“Necessario intervenire in Europa per chiedere meccanismi di vera reciprocità per le importazioni extra UE e periodi di adeguamento alle nuove regole più congrui”. Lo dice il Senatore cuneese della Lega, Giorgio Maria Bergesio, commentando la preoccupazione espressa dalle Grazie associazioni di categoria del settore avicolo. In Italia, con un fatturato da 7,4 miliardi di euro, le carni bianche restano le preferite dei consumatori, ma scendono produzione, calata nel 2022 dell’11,2%, consumi pro capite e autosufficienza.
I motivi sono diversi, come spiega il Senatore Bergesio: “Lo scenario è complesso: l’aviaria ha causati danni al settore per 262 milioni di euro tra il 2021 e il 2022. A questo si sommano i danni causati dall’alluvione in Emilia-Romagna, l’inflazione, e le difficoltà di approvvigionamento”.
“Le nuove misure varate dall’Europa, con la revisione di alcuni dossier attuativi della strategia Farm to Fork, in particolare le regole sul benessere animale, sulle emissioni industriali e sugli imballaggi rischiano di caricare di nuovi costi le nostre aziende, senza una valutazione degli impatti e senza individuare un punto di equilibrio tra impatti ambientali, economici e sociali”, afferma il parlamentare cuneese.
“Interessante la proposta di istituire un Polo del made in Italy della ricerca nell’agroalimentare, per non continuare a dipendere dagli studi dei centri di ricerca e università molto spesso del Nord Europa, che si ispirano a modelli diversi dal nostro e che spesso sono presi a riferimento delle decisioni UE. Ringrazio Unaitalia per la sua attività preziosa e fondamentale per un settore, quello delle carni bianche, che riveste un ruolo di importanza straordinaria nel contesto agroalimentare del nostro paese”, dice ancora il Senatore Bergesio, che conclude: “Parliamo di un settore di importanza strategica per il nostro Paese, visto che si tratta di uno dei pochi segmenti dell'agroalimentare italiano nel quale possiamo vantare livelli di autosufficienza della produzione interna. Un risultato raggiunto grazie a un’ efficiente struttura produttiva, fortemente integrata nelle sue diverse fasi, dalla produzione alla trasformazione. Ma questi punti di forza sono stati messi a dura prova dall’influenza aviaria e dalla normativa UE che continua a contrastare la produzione italiana. È ora di dire basta ad attacchi ideologici che, sotto la bandiera dell’ambientalismo e dell’animalismo nascondono interessi economici rilevanti”.