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Cronaca | 23 febbraio 2024, 19:13

Rapinata nel suo negozio a Garessio prese la targa dell'auto ma non riconobbe l'autore del gesto in caserma: "Ero spaventata"

L'uomo, imputato in tribunale di Cuneo per rapina, venne fermato a Nava sulla macchina con cui fuggì assieme ai complici, già condannati in abbreviato. Il colpo gli fruttò un bottino da circa 400 euro

Immagine di repertorio

Immagine di repertorio

Erano circa le cinque di un pomeriggio del maggio 2021 quando un uomo, dopo essere entrato nel suo negozio di alimentari a Garessio ed averla spintonata, le rubò l’incasso della giornata e fuggì.

Il gesto costò a C.D., assistito dall’avvocato Elisa Marmi, il rinvio a giudizio di fronte al tribunale di Cuneo e, accusato dalla Procura di essere il rapinatore, con lui vennero imputate anche le tre persone che quel giorno lo aspettarono fuori dal negozio a bordo di una Toyota yaris grigia. I complici, un uomo (S.R.) e due donne (G.B. e G.D.L.) , hanno infatti definito la loro posizione processuale venendo condannati in abbreviato per rapina in concorso.

La proprietaria dell’attività commerciale, costituitasi parte civile nel procedimento con l’avvocato Stefano Barzelloni, ha spiegato che quel pomeriggio, erano circa le cinque, l’uomo entrò nel suo negozio e dopo aver pagato un pacchetto di sigarette e una bottiglietta d’acqua passò dietro al bancone allontanandola dal registratore di cassa con uno spintone: “Stavo contando le monete – ha spiegato la donna -. Quando mi ha spinta sono barcollata e lui ha messo le mani nella cassa prendendo le banconote. Saranno stati, forse, 350/400 euro”.

Rubato l’incasso, l’uomo si guadagnò l’uscita salendo a bordo dell’auto che lo aspettava fuori: “Io gli sono corsa dietro – ha continuato – e ho notato che la macchina aveva la portiera aperta. Lui si precipitò dentro e partirono. Sono riuscita a prendere le prime lettere della targa: FE.. Ho visto che c’erano anche altre persone in auto: due donne, una bionda e una mora e un uomo alla guida”.

La Toyota, partita velocemente in direzione Ormea, venne poi bloccata dai Carabinieri a Nava, al confine con la Liguria. La signora, chiamata in caserma per effettuare il riconoscimento, non riconobbe nè C.D. né l’auto: “Ero così spaventata – ha spiegato in aula – che in quel momento non sarei stata capace nemmeno di riconoscere mia mamma”.

Come descritto dall'appuntato dei carabinieri durante la perquisizione personale sui quattro soggetti, nella borsetta di una delle due passeggere vennero ritrovati 750euro e che la donna ne giustificò il possesso mostrando due ricevute di prelievo al bancomat. “Quanto all’imputato odierno – ha concluso – aveva capelli medio lunghi ed era vestito con jeans e una giacca di colore scuro”.

Alla prossima udienza, si ascolteranno altri testimoni.

CharB.

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