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Attualità | 01 marzo 2024, 18:23

Rotary Club Alba e Bra insieme per la relazione “Il rebus del Medioriente” con il giornalista Domenico Quirico

Quirico non sembra vedere una soluzione a due Stati, che anzi reputa un’idea romantica ma non realistica

Il gruppo albese del Rotary

Il gruppo albese del Rotary

Giovedì 29 febbraio, presso il ristorante “La porta delle Langhe” di Cherasco, si è svolta la serata interclub del Rotary Alba e il Rotary Bra, con la relazione dell’illustre giornalista Domenico Quirico con titolo “Il rebus del Medioriente”.

Ospite speciale il giornalista Gian Mario Ricciardi, che ha lavorato per Avvenire, La Stampa ed è stato direttore del TG3. Presenti anche Sebastiano Cocuzza, past president del distretto 2030 (anno 2003-2004), Alberto Zunino (Socio onorario del Rotary Bra), Luigi Barbero (Presidente Incoming Rotary Bra), Erika Azzoaglio (Rotary Club Mondovì), Giovanni Pirra (Rotary Club Savigliano), Giorgio Montalbano (Rotaract Alba, Bra, Langhe e Roero), Roberto Costamagna (Presidente incoming del Lions Club Bra), Luciano Messa e Sergio Provera (Lions Bra).

Dopo l’introduzione del Presidente del Rotary Club Bra Vincenzo Peisino e l’intervento della Past President Piera Arata del Rotary Club di Alba, in cui ha ricordato che Domenico Quirico era stato insignito del Premio Rotary 2015, il giornalista ha tenuto una interessantissima e disincantata disanima della tristemente attuale questione israelo-palestinese.

Domenico Quirico è reporter per il quotidiano La Stampa, caposervizio esteri, ma è stato anche corrispondente da Parigi e inviato di guerra; vanta un’esperienza di molti anni come inviato nei paesi mediorientali. La relazione ha trattato con lucidità il conflitto israelo-palestinese partito dopo gli attacchi terroristici di Hamas del 7 ottobre 2024 e della conseguente risposta dell’esercito israeliano, ma soprattutto ha presentato quelli che sono settantacinque antefatti di una guerra che non si è mai fermata, al massimo solo attenuata.

Quirico non sembra vedere una soluzione a due Stati, che anzi reputa un’idea romantica ma non realistica, possibile solo agli occhi dell’Europa o degli Stati Uniti. Il problema principale è individuato nel fatto che troppi rancori, durati diverse decine di anni, rendono estremamente difficile dialogare per la pace; lo scontro è stato definito dal giornalista “una tragedia, poiché lo scontro tra due ragioni e non una ragione e un torto.”

cs

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