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Farinél | 10 dicembre 2023, 12:33

Farinèl/ Regaliamoci un Natale facendo acquisti nelle piccole botteghe del nostro territorio

La sopravvivenza delle piccole botteghe passa da tutti noi. Natale è lo spartiacque per molte attività, l’invito è a lasciare da parte la fredda comodità di Amazon per gettarsi tra le vie delle nostre città e dei nostri paesi per scegliere regali che fanno bene a tutto il territorio

Farinèl/ Regaliamoci un Natale facendo acquisti nelle piccole botteghe del nostro territorio

Mi autodenuncio subito: tre mesi fa ho comprato un paio di cuffie introvabili in Italia su Amazon e cinque mesi fa uno stock di chiavette Usb, sempre sul sito ideato da Jeff Bezos.  Ecco l’ho detto, perché per invitare gli altri a fare qualcosa bisogna avere prima di tutto la coscienza pulita, la mia non è immacolata, ma pulita sì, perché il 99% dei miei acquisti sono fatti sul territorio e in gran parte nelle piccole botteghe della città di Alba e dei dintorni. Online acquisto solamente i prodotti introvabili a pochi km di distanza, pochissimi.

Il sabato, giorno di mercato ad Alba, per prima cosa ho comprato il Corriere della Sera nell’edicola di Piazza del Duomo, ho acquistato una tavoletta di cioccolato in una enoteca di via Maestra, ho preso la brioche in una pasticceria del centro, il caffè in un bar di Corso Europa per poi comprare la pasta fresca in una gastronomia, frutta e verdura, carne e pesce nelle botteghe o nei banchi del Mercato della terra.

Non sono mancate le meravigliose nocciole di Cravanzana e la crema di Tonda gentile delle Langhe e miele che ha rivoluzionato la mia colazione, acquistate da un corilicoltore con banchetto in piazza San Giovanni e gli yogurt da un casaro con mucche al pascolo a 2.500 metri di altitudine.

Mi sono anche regalato un libro in una delle meravigliose librerie albesi, segnatamente, un piccolo scrigno di belle letture in via Pertinace, dall’altra parte della strada sono andato a trovare mia cugina che ha aperto un piccolo negozio con abiti sostenibili, prodotti a mano e come ogni sabato sono passato nel bellissimo studio del mio amico fotografo Bruno Murialdo e della sua socia Silvia Muratore.

Dovevo comprare un paio di scarpe invernali e ne ho trovate di artigianali in un piccolo negozio in via Cavour, due passi più in là, allietato dalla musica del geniale Peter’s groove il suonatore di tubi di piazza del Duomo, ho acquistato un maglioncino di lana.

Sicuramente ci sarà chi potrà obiettare: “Chissà quanto avrai speso?”, ho speso il giusto per vivere una settimana e per non andare in giro scalzo o svestito comprando ciò che ritengo necessario e senza fare acquisti compulsivi di cose, magari più a buon prezzo, ma sicuramente di inferiore qualità e, in molti casi, non necessarie su Amazon o altri siti di e-commerce.

Acquistare con un clic è molto più semplice e veloce, ma anche molto meno appagante. Oltre a questo, è impagabile tutto il contesto perché non potete immaginare quanto mi rigeneri la mia passeggiata del sabato, una bella abitudine senza la quale non potrei fare a meno, tra negozianti che sono diventati amici, compagni di compere, sorrisi e discussioni. Tra tanta vita insomma.

Fare regali di Natale dai piccoli esercenti del territorio è già a suo modo un regalo di Natale e oltre ad acquistare prodotti mediamente più salubri e di qualità superiore sarà possibile sostenere l’economia del nostro territorio facendo del bene all’amico, al cugino, magari al figlio che un giorno troverà un impiego nel bar o nel negozio sotto casa, facendo, soprattutto, del bene a sé stessi.

Marcello Pasquero

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