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Attualità | 28 febbraio 2024, 20:34

Anche a Savigliano i lavoratori dell’Enel si mobilitano contro i tagli del personale

Lo sciopero nazionale è indetto per venerdì 8 marzo mentre fino al 24 marzo è in atto il blocco degli straordinari. Il sindacalista Diego Genre delegato Filctem-Cgil: “Scioperiamo contro i sempre più bassi investimenti e le previste esternalizzazioni date in appalto”

L'Enel di Savigliano in località San Giacomo

L'Enel di Savigliano in località San Giacomo

Non sono passati  inosservati gli striscioni sulle cancellate del centri Enel di Savigliano in località San Giacomo, ma soprattutto quello che campeggia sull’ex palazzina di Saluzzo dell’Ente per l’energia elettrica chiusa ormai dal 2020, vicino alla rotatoria all’imbocco della tangenziale di Saluzzo all’incrocio con via Savigliano.

Entrambi, come quelli apparsi da qualche settimana anche in molti altri centri della provincia di Cuneo riportano la scritta #EnelSmobilità #IlSindacatoMobilita.

L’hashtag (#), simbolo molto utilizzato sui social per mettere in evidenza un argomento, è diventato un emblema della protesta dei lavoratori del settore, i quali tramite le organizzazioni sindacali, hanno avviato una vertenza contro l’Enel.

Lo scorso lunedì 26 febbraio i lavoratori dell’Enel di Savigliano si sono riuniti nella sala congressi della Croce Rossa per parlare dello sciopero nazionale indetto per venerdì 8 marzo e per discutere sulla loro situazione lavorativa sempre più precaria.

Dopo lunghi mesi di negoziati, i sindacati di categoria Filctem-Cgil, Flaei-Cisl e Uiltec- Uil hanno annunciato l'organizzazione dello sciopero generale del settore (che era dapprima previsto per il 4 marzo), in seguito all'esito sfavorevole dell'incontro di mediazione e conciliazione tenutosi l'8 febbraio presso la Direzione Generale dei Rapporti di Lavoro e delle Relazioni Industriali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Al momento è in corso un agitazione, iniziata sabato 24 febbraio che continuerà per un mese fino al 24 marzo con il blocco degli straordinari.

La ‘centrale’ Enel di Savigliano conta attualmente una quarantina di dipendenti che devono ricoprire un vasto territorio oltre a Savigliano si estende nella pianura fino a Casalgrasso e Fossano con Saluzzo e le valli del Monviso, Po, Bronda e Infernotto, fino a Barge e Bagnolo. 

Al momento come numero di lavoratori dipendenti da Savigliano sono rimasti il minimo necessario per poter intervenire sul vasto territorio di competenza.

Abbiamo rintracciato il sindacalista Diego Genre dipendente di Savigliano che in questo momento si sta recando a Rore in valle Varaita con un suo collega per soccorrere alcune famiglie rimaste senza luce in seguito alla nevicata.

Genre è delegato Rsu-Rlsa per la Filctem-Cgil  della ‘centrale’ Enel di Savigliano afferma: “Scioperiamo contro i sempre più bassi investimenti e le previste esternalizzazioni. Nel 2020 abbiamo già assistito alla chiusura della sede di Saluzzo di e-distribuzione e con l’avvento del nuovo gruppo dirigente nazionale, si va verso a ulteriori tagli che rischiano di mettere in crisi il servizio elettrico, in particolare nelle zone rurali, montane e nelle città della nostra provincia.

L’ente per l’energia elettrica sta di fatto abbandonando il piano di assunzioni di personale che avevamo ottenuto e che serviva appena per mantenere un minimo di presidio del territorio.

Inoltre – continua Genre – l’Enel intende dare in appalto le manovre sugli impianti a 15mila volt a imprese che non applicano nemmeno il contratto elettrico, imprese che fino ad oggi non hanno mai gestito la rete elettrica e che in appalto si occupano di attività su impianti messi in sicurezza da personale Enel.

Già nel 2020 abbiamo scioperato per il settore della distribuzione; comparto che denotava all’epoca l’esigenza di nuova manodopera e che l’azienda proponeva di risolvere esternalizzando. La vertenza di quattro anni fa si era conclusa con l’inserimento di oltre 3 mila giovani lavoratori in Enel. E ciò è avvenuto grazie all’impegno di tutti.

Dati alla mano l’occupazione che chiediamo peserebbe appena il 2% degli investimenti previsti per la transizione. Il servizio elettrico è un bene essenziale – conclude Genre -  che non può finire nelle mani di aziende private che hanno nel profitto il loro unico obiettivo”.

L’agitazione prevista per l’8 marzo con lo sciopero dei lavoratori dell’Enel di Savigliano che si recheranno a sfilare a Torino in segno di protesta non dovrebbe prevedere disagi particolari per l’utenza, ma i lavoratori non hanno intenzione di demordere e si prevedono giorni di ‘alta tensione’ per usare un eufemismo.

Anna Maria Parola

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