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Attualità | 28 febbraio 2024, 16:51

La Regione sostiene le Rsa aumentando del 3,5% la sua quota nelle rette: 150 le strutture interessate in provincia di Cuneo

Accordo con gli enti gestori sulle risorse a sostegno del comparto. L’incremento è riservato alla quota dei posti-letto convenzionati col Servizio Sanitario Nazionale, ma consentirà di congelare anche le tariffe dei posti non convenzionati

Il governatore Cirio e l'assessore Icardi

Il governatore Cirio e l'assessore Icardi

La Regione Piemonte e i rappresentanti degli enti gestori delle strutture residenziali - Rsa, disabilità, psichiatria, dipendenze e minori - hanno raggiunto un accordo sulle risorse a sostegno del comparto: riconosciuto un aumento del 3,5% per la quota sanitaria, che non genererà impatti sulle rette a carico delle famiglie.

La premessa

Le strutture si distinguono in due categorie: autorizzate, cioè che possono stare aperte, o autorizzate e accreditate, che riconoscono all'ospite una convenzione. Se un utente viene inserito con una convenzione, riconosciuta dall'UVG (Unità Valutativa Geriatrica), allora la struttura fattura il 50% della retta dovuta all'Asl e l'altro 50% alla persona. In questo ultimo caso se la persona avesse difficoltà a sostenere la propria parte della retta, allora può fare domanda di integrazione e sulla base di precisi requisiti il consorzio socio assistenziale territoriale di competenza, dopo attenta valutazione, può assorbirla.

Le tariffe di tutte le strutture per anziani con convenzione sono uguali. Per quelle escluse dalla convenzione l'ammontare delle rette dipende ovviamente dalle scelte operate dalle singole strutture, essendo interamente a carico dell'utente.

Quali strutture potrebbero essere interessate?

In Piemonte, fino a un paio di anni fa, erano 780 le strutture residenziali, 600 delle quali accreditate. In provincia di Cuneo erano 158, 115 delle quali operanti sul territorio dell'Asl Cn1. Sul distretto sud-ovest dell'Asl Cn1, che corrisponde al Consorzio Socio-Assistenziale del Cuneese, sono 41 le strutture, di cui 9 non accreditate, cioè che non possono accogliere persone in convenzione.

Doppio ruolo per il Consorzio Socio-Assistenziale del Cuneese, che rappresenta sia l'ente gestore dei servizio socio-assistenziali, sia il titolare dell'autorizzazione al funzionamento di quattro Rsa, quindi è anche gestore di una struttura.

L'accordo Regione-rappresentanti degli enti gestori delle strutture residenziali

Durante un incontro al quale hanno partecipato il presidente Alberto Cirio e gli assessori alle Politiche sociali Maurizio Marrone e alla Sanità Luigi Genesio Icardi è stata espressa unanimemente la volontà di affrontare le difficoltà del settore e di individuare una strada che consenta di sostenere il sistema senza gravare sulle famiglie. Gli enti gestori hanno riconosciuto l’impegno della Regione, che già nel 2021 aveva provveduto a un primo adeguamento delle risorse, e da parte dell’amministrazione è arrivato l’apprezzamento per il ruolo attivo e partecipe delle strutture nella gestione della pandemia.

Si è così convenuto che per il 2024 la Regione riconosca un aumento del 3,5% delle risorse destinate ai gestori delle strutture residenziali a integrazione della quota sanitaria, per un totale di 16 milioni di euro.

Queste risorse sono riservate alla quota dei posti letto convenzionati con il Sistema Sanitario Nazionale, ma sono vincolate al fatto che nemmeno la tariffa dei posti non convenzionati venga rivista al rialzo.

Inoltre, la Regione ha richiamato le strutture firmatarie dell’accordo al rispetto dei contratti comparativamente più rappresentativi, così come previsto dalla delibera di Giunta che richiama l’accordo sottoscritto lo scorso novembre con le rappresentanze sindacali dei lavoratori.

«Con questo stanziamento sosteniamo le strutture residenziali in un momento di difficoltà senza gravare sulle famiglie - precisa il presidente Cirio - La Regione mette a disposizione 16 milioni a supporto di un settore che si conferma fondamentale per l'assistenza agli anziani e ai fragili e che ha dato il suo prezioso contributo anche durante i lunghi mesi dell'emergenza Covid, ma chiede ai gestori di rispettare i criteri per l'accreditamento, tra cui quello che prevede l'applicazione dei contratti comparativamente più rappresentativi con tutele e salari equi per i lavoratori».

«Consapevoli del momento di difficoltà generale che grava su tutta la comunità, rivendichiamo di aver programmato aumenti tariffari solo rispetto alla quota sanitaria, senza rincarare di un euro la quota sociale che, lo ricordiamo, altrimenti graverebbe direttamente sulle famiglie e sugli enti gestori dei servizi socio-assistenziali dei Comuni. Una scelta precisa di equità, che mette le famiglie piemontesi e i loro cari al primo posto», commenta l'assessore Marrone.

L’assessore Icardi mette l’accento sul fatto che «l’accordo è frutto di un continuativo e costruttivo confronto con le rappresentanze di categoria, nel comune intento non solo di curare, ma di prendersi cura dei pazienti più fragili, garantendo attraverso la rete delle Rsa interventi efficaci di prevenzione e assistenza per evitare dove possibile il ricorso all'ambito ospedaliero e ridurre i ricoveri inappropriati. Una sfida per la quale la Regione ha fatto la propria parte, senza gravare sulle famiglie, comprendendo le loro difficoltà sul fronte della spesa sociale».

Per la realtà cuneese l'accordo potrebbe giovare, quindi, solo in parte all'utenza, come ai gestori.

Sara Aschero

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