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Attualità | 29 febbraio 2024, 16:54

Un campo fotovoltaico nell'ex Acna di Cengio: "Fattibilità immediata e impatto ambientale nullo rispetto al parco eolico"

La proposta arriva dall'ex sindaco di Camerana, Giacchino: "Otterrebbe il totale consenso dell'opinione pubblica, eliminando i frequenti tentativi di insediare iniziative osteggiate, come gli impianti di termodistruzione"

Un'immagine degli impianti ex Acna

Un'immagine degli impianti ex Acna

Perché non considerare l'opzione di realizzare un campo fotovoltaico nelle aree ex Acna di Cengio? La proposta è stata rilanciata ieri sera da Pier Giorgio Giacchino. Il presidente dell'associazione Ala, nonché ex sindaco di Camerana, è intervenuto durante l'incontro tenutosi a Saliceto, il cui argomento era il progetto del parco eolico sul Monte Cerchio.

"Ho concordato sulle problematiche emerse durante la serata, fornendo inoltre dati sulla fattibilità tecnica ed economica, verificati con due delle principali aziende specializzate nella costruzione e gestione di pale eoliche di queste dimensioni. Entrambe hanno concluso che questo progetto è irrealizzabile", commenta Giacchino. 

"Così, considerando l'obbligo di tutti verso la transizione alle energie rinnovabili, ho richiamato la legge 199 del 2001 che prevede corsie privilegiate per l'utilizzo di aree industriali dismesse o bonificate, proponendo di utilizzare il sito dell'ex Acna di Cengio per realizzare un campo fotovoltaico che può occupare fino a 50 ettari, conformemente alle disposizioni della legge. Tale progetto non causerebbe alcun disturbo ambientale e potrebbe essere autorizzato in breve tempo, addirittura in pochi mesi".

"Con questa soluzione si raggiungerebbero molti obiettivi: intanto si otterrebbe una chiara definizione del sito, su cui c'è una certificazione ambientale rilasciata dalla Regione Liguria che attesta la sua idoneità - prosegue - Come affermo da tempo, l'area in questione può essere utilizzata superficialmente, ma non oltre, a causa di un sottosuolo intoccabile. Il progetto fotovoltaico andrebbe ad eliminare i periodici tentativi di insediare iniziative invariabilmente avversate, come i cosiddetti impianti di termodistruzione, che rischierebbero di riaccendere la guerra nella valle".

"I comuni potrebbero finalmente passare a un minimo momento di ristoro, soddisfacendo alcune esigenze pubbliche, come l'illuminazione - conclude Giacchino - Il progetto eolico richiede anni di procedure amministrative e una totale guerra sociale, mentre il fotovoltaico avrebbe il totale consenso dell'opinione pubblica e una fattibilità immediata".

Graziano Devalle

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