Attualità - 21 dicembre 2023, 10:23

Borgo aumenta l'aliquota IRPEF. La maggioranza: "Il Comune finanzia il bilancio dello Stato, non più viceversa"

A scriverlo in una lettera di risposta alle accuse del consigliere Varrone (che parla di bilancio "da ritorno al passato") il gruppo di maggioranza: "Nessuno premia davvero i Comuni virtuosi come il nostro"

Il municipio di Borgo San Dalmazzo

"Per il Comune di Borgo San Dalmazzo dal 2008 in poi si è trattato di continui progressivi tagli fino ad arrivare a invertire completamente la rotta: ora siamo noi a finanziare il bilancio dello stato, non più viceversa".

Si legge così nella lettera prodotta dal gruppo consigliare Uniti per Borgo, conseguente la discussione nell'ultimo consiglio comunale dell'anno del bilancio di previsione.

Uno dei momenti più importanti della vita amministrativa di un ente pubblico, come riconosciuto dagli stessi scriventi: "Dietro ad ogni numero vi è una scelta di bene comune che parte dal programma amministrativo che è stato votato dai cittadini e dalle cittadine". Un documento che aiuta la città a prendere la forma ideale della propria amministrazione di governo: "Decorosa, proiettata verso le nuove sfide culturali, economiche ed etiche che ci attendono, che rispetti il nostro senso di fare e di essere comunità, che parta dalle tradizioni antiche e che getti le basi per nuove forme di rilancio della nostra Città, che sta finalmente riprendendo a essere un punto di riferimento per le valli e in provincia".

 

"Bilancio sano, nonostante le difficoltà"

"Da sempre nel nostro Comune i bilanci che vengono portati in discussione e approvazione sono sani, così come lo è questo relativo al triennio 2024-2026 - sottolinea il gruppo consigliare nella lettera - . Dietro ad ogni scelta c’è la necessità di consegnare alla Città un bilancio che non solo scongiuri situazioni di pericolo per la gestione dei prossimi anni ma che, al termine dei cinque anni di amministrazione, mantenga e migliori la sua affidabilità e tenuta sul lungo periodo".

 

"Ci siamo dovuti confrontare con evidenti oggettive difficoltà, ma ciò nonostante il nostro è un bilancio che continua ad avere un’anima, obiettivi molto saldi e chiari ed una concretezza e pragmaticità di sistema proprie del buon padre di famiglia: il bilancio di previsione 24-26 neo-approvato guarda infatti con coerenza al programma elettorale come guida per far crescere la Città e far sentire le cittadine e i cittadini protagonisti del cambiamento positivo e promotori del bene comune".

 

Varrone punta il dito: "Bilancio da 'ritorno al passato'"

Ma una discussione importante come quella sul bilancio di previsione - per qualunque Comune - porta con sé anche malumori, discussioni e plateali scontri tra forze di maggioranza e minoranza. 

 

"L’anno 2024 porterà cattive notizie per i contribuenti del nostro Comune - si legge nella lettera scritta dal consigliere Pierpaolo Varrone - . La Giunta ha infatti deciso di aumentare l’addizionale Irpef, un aumento che graverà su tutti i residenti, a prescindere dalle fasce, tranne quelli con redditi inferiori a 12.000 euro".

"La decisione della Giunta è stata assunta applicando l’aliquota dello 0,75% e senza prevedere progressività dell’imposta - prosegue Varrone - . Pensioni e buste paga saranno così più leggere, perché il prelievo comunale andrà a sommarsi alle maggiori spese che già le famiglie devono affrontare  per i forti aumenti del costo della vita a causa del caro bollette e dell’inflazione. Ma i cittadini rimangono i soli a sostenere il sacrificio di contribuire alle casse del Comune; la Giunta infatti ha scelto di mantenere le proprie indennità nella misura massima consentita per legge (quella per i comuni sino a 30.000 abitanti, quando Borgo ne ha poco più di un terzo). Inoltre i borgarini non avranno neppure la soddisfazione di sapere come e per quali interventi verranno utilizzate le risorse che verranno loro prelevate da buste paga e da pensioni".

"E’ un diritto violato, i cittadini devono poter conoscere i programmi di bilancio e i risultati che il Comune si propone di conseguire, è il modo con il quale è possibile valutare il lavoro dell’Amministrazione - prosegue il consigliere - . Per l’anno 2024 e per quelli futuri tutto ciò non sarà possibile. I documenti sottoposti all’esame del Consiglio comunale infatti sono apparsi incongruenti: diverse opere indicate sono per il 2024 si sono già concluse nel 2023 (un esempio macroscopico è quello della riapertura di via Grandis avvenuto ormai da alcuni mesi); altre dichiarate come significative sono cadute nel dimenticatoio (vedasi lo spostamento dello stadio per il calcio); altre molto celebrate (la cittadella dei servizi presso l’ex caserma degli alpini) sono state degnate solamente di un finanziamento pari ad un decimo di quello dichiarato necessario".

"Così il bilancio per il 2024, invece di programmare un futuro di crescita e miglioramento per Borgo San Dalmazzo, racconta una Città senza sviluppo. Il bilancio per il 2024 è nato già vecchio e fotografa (parafrasando un celebre film) un 'ritorno al passato'" conclude Varrone.

"Borgo contribuisce al bilancio dello stato, non più viceversa"

"Il nostro Comune è stato negli anni sempre meno destinatario di contributi statali e, in quanto ente virtuoso, sempre più erogatore rispetto al fondo di solidarietà statale, che è per noi di segno negativo: a differenza di altri Comuni non riceviamo nulla da tale fondo ma, al contrario, vi contribuiamo - proseguono i consiglieri - . Gli interventi perequativi a favore dello stato ai quali è chiamato a rispondere il nostro Comune fanno si che dell’IMU complessivamente versata (4.600.000 euro), di fatto ne resti nelle casse comunali circa la metà (2.400000 euro)".

 

Prospettive che il futuro - legato alla discussione dell'attuale disegno di legge finanziaria - non sembra cancellare o sovvertire: "Torniamo a sentir parlare di 'contributo alla finanza pubblica da parte degli Enti Locali' ed è per questo che abbiamo dovuto muoverci tempestivamente per soddisfare le ulteriori richieste di fondi da parte dello Stato mediante la manovra relativa all’addizionale IRPEF, che ha innalzato di 0,05% l’aliquota. Nel contempo abbiamo però innalzato la soglia di esenzione, previsto il mantenimento del fondo di restituzione e stanziato per le manutenzioni risorse pari a quelle impiegate nell’anno in corso. Non possiamo infatti permetterci di effettuare tagli di spese che si riversano in modo pesante sui servizi e sulla conservazione dei beni della città".

"L’attuale disegno di legge finanziaria richiede ulteriori sforzi a carico dei Comuni virtuosi come Borgo San Dalmazzo, ragion per cui il criterio della prudenza ci ha imposto di adottare la manovra sull’addizionale IRPEF. Ma, come detto, garantendo pari qualità e standard dei servizi erogati nonché tutte quelle politiche di ausilio alla fascia più debole della popolazione che desideriamo non resti indietro" si legge ancora nella lettera.

"Dalla minoranza, astenutasi sull'IRPEF, polemiche sterili"

Uniti per Borgo, infine, nella lettera non si lascia scappare l'occasione di rispondere direttamente alle rilevazioni di Varrone (ricordando anche come i quattro componenti della minoranza e i due del gruppo Borgo presenti in consiglio comunale si siano astenuti sul punto relativo all'addizionale IRPEF).

"Come ben sanno i consiglieri il DUP nella parte strategica viene scritto a luglio e il documento di bilancio approvato a dicembre - prosegue il gruppo - . Questo disallineamento, imposto dal legislatore nazionale, viene equilibrato nella sessione operativa inserendo gli effettivi dati di bilancio, mentre la parte che compete alle scelte politiche dell’ente (ossia quella strategica) viene definita e si modifica nel prossimo luglio. Non è una pecca, ma una soddisfazione aver già portato a termine nel corso del 2023 una serie di interventi che avevamo previsto concludersi nel 2024".

"Lo diciamo con la massima serenità e senza spirito polemico: bisogna avere la pazienza di leggere i documenti allegati al bilancio dall’inizio alla fine e di vedere come nel prospetto degli investimenti e nel quadro esigenziale ci sia ben chiaro il progetto di sviluppo della Città e il lavoro che si sta portando avanti - si conclude lo scritto - . Risulta sterile la polemica sulle indennità, populista e poco incline alle posizioni espresse dallo stesso consigliere firmatario nel corso della sua carriera politica (nella quale ha dovuto peraltro anche lui approvare manovre di bilancio con aumenti). Sterile perché la nuova definizione delle indennità, previste per legge, vengono rimborsate da fondi statali stanziati proprio a tal scopo. Lasciamo il passato ai nostalgici e noi pensiamo al presente e al futuro di questa Città che a livello provinciale oggi è finalmente di nuovo riconosciuta come realtà importante".

redazione