ricorda la trasparenza della loro anima agli occhi di Dio che, colpita dalla luce divina, riflette la variegata bellezza dei colori che si fondono con la natura che li circonda.

Nel clima di raccoglimento generale sono risuonate come una preghiera le parole di Madre Anna Maria Canopi, incise su una targa: «Signore, ti ringraziamo perché dal nostro amore hai fatto sbocciare una nuova vita. Ma poi sei venuto anzitempo a raccogliere il bellissimo fiore per trapiantarlo nel giardino del cielo. Mentre coltiviamo la speranza di ricongiungerci a loro per sempre, raccogli Signore nelle tue sante mani tutte le nostre lacrime, e trasformale in consolazione per quanti piangono la morte di un figlio».

La bella giornata di sole ha scaldato i cuori, aprendoli alla speranza che non delude, come nell’orazione di don Enzo: «Gesù Risorto si staglia nella facciata del Santuario, sia Colui che ha abbracciato i ragazzi e ragazze, coinvolgendoli nel Suo destino di vita eterna, per sempre con Lui, nella Luce vera, la Luce che non conosce tramonto».

Alla fine della cerimonia, un mazzo di palloncini bianchi ha preso la strada del cielo: perché, si sa, è lì che sbocciano i fiori più belli.

Silvia Gullino