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Economia | 18 giugno 2024, 10:57

Il cuneese Luca Crosetto, delegato all’Europa di Confartigianato Imprese, all’assemblea generale di SMEUnited

“Accompagnare le Pmi nelle transizioni green e digitale” il tema del vertice promosso dall'associazione delle imprese artigiane e delle Pmi d'Europa, organizzazione cui aderiscono 65 organizzazioni di oltre 30 Paesi

Luca Crosetto, delegato Europa di Confartigianato Imprese, con l'ex presidente del Consiglio italiano Enrico Letta

Luca Crosetto, delegato Europa di Confartigianato Imprese, con l'ex presidente del Consiglio italiano Enrico Letta

L’assemblea di SMEUnited - associazione delle imprese artigiane e delle PMI d'Europa alla quale aderiscono 65 organizzazioni di oltre 30 Paesi europei - svoltasi il 14 giugno scorso, ha adottato una dichiarazione sull’Agenda Strategica 2024-2029 trasmessa a tutti i Capi di Stato e di Governo dei 27 Paesi in occasione del vertice straordinario, in corso in questi giorni a Bruxelles. 

«L’appello principale dei nostri imprenditori – ha detto il presidente Petri Salminen all’Assemblea generale – è la richiesta di più strumenti e meno regole per affrontare le transizioni green e digitale. Inoltre, contiamo sui decisori in questo nuovo mandato per adattare il processo decisionale alle richieste dei 24,3 milioni di PMI in Europa. Invitiamo i gruppi politici e le parti interessate a intraprendere queste azioni al fine di apportare un cambiamento reale ai nostri imprenditori in tutta Europa e garantire che siano coinvolti nella transizione della nostra economia e società».

Nel corso dei lavori dell’Assemblea generale di SMEUnited, alla quale ha preso parte il delegato all’Europa di Confartigianato Imprese Luca Crosetto, è stato approvato il documento tecnico “Plasmare l’Europa per l’artigianato e le PMI”, che SMEUnited presenterà ai nuovi eurodeputati e alla prossima Commissione Europea.

Il testo, che contiene una serie di chiare richieste per i prossimi cinque anni delle istituzioni UE, sottolinea l’importanza di incrementare la competitività del nostro continente, riducendo il carico legislativo e agevolando le imprese nell’implementazione delle nuove regole. Tra i punti indicati, il testo di SMEUnited chiede all’Unione Europea politiche che tengano veramente conto dell’impatto sulle micro e PMI, e che siano capaci di promuovere un ambiente favorevole all’imprenditorialità, fornendo soluzioni semplici, veloci ed economiche.

Nel documento, i membri di SMEunited sollecitano misure specifiche per migliorare le competenze facendo fronte alla crescente carenza di manodopera, politiche green proporzionate e a misura di microimpresa, misure per agevolare le PMI nell’accesso ai finanziamenti e soluzioni per permettere alle imprese di tutte le dimensioni di poter beneficiare appieno del mercato unico.

All’Assemblea Generale di SMEunited è intervenuto l’ex presidente del Consiglio Enrico Letta, incaricato dalla Commissione Europea di redigere un rapporto sul Mercato Unico. Letta ha sottolineato che i risultati delle elezioni dimostrano la necessità di un approccio pragmatico che vada dritto all’obiettivo e miri innanzitutto al rafforzamento della competitività europea.

«Bisogna battere il ferro finché è caldo - ha proseguito Letta - dobbiamo essere meno egoisti e iniziare a pensare a una reale applicazione del mercato unico dei capitali” che porti a un’integrazione del mercato finanziario a favore delle imprese più piccole con soluzioni che combinino l’intervento pubblico e privato e vadano nella direzione di creare la ‘cassetta degli attrezzi’ che permetterà alle micro e PMI di perseguire la strada della doppia transizione».

In risposta all’intervento del delegato all’Europa Crosetto rispetto al rischio che la definizione PMI possa essere modificata con l’inclusione nella stessa delle imprese a media capitalizzazione (mid-caps), il presidente Letta ha sottolineato come il ruolo delle parti sociali e del dialogo sociale sia quanto mai fondamentale anche e soprattutto per affrontare questi temi: “Bisogna evitare che decisioni come quella sulla definizione PMI cadano dall’alto”, ed è necessario che gli interlocutori a livello europeo abbiano ben chiaro che attualmente più di 22,7 milioni di imprese in Europa hanno meno di 10 dipendenti.

C. S.

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