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Attualità | 18 giugno 2024, 11:39

Garessio, passaggio di mano per la Huvepharma? Si inseguono le voci sul ritorno a una proprietà italiana per lo storico stabilimento Lepetit

Dal 2016 in mano all’omonimo gruppo bulgaro, si occupa dello sviluppo di farmaci per uso umano e veterinario dando lavoro a circa 140 persone in tutta la valle. Asta pubblica e base fissata a 1,85 milioni di euro per la ex Graziano Trasmissioni

Lo stabilimento Huvepharma di Garessio

Lo stabilimento Huvepharma di Garessio

Sarebbero alle battute finali le trattative circa la vendita a una ditta italiana dello stabilimento garessino dell'Huvepharma, dal 2016 parte dell'omonimo gruppo bulgaro. 

Lo stabilimento, che si occupa dello sviluppo e produzione di farmaci per uso umano e veterinario, ha da poco compiuto 130 anni di attività sul territorio della Valle Tanaro, dove oggi dà lavoro a circa 140 persone. 

Nessuna comunicazione ufficiale è pervenuta in merito dall'azienda, ma sono molte le voci diffuse in paese in merito a una trattativa che potrebbe concludersi già entro la fine di luglio, arrivando così a sancire il ritorno di una proprietà totalmente italiana per lo storico impianto industriale della Valle Tanaro. 

"Anche a me sono arrivate voci in merito alla vicenda - commenta Luciano Sciandra, nella sua doppia veste di nuovo sindaco di Garessio e di rappresentante sindacale all'interno dell'azienda -. L'auspicio, nel caso la notizia venisse confermata, è che chiunque possa acquisire lo stabilimento porti nuove opportunità e posti di lavoro per il futuro non solo di Garessio, ma di tutta la Valle Tanaro".

Una storia lunga e radicata sul territorio quella dell'industria dove nel 1894 si produceva il tannino per i coloranti per la concia delle pelli e che ancora oggi tutti chiamano "Lepetit", dal nome del fondatore Robert Georges Lepetit, che nel 1868 creò la Lepetit&Dollfus col cognato Albert (poi allargata a un altro socio, Auguste Gansser, nel 1878), che prese poi il nome Ledoga dalle iniziali dei tre cognomi. 

Azienda nella quale, nel 1903, venne prodotto il primo farmaco di sintesi italiano, l'Almateina. Mancato il capostipite Robert, gli subentrarono i figli Roberto ed Emilio: il primo fu fautore di grandi ricerche scientifiche, il secondo brillante e coraggioso nella gestione amministrativa. Alla morte di Emilio, nel 1919, e di Roberto, nel 1928, proprio Roberto Enea Lepetit, figlio ventiduenne di Emilio - nato a Lezza di Erba nel 1906 - si assumerà la responsabilità di dirigere l’azienda. E proprio alla sua memoria, nel 2023, il Comune di Garessio ha posto una pietra d'inciampo, di fronte ai cancelli dello stabilimento (leggi qui). 

L'azienda negli anni ha poi cambiato nome e proprietà diventando Dow Chemical, Marion Merrell, Hoechst, Sanofi e quindi, dal 2016, Huvepharma con la proprietà bulgara.

In fase di transizione anche il futuro di un altro stabilimento garessino, la ex Graziano Trasmissioni, che nel 2012 passò dalla Oerlikon al gruppo Marachella, poi fallito. A seguito del crack lo stabilimento garessino era stato rilevato dalla Bo.Ma Uno, impresa metalmeccanica forte di una sede anche a Murello e che si occupa della produzione di ingranaggi e alberi dentati. Una realtà che, negli ultimi anni, ha attraversato una forte crisi di liquidità dovuta prima alla pandemia e successivamente al rincaro dei costi energetici e delle materie prime (leggi qui).

Lo stabilimento dell'ex Graziano di Garessio, che fino a oggi ha impiegato circa 45 dipendenti, è stato messo in vendita con asta pubblica e base fissata a 1,85 milioni di euro. Le offerte dovranno pervenire entro il prossimo 27 giugno. 

"Stiamo monitorando la situazione - dice ancora il primo cittadino di Garessio -. Ho chiesto un incontro all'attuale gestore dello stabilimento e credo sia assolutamente opportuno tenere alta l'attenzione sulla situazione, senza per ora creare allarmismi e compromettere una procedura in corso".

Arianna Pronestì

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