Attualità - 17 novembre 2023, 20:49

A Manta una festa a sorpresa per celebrare i 30 anni di presenza in parrocchia di don Beppe Arnaudo

Il sacerdote è stato festeggiato da centinaia di persone che gli hanno espresso un caloroso ringraziamento come guida spirituale del paese

L'ingresso in chiesa di don Beppe accolto dai parrocchiani

Una grande festa a sorpresa è stata organizzata domenica scorsa, per festeggiare i 30 anni di permanenza, alla guida della parrocchia di Manta, di don Beppe Arnaudo.

Quello che don Beppe stesso ha chiamato ironicamente ‘un bello scherzo da prete’ tra il sorriso e la commozione è nato da un’idea del volontario parrocchiale Elio Giordanengo che da mesi ha coinvolto ‘segretamente’ parrocchiani, amici, parenti del sacerdote e anche il vescovo di Saluzzo monsignor Cristiano Bodo che ha celebrato la messa con don Beppe alla quale ha partecipato anche il vescovo emerito monsignor Giuseppe Guerrini e don Mario Peirano. 

Originario di Brondello in valle Bronda, dove è nato 74 anni fa, il parroco di Manta nel 2024 celebrerà i 50 anni di sacerdozio e, in attesa di festeggiarlo il prossimo anno, si è pensato di iniziare a farlo in occasione della sua permanenza trentennale alla guida della parrocchia di Santa Maria degli Angeli.

Don Beppe ha anche il ‘primato’ di essere l’unico sacerdote della Diocesi di Saluzzo ad essere rimasto per così tanti anni nella stessa comunità parrocchiale.

Questo ha fatto sì che i legami con i fedeli fossero ancora più saldi.

Non è stato facile organizzare tutto all’insaputa di don Beppe – dice con soddisfazione per l’ottimo esito della festa Elio Giordanango, assieme ai suoi collaboratori che lo hanno aiutato a portare a termine l’intento, tra cui il parroco di Verzuolo don Marco Gallo che è stato fondamentale per la sua collaborazione. - Siamo stati costretti a lasciar trapelare qualcosa avvisandolo all’ultimo che ci sarebbe stata una piccola commemorazione per i suoi 30 in parrocchia”. 

L’omaggio a don Beppe è stato organizzato in ogni minimo particolare con una grande cerimonia alla quale hanno partecipato centinaia di persone assieme alle autorità civili e militari e il sindaco Paolo Vulcano.

L’entrata in chiesa del sacerdote è stata solenne, sulle note dell’antico organo a canne ‘Vittino’ recentemente restaurato, attorniato dai fedeli e dai rappresentanti delle associazioni.

Ha fatto seguito una proiezione di un album dei ricordi fotografico che comprendeva tutto quanto il ‘don’ ha vissuto con i suoi parrocchiani a Manta.

Ringrazio tutti i mantesi e non, - ha detto don Beppe, con commozione, durante l’omelia - gli amici di Comunione e Liberazione, della Comunità Cenacolo di Madre Elvira, i coscritti del 1949 e i tanti amici incontrati nel cammino della vita che mi hanno voluto bene, sostenuto, aiutato, sopportato e supportato in questi anni, in mille modi, con consigli e aiuti spirituali e materiali

Un pensiero speciale – continua il ‘don’ va ai tanti volontari che, negli anni, si sono donati generosamente per realizzare le grandi opere tra cui l’oratorio, i restauri della chiesa e delle cappelle e tutti coloro che collaborano anche oggi  per realizzare e portare avanti le varie attività della nostra comunità: volontari, associazioni, educatori, massari, catechisti, animatori, giovani e chierichetti di oggi e di ieri, anziani ed ammalati, collaboratori e insegnanti della scuola materna, coristi e tutti fedeli”. 

Ha poi continuato l’omelia, che si è trasformata in una sorta chiacchierata tra amici, in cui ha affermato:  “Dopo il grazie, chiedo scusa a tutti coloro che non sono stato capace di amare e aiutare come avrei voluto e dovuto, a coloro che involontariamente ho urtato, offeso col mio carattere e temperamento.

Mi scuso con coloro a cui posso aver mancato di rispetto a causa dei miei tanti limiti nell’amare, servire e donare.

Ma, al tempo stesso – afferma don Beppe - dico anche che ho cercato di fare del bene, cioè di amare e accogliere tutti, senza distinzioni e che continuerò a fare quel che saprò e potrò, finché Dio vorrà

Mi son fatto prete – conclude don Arnaudo - perché ho sentito che Gesù mi amava e mi chiamava a seguirlo e a servirlo nella Sua Chiesa. Sono molto contento di avergli detto sì”.

La messa è stata allietata dalle voci dei tre cori parrocchiali, riunitisi per l’occasione, dai piccoli del coro Arcobaleno, a quello del gruppo dei giovani e il coro di Santa Maria degli Angeli.

Ha poi fatto un seguito un rinfresco nella vicina piazza Mazzini e il pranzo in oratorio tra amici e parenti.

La messa concelebrata da monsignor Cristiano Bodo e don Beppe

La messa alla presenza delle associazioni

Don Beppe Arnaudo assieme alle autorità civili e militari: il vescovo di Saluzzo Monsignor Cristiano Bodo e il sindaco Paolo Vulcano durante la proiezione fotografica in suo omaggio

Anna Maria Parola