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Economia | 09 gennaio 2024, 13:06

Nuova guida per Confapi Cuneo: "Al lavoro per dare risposte alle piccole medie imprese della nostra provincia" [L'INTERVISTA]

Da dicembre l’albese Massimo Marengo ha preso in mano il timone dell’associazione di categoria provinciale specializzata in Pmi esclusivamente private: "Vogliamo rappresentare le esigenze di un settore economico fondamentale ma troppo spesso poco ascoltato, soprattutto dalla politica"

Massimo Marengo, albese, classe 1968, da alcune settimane guida la Confapi della provincia di Cuneo

Massimo Marengo, albese, classe 1968, da alcune settimane guida la Confapi della provincia di Cuneo

Rafforzare la rappresentanza delle piccole e medie imprese, realtà che per dimensioni e fatturato si collocano a metà strada tra l’azienda artigiana e l’industria strutturata, ma che per numerosità e attivismo rappresentano la spina dorsale del nostro sistema economico, ancor più in territori come quello della Granda.

Questo il principale proposito col quale nel dicembre scorso l’imprenditore albese Massimo Marengo ha preso in mano il timone della Confapi provinciale, comando che manterrà sino alla scadenza del mandato triennale già fissata per la metà del 2025.

Classe 1968, sposato, padre di due figlie, alla guida dell’omonimo gruppo albese delle rinnovabili, Marengo vanta una lunga esperienza associativa all’interno della Confapi provinciale, della quale era già responsabile energia e ambiente. Designato alla presidenza, il 55enne imprenditore è subentrato a Massimo Albertengo, fondatore dell’omonima azienda dolciaria di Torre San Giorgio, dimessosi per ragioni personali dopo essere a sua volta succeduto a Pierantonio Invernizzi (dell’Inalpi Moretta), presidente per due mandati e artefice di un profondo risanamento dell’associazione, dopo le difficoltà che la stessa aveva vissuto in un recente passato ormai pienamente superato.

 

Presidente Marengo, di che realtà parliamo quando ci riferiamo a Confapi?

"Confapi raggruppa le piccole e medie aziende del solo settore privato. Tendenzialmente parliamo di aziende dai 10 dipendenti in su. In Italia rappresentiamo 120mila imprese per 1,5 milioni di dipendenti. Milano e Torino sono le sedi provinciali più grandi d’Italia così come, per ovvie ragioni, Lombardia, Piemonte e Veneto sono le regioni nelle quali l’associazione vanta i numeri più alti. La tipologia di azienda associata è proprio quella che si trova in quell’ampia fascia di attività presenti tra la piccola azienda artigiana e il gruppo industriale ormai fortemente strutturato. In provincia di Cuneo oggi contiamo 180 associati, con una forte tendenza alla crescita proprio perché siamo la casa di chi si pone tra i 3-4 milioni e 30-40 milioni di fatturato. Soglia nella quale in Italia si colloca una quota di aziende molto numerosa, ma a mio avviso poco rappresentate". 

 

Realtà che hanno esigenze specifiche.

"Esattamente, diverse da quelle proprie delle più grandi come delle più piccole. Ovviamente lavoriamo per dare risposte a queste istanze a partire dall’assistenza e dai servizi erogati loro. Parliamo di quelli di base, riguardanti ad esempio l’organizzazione di corsi per la sicurezza, corsi obbligatori sulla formazione, di specializzazione nei vari settori di attività. Si tratta di ambiti sui quali le aziende di queste dimensioni non hanno ancora la forza di strutturare propri uffici interni, come possono invece fare quelle più grandi. Noi sopperiamo bene a questa funzione. L’aspetto però più rilevante nel fare parte di Confapi è quella che riguarda l’attività di consulenza e assistenza volta a far ottenere ai nostri associati tutte le opportunità, gli incentivi e gli sgravi fiscali al sistema produttivo offerti a vari livelli dal sistema pubblico nazionale e comunitario. Misure quali quelle collegate al Pnrr, al bando Industria 4.0-5.0, Transizione 5.0, alla trasformazione digitale e ambientale, oppure quelle emesse da Regione, Provincia, Camera di Commercio, per fare altri esempi. Le aziende spesso sono ben strutturate sul fronte produttivo o commerciale, ma non sufficientemente grandi per dotarsi di figure capaci di muoversi in ambiti così specialistici, noi siamo molto concentrati e attenti su questo, per i nostri associati”.

 

E’ un’esigenza molto sentita?

"Direi di sì, specie considerato che il 95% delle aziende italiane ha meno di 15 dipendenti e parliamo di imprenditori e aziende che non hanno il tempo e le risorse per rispondere a una serie di esigenze e intercettare correttamente un ampio novero di opportunità in merito alle quali noi siamo invece in grado di intervenire coi nostri consulenti. C’è chi ad esempio deve rifare il tetto del capannone, o acquistare un nuovo macchinario o ridurre i costi energetici, etc. Di solito in questi casi la domanda è se ci sono degli incentivi o delle agevolazioni, per farlo. Noi facciamo parlare l’impresa con un esperto in grado rispondere a domande come questa".

 

E intanto mettete le imprese in rete.

"Tra i nostri associati si instaura anche un rapporto di conoscenza diretta e personale, cui spesso si accompagna l’opportunità di collaborazioni. Certamente esiste pure un vantaggio di questo tipo".

 

Tra i vostri focus c’è anche la sicurezza.

"Sì, senz’altro. Anche su questo fronte vogliamo che i nostri associati possano avere un’assistenza di primo livello. Da qui l’accordo che abbiamo stretto col Comando provinciale dei Carabinieri con riguardo alle minacce che possono arrivare alle aziende sul fronte degli attacchi informatici e di quelli da parte della criminalità. Se un socio viene messo nel mirino dalla malavita organizzata o subisce attacchi alle sue attività digitali o informatiche la nostra associazione ha modo di rivolgersi in modo diretto al Comando Provinciale dell’Arma. Per le piccole aziende è un aspetto essenziale, perché spesso sono realtà poco attrezzate per reagire a questi eventi inattesi, improvvisi e spiacevoli, noi le supportiamo al meglio". 

 

Che presidenza sarà la sua?

"Certamente un mandato in continuità con quanto fatto dai miei predecessori, che molto bene hanno lavorato negli ultimi anni per fare crescere una realtà che ora guarda all’obiettivo ambizioso ma realistico dei 300 associati. Anche la Giunta di presidenza e il consiglio direttivo hanno ripreso a operare con piccole variazioni nella loro composizione. L’obiettivo è certamente crescere. Numericamente, ma anche in termini di presenza e di omogeneità sul territorio, così da dare spazio e voce alle diverse anime della provincia, territorialmente parlando. Un primo segnale in questo senso riguarda l’ingresso in Giunta di Alessandro Raina, della Raicar di Santa Vittoria d’Alba, ma ora ci ripromettiamo di fare attività su tutto il territorio con particolare attenzione e cura al lavoro nelle città. Ne parleremo a partire dalla prima giunta direttiva già a gennaio".

 

Un messaggio alle aziende?

"Certamente, a quelle che fossero interessate a conoscerci e avere informazioni sui servizi offerti agli associati. E’ possibile prendendo contatto coi nostri uffici di via Mazzini 2 a Cuneo, consultando il nostro sito Internet (https://www.apicn.it/), chiamando la nostra segreteria al numero 0171.1988321 o scrivendo alla mail segreteria@apicn.it. Oppure rivolgendosi direttamente ai componenti della nostra giunta di presidenza e del nostro consiglio direttivo.

Ezio Massucco

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