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Attualità | 07 febbraio 2024, 18:24

Andato in pensione con quota 100, vendemmia per un amico: ora l’Inps gli chiede 60mila euro

È stata ripresa anche in tv la storia del signor Romano Gaiero che, dopo aver lavorato in vigna per circa 900 euro, ora si trova a dover pagare un conto salatissimo: "Ho perso l’entusiasmo e la gioia di vivere. Sto cercando altre persone nella mia situazione"

Il signor Romano Gaiero a La7

Il signor Romano Gaiero a La7

È finito in televisione il caso del signor Romano Gaiero, di cui davamo notizia nel 2022 (leggi qui)

Fariglianese, classe 1958, dopo anni di lavoro all'ex Ipa di Pianfei, era andato in pensione con “quota100” a giugno del 2020, ma ora l'INPS gli chiede oltre 53mila euro, per aver vendemmiato circa una settimana, per le stagioni dal 2020 al 2022, per un vicino di casa. 

La legge, infatti, prevede che chi va in pensione con "quota 100" debba osservare il principio di non cumulabilità dei redditi derivanti da lavoro dipendente, a prescindere dall'ammontare del compenso fino alla maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia; mentre è consentito avere redditi derivanti da lavoro autonomo occasionale entro i 5 mila euro lordi annui.

"Non ho lavorato più di una quindicina di giorni totali, - ricorda Gaiero - guadagnando 900 euro in tre anni, ma ora ne devo restituire 53 mila, una cifra davvero spropositata. Da pensionato tranquillo sono stato catapultato in una situazione di "non pensionato" e quindi non sono più nulla; c'è disperazione, rabbia, incertezza verso il futuro. Le preoccupazioni per questa cifra che mi pende sulla testa mi hanno debilitato nello spirito e nel fisico."

Il caso di Gaiero è stato ripreso nella trasmissione "L'aria che tira", in onda su La7.

"Speravo in una multa, un'ammenda" - prosegue Gaiero  - "È giusto che io paghi per quello che ho guadagnato, non una cifra così alta. Avevo provato anche a scrivere all'INPS chiedendo di rimodulare questa decisione, data la natura dell’accaduto e soprattutto la mia buona fede, nella speranza di trovare una soluzione a quanto accaduto, ma non ho ricevuto risposta.

Nel  2022 mi sono state sospese le ultime quattro mensilità di pensione, per un importo di circa 6800 euro. A mio modesto parere questa somma potrebbe essere trattenuta come ammenda, non chiedo la restituzione, ma ora mensilmente ricevo MAV di 745 euro, per un totale di 72 rate, che per il momento non ho ancora pagato. Nel frattempo sempre, tramite patronato, ho fatto ricorso al comitato provinciale dell'INPS di Cuneo, naturalmente respinto. Quindi anche questa speranza è svanita.

Con altre due persone che hanno una situazione simile, ci siamo affidati a un patronato di Mondovì che sta vagliando anche altri casi verificatesi in altre parti di Italia, per vedere come e cosa possiamo fare. È una situazione terribile che, come ho potuto appurare, non riguarda solo me ma molte altre persone in Italia con le quali siamo in contatto per vedere se esista un modo di proporre un'azione di gruppo. Per me sta diventando una situazione insostenibile, non sono più sereno da quando è iniziata questa storia, ho perso l’entusiasmo e la gioia di vivere". 

Arianna Pronestì

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