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Farinél | 31 dicembre 2023, 12:29

FARINÈL - Il forte calo nelle vittime della strada il regalo più bello dell'anno che si chiude

Nel 2023 nella nostra provincia sono state 29, ben 18 in meno rispetto ai dodici mesi precedenti. Un numero ancora troppo alto, ma il dato più basso di sempre. Ora speriamo che una rondine faccia primavera anche grazie ad automobili sempre più sicure

Nell'immagine uno dei tanti incidenti verificatisi nell'anno in corso sulla vastissima rete di strade provinciali della nostra provincia

Nell'immagine uno dei tanti incidenti verificatisi nell'anno in corso sulla vastissima rete di strade provinciali della nostra provincia

Scrivendo periodicamente di questo triste tema, sono rimasto piacevolmente stupito dal numero delle vittime della strada a oggi, 31 dicembre: ventinove. Sperando, prima di tutto, che rimanga un numero definitivo e con la consapevolezza che 29 vite siano, comunque, un pedaggio enorme che paga la nostra provincia, da cronista non posso non salutare con favore questo dato. 

Sull’asfalto sono rimaste 29 vite spezzate, comunque troppe. L’ultima il giorno di Santo Stefano quella di Oumar Cissè, un ragazzo di 25 anni, della Guinea Bissau, da due a Saluzzo, dove si stava costruendo una carriera, amici e prospettive.

Dicembre è stato il mese nero per gli incidenti mortali, 23 nei precedenti 11 mesi e 6 negli ultimi 30 giorni. In auto sono decedute 14 persone, 10 in moto, 3 in bicicletta e 2 sono stati i pedoni investiti.

Come dicevo, il dato, pur alto, è il migliore degli ultimi 25 anni, dal 1998, da quando la provincia ha avviato il monitoraggio delle vittime della strada con il report ricavato dai giornali del territorio.

Andiamo allora a vedere i freddi numero partendo dallo scorso anno, il 2022, chiuso con ben 47 vittime della strada, 18 in più rispetto all’anno che si sta concludendo. Erano stati 23 i morti in auto, 5 i pedoni, 17 in moto, 1 in bici e 1 in quad. Il mese peggiore era stato agosto con 9 morti, di cui 7 motociclisti.

Nel 2021 era andata ancora peggio con 48 morti sulle strade della nostra provincia. Nel 2020 erano stati 38, un dato comunque altissimo se si pensa che per sei mesi sono stati impediti o comunque molto limitati gli spostamenti. 

Fino al 2016 la tendenza era stata a un miglioramento con il record di “soli” 33 morti. In quel caso la rondine non fece primavera perché l’anno successivo, 2017, le vittime della strada furono 59, il numero peggiore degli ultimi anni, per poi scendere nuovamente e attestarsi a 44 nel 2018 e nel 2019.

Sono stati comunque molti i passi fatti, a partire dalla maggiore attenzione per i test contro l’abuso degli alcolici alla guida. Basti pensare che nel 1998 le vittime della strada furono ben 138, nel 1999 poco meno, ben 125, tre in meno (122) l’anno successivo. 

Si è tornati a scendere (115) nel 2001, 116 nel 2002, lo stesso numero nel 2003. L’introduzione della patente a punti con i maggiori controlli delle forze dell’ordine, il miglioramento della tecnologia sulle automobili hanno permesso di ridurre, oltre a un terzo le vittime: gli schianti mortali sono così scesi a 105 nel 2004 e per la prima volta sotto i cento nel 2005 con 83 morti

Il calo è continuato nel 2006 con 71 morti, nel 2007 sono stati 78, 72 nel 2008, per scendere a 57 nel 2009 e risalire a 68 nel 2010. La tendenza in discesa è proseguita negli ultimi dieci anni, ma, come dicevamo, soltanto in un caso il dato è passato sotto la soglia dei 40 morti all’anno, come dicevamo, nel 2016 con 33.

Ora la speranza è che per la prima volta si possa stare sotto le trenta vittime. 

In 25 anni sulle strade della Granda si sono perse quasi 2.000 vite, l’equivalente della popolazione di un paese come quello in cui vivo: Priocca. Un paese spazzato via in un quarto di secolo.

Le cause di questi numeri? In base ai dati della Provincia, le distrazioni o quelle che normalmente definiamo “imprudenze”: l’uso dei cellulari, la velocità troppo elevata, le precedenze, i sorpassi. In misura minore, ma in ogni caso consistente, gli stati di ebbrezza ed effetto stupefacenti. 

A queste cause, permettetemi di aggiungere, si somma anche una rete di strade vetuste, spesso portate allo stremo senza la giusta manutenzione, che sicuramente non aiutano nel ridurre il numero di tragedie sulle nostre strade. 

Ora voglio leggere il dato del 2023 sperando che la rondine possa fare primavera e che possa far avvicinare allo zero il numero di vittime della strada. In questo la tecnologia può essere una grande alleata, mi è capitato di pensarlo in questi giorni, in Sicilia, alla guida di un'auto di nuova generazione presa a noleggio. Una autovettura in cui la tecnologia aiuta a non invadere la corsia opposta, a mantenere la distanza di sicurezza, a non addormentarsi alla guida, a parcheggiare, a regolare l’intensità dei fari, a segnalare se si sta subendo un sorpasso e molto altro.

Supporti tecnologici che, spero, saranno determinanti per migliorare ogni giorno la sicurezza alla guida e a ridurre anche nel 2024 il numero delle vittime della strada.  

Marcello Pasquero

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