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Cronaca | 21 febbraio 2024, 19:08

"Diceva di volermi bene, i miei ricordi di tutta una vita sono spariti coi miei soldi"

Amministratrice di sostegno condannata dal Tribunale di Cuneo per circonvenzione di incapace. La Procura le contestava ammanchi dal conto di una donna di Mondovì con problemi psichici per 90mila euro, utilizzati per comprare un’auto e gioielli

Immagine di repertorio

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Per due anni, dal 2016 al 2018, R.C., 53enne ligure, era stata l’amministratrice di sostegno di una 55enne residente a Mondovì e che, affetta da alcune patologie psichiche dal 1991, aveva bisogno di aiuto per gestire il suo patrimonio.

Tutto iniziò quando una paziente del centro di salute mentale di Mondovì le presentò R.C.: “Prima mi voleva bene – aveva raccontato la vittima in tribunale - e quando stavo male mi aiutava. Dopo ha iniziato a tormentarmi in tutti i modi. Mi insultava, mi minacciava e mi ha fatto vendere la casa. Le avevo dato la mia carta di credito perché diceva che ne aveva bisogno. Mi aveva fatto spostare il conto corrente bancario da Mondovì alla filiale di Cuneo”.

L’amministratrice, sotto accusa in tribunale a Cuneo per circonvenzione di incapace, difesa dall’avvocato Paolo Brin, è stata condannata dal giudice Marco Toscano a due anni e nove mesi di reclusione

La Procura ha contestato ammanchi sul conto bancario della parte offesa per 90mila euro. “Quando ho venduto la casa R. C. si è presa i soldi ricavati – ha spiegato la vittima in aula –. Diceva che il denaro in quella banca non era sicuro e che li avrebbe messi in una cassaforte. Io però non l’ho mai vista”.

Dopo averla convinta a stipulare una cessione del quinto della pensione da 900 euro, la donna venne sistemata in un alloggio della Caritas a Cuneo e poi spostata a San Pietro del Gallo, dove viveva con un’altra donna: “Nel garage di quella casa erano stati sistemati i miei mobili. Avevo implorato R. C. di non darli via. Dalle indagini ho saputo che coi miei soldi si è comprata l’automobile e dei gioielli. Voleva farmi firmare degli assegni in bianco, perché diceva che servivano a pagare i ristoranti. I braccialetti di mia madre, i miei ricordi, quelli di mio fratello sono tutti spariti. Ora, grazie al centro di salute mentale, ho un’altra vita”.

CharB.

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