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Attualità | 07 febbraio 2024, 06:42

Domenica 11 febbraio Bra celebra la XXXII Giornata mondiale del malato

Iniziative ai Fratini e al Santuario della Madonna dei Fiori con l’Oftal. Tutto il programma

Il Santuario nuovo della Madonna dei Fiori, a Bra

Il Santuario nuovo della Madonna dei Fiori, a Bra

«Non è bene che l’uomo sia solo. Curare il malato curando le relazioni» è il messaggio di papa Francesco per la XXXII Giornata del malato che sarà celebrata domenica 11 febbraio, memoria liturgica della Beata Vergine Maria di Lourdes.

Si tratta di un momento di particolare attenzione che la Chiesa dedica a chi è bisognoso di cure, ma anche agli operatori della sanità, ai volontari e ai ministri straordinari della comunione.

Al Santuario nuovo della Madonna dei Fiori di Bra, l’appuntamento è fissato alle ore 15 con il Rosario animato dall’Oftal Bra-Lombriasco; ore 15.30 Santa Messa con gli ammalati e gli anziani, con il conferimento del sacramento dell’unzione degli infermi e la benedizione eucaristica conclusiva. Nel Santuario antico, alle ore 20.30, è in programma il Rosario nella memoria della Beata Vergine di Lourdes, seguito dalla processione “aux flambeaux” nel perimetro del Santuario e la benedizione conclusiva.

I Fratini di Bra dedicano la giornata dell’11 febbraio alla Madonna di Lourdes con le Messe nella chiesa di Santa Maria degli Angeli alle ore 8, 9.30 e 20. Ogni funzione sarà seguita dalla supplica alla Vergine Maria davanti alla replica della Grotta di Massabielle e dalla preghiera del malato.

Sabato 10 febbraio, dalle 14 alle 17, presso il Centro congressi del Santo Volto (via Borgaro, 1) a Torino, si tiene il tradizionale convegno per la Giornata mondiale del malato. Tema del pomeriggio di confronto: «La Pastorale della Salute. Cammino di fraternità per persone e territori». Alle 17.30, presso la chiesa adiacente del Santo Volto, l’Arcivescovo di Torino e Vescovo di Susa monsignor Roberto Repole presiederà la Messa dedicata alla ricorrenza.

Ma com’è nata la Giornata Mondiale dedicata ai malati?

Tutto ebbe inizio nel 1991, quando al papa San Giovanni Paolo II venne diagnosticata la malattia del Parkinson. Da quel momento decise di accogliere la sofferenza nella sua vita, producendo diversi scritti e riflessioni nei quali traspare la convinzione che essa possa essere un processo salvifico e di redenzione per mezzo di Cristo, come aveva già indicato nella lettera apostolica Salvifici Doloris del 1984.

Il 13 maggio 1992 lo stesso papa Wojtyla istituì la Giornata mondiale del malato. Così, a partire dall’11 febbraio 1993, la memoria liturgica della Madonna di Lourdes ha assunto anche il carattere di momento speciale di preghiera e condivisione, di offerta della sofferenza.

La festa della B.V. di Lourdes è stata scelta, perché molti pellegrini e visitatori, che si erano recati nella città francese dopo i fatti narrati dalla piccola Bernadette, hanno riferito di essere stati guariti da malattie del corpo e dello spirito per intercessione della Madonna.

Nel 2013 papa Benedetto XVI annunciò la sua rinuncia al ministero petrino proprio nel corso di questo giorno di festa, citando la sua salute in doloroso declino come ragione della sua scelta.

Un po’ di storia di Lourdes

11 febbraio 1858. La giovane Bernadette Soubirous raggiunge la grotta di Massabielle, a Lourdes, per raccogliere legna insieme alla sorella e ad un’amica. «Ho visto una signora vestita di bianco. Indossava un abito bianco, un velo bianco, una cintura blu ed una rosa gialla su ogni piede», racconterà. Dopo aver fatto il segno della croce, si unisce a Lei nella recita del Rosario. Seguiranno altre 17 apparizioni nei mesi successivi.

Meta di un forte movimento di fedeli, malati ed associazioni benefiche, il Santuario che sorge sulle rive del fiume Gave de Pau, è uno tra i luoghi di culto più importanti del mondo. Qui la giornata di un pellegrino non può che iniziare dalla Grotta, segnata sul lato sinistro da una sorgente e al centro da un altare. In alto, in una nicchia ogivale, una statua che raffigura l’Immacolata Concezione, appellativo con il quale Maria si rivelò nel dialetto locale a Bernadette «Que soy era Immaculada Councepciou».

Silvia Gullino

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