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Politica | 28 febbraio 2024, 12:57

Matteo Gagliasso (Lega): “Serve una Politica Agricola Comune finalmente orientata a vantaggio degli agricoltori"

Il consigliere regionale della Lega parla della situazione del comparto e della legislazione europea. "Urgono misure volte a ridurre il peso degli adempimenti amministrativi, aiutando le nostre aziende a vendere i propri prodotti al prezzo giusto"

Il consigliere regionale Matteo Gagliasso (Lega Salvini Piemonte), è vicepresidente della Commissione Ambiente del Consiglio regionale

Il consigliere regionale Matteo Gagliasso (Lega Salvini Piemonte), è vicepresidente della Commissione Ambiente del Consiglio regionale

Gli agricoltori e gli allevatori della provincia di Cuneo stanno manifestando, coi loro colleghi italiani ed europei, contro le difficoltà economiche del settore e contro la stringente politica agricola dell’Unione Europea.

Ne abbiamo parlato col consigliere regionale Matteo Gagliasso (Lega Salvini Piemonte), vicepresidente della Commissione Ambiente a Palazzo Lascaris.

Cosa pensa di questa protesta che continua ormai da più di un mese?

È necessario che ci sia un dialogo costruttivo con le istituzioni. Esprimo la mia preoccupazione per la concorrenza sleale da parte di Paesi extraeuropei che hanno normative diverse e meno stringenti di quelle che devono osservare i nostri agricoltori.

La Lega ha espresso solidarietà e si è impegnata a sostenere il settore agricolo”.

In prima persona lei è stato uno dei pochi politici della provincia di Cuneo a schierarsi a fianco degli agricoltori che protestano nel “movimento dei trattori”. Come mai questa scelta?

Le manifestazioni indette dal ‘movimento dei trattori’ hanno raccolto le riflessioni di centinaia di partecipanti provenienti da diverse zone della provincia. Come rappresentante del territorio conosco e condivido l'importanza delle rivendicazioni da loro portate avanti.

Così come condivido le preoccupazioni degli agricoltori riguardanti la concorrenza sleale da parte di Paesi con regolamentazioni operative e produttive differenti da quelle italiane”.

Le misure per il rinnovo della Politica Agricola Comune (Pac) possano influenzare la competitività del settore agricolo europeo rispetto alle importazioni. Quali azioni concrete ritiene siano necessarie per promuovere un dialogo equo e tutelare gli interessi degli agricoltori della provincia Granda?

Le misure introdotte per rinnovare la Politica Agricola Comune sollevano legittime preoccupazioni riguardo alla competitività del settore agricolo europeo in confronto alle importazioni extraeuropee.

È evidente che un'equa gestione di tali misure è essenziale per salvaguardare l'interesse dei nostri agricoltori.

Sono inoltre necessari controlli più rigorosi per evitare la vendita sottocosto dei nostri prodotti agricoli, attraverso iniziative a livello nazionale ed europeo”.

Quindi a livello italiano come si collocano i prodotti agroalimentari della Granda?

È cruciale affrontare altre questioni di rilievo, come la disparità contributiva tra le diverse regioni italiane, che spesso penalizza le aree rurali come quelle del territorio della nostra provincia.

Il fatto che i prodotti agricoli locali abbiano un costo medio più alto rispetto ad altre regioni d'Italia rappresenta una sfida significativa, e richiede un'analisi approfondita dei fattori che contribuiscono a questa disparità. In questo contesto, è importante promuovere politiche volte a ridurre le disuguaglianze e a garantire condizioni competitive più eque per gli agricoltori e gli allevatori cuneesi e di altre aree rurali italiane”.

Quali strategie ritieni possano essere adottate a livello regionale e nazionale per armonizzare le regole e le normative relative alle importazioni e alla produzione agricola, al fine di garantire una competizione equa e condizioni di mercato più trasparenti per gli agricoltori e gli operatori del settore?

A livello regionale, come Lega, ci stiamo adoperando attivamente per sollecitare il Governo su un tema che consideriamo fondamentale: la necessità di garantire parità di condizioni nel mercato agricolo. Questa richiesta è motivata non solo dal problema delle merci importate dall'estero, che spesso non rispettano le nostre rigide normative ambientali, in particolare per quanto riguarda l'uso dei fitofarmaci. È anche una risposta alla concorrenza sleale delle merci estere che mina la competitività degli agricoltori italiani sul territorio nazionale. È evidente che le regole devono essere uguali per tutti, sia all'interno del nostro Paese che a livello europeo, dove le differenze normative rendono difficile competere con altri Stati membri.

È cruciale garantire che i prodotti agricoli venduti sul mercato abbiano un prezzo equo che rispecchi il lavoro degli agricoltori. Attualmente, il sistema di conferimento dei prezzi per i prodotti agricoli non offre questa certezza, e questo rappresenta una sfida che dobbiamo affrontare con urgenza”.

Il conflitto in Ucraina e quello israelo-palestinese hanno complicato la situazione delle nostre esportazioni di prodotti agroalimentari penalizzando le piccole e medie imprese. Quali interventi adottare?

“Sono sempre più evidenti le difficoltà legate all'export verso l’Europa dell’Est, il  Medio Oriente e l'Asia, accentuate anche dalla crisi nel Canale di Suez. C'è una crescente preoccupazione per la prossima stagione di produzione. La qualità del nostro prodotto è innegabile, ma stiamo vedendo un aumento sempre più crescente del divario sul fronte dei prezzi di produzione. Le piccole e medie imprese agricole diventano quindi sempre più a rischio di chiusura.

Per questo è necessaria, anche alla luce delle attuali proteste a Bruxelles, una politica agricola comune che sia orientata a vantaggio degli agricoltori e che miri a ridurre il peso degli adempimenti amministrativi aiutando le nostre azienda a vendere bene i propri prodotti al prezzo giusto”.

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