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Scuole e corsi | 18 giugno 2024, 18:11

Notte prima degli esami: a che Santo raccomandarsi?

Da San Giuseppe da Copertino patrono degli studenti al prossimo Santo Carlo Acutis, passando per Santa Rita, San Luigi e don Bosco

Un dipinto di San Giuseppe da Copertino

Un dipinto di San Giuseppe da Copertino

Per i 500mila studenti che mercoledì 19 giugno affronteranno l’Esame di Stato o la Maturità la notte prima degli esami è la più difficile.

Al di là delle canzoni e oltre al consiglio di studiare, i maturandi invocano anche il sostegno dei santi preposti per l’occasione, recitando la “Preghiera per lo studente”, rivolta in particolare a San Giuseppe da Copertino.

San Giuseppe da Copertino, innamorato del Vangelo, dell’Eucaristia e di Maria, Santo della gioia, Maestro di preghiera, Patrono degli studenti, accogli con amore la mia preghiera.

Tu che nella vita hai affrontato tante difficoltà con grande fiducia nell’aiuto di Dio, intercedi presso di Lui affinché mi conceda la grazia di cui ho tanto bisogno. Sul tuo esempio fa’ che anche io possa volare alto nel cielo della santità e, insieme a te, ringraziare il Signore per la Sua infinita bontà e misericordia. Con la tua intercessione la grazia di Dio mi aiuti e la forza dello Spirito Santo mi sostenga lungo il cammino della vita per essere, come te, fedele al Vangelo. Amen. Si recita il Padre nostro, l’Ave Maria e il Gloria al Padre.

 

San Giuseppe da Copertino è nato a Copertino il 17 giugno 1603 e morto a Osimo il 18 settembre 1663. Apparteneva all’Ordine dei Frati Minori Conventuali. È stato proclamato santo da papa Clemente XIII nel 1767. Viene ricordato il 18 settembre. È considerato il patrono degli studenti, perché è diventato sacerdote dopo essere riuscito a superare gli esami nonostante le varie difficoltà incontrate ed aver dimostrato un grande impegno per lo studio.

Chi sono gli altri santi a cui rivolgersi in tempo di esami?

Innanzitutto Sant’Espedito di Melitene, martire cristiano del IV secolo, che viene ricordato il 19 aprile. Nel 1781 è stato proclamato protettore dei mercanti e dei navigatori. Inoltre è considerato il santo patrono delle cause urgenti: per questo può essere considerato uno dei santi patroni dei maturandi. Cosa c’è di più “urgente” della maturità?

Poi troviamo San Girolamo, nato a Stridone nel 347 e morto a Betlemme il 30 settembre 419/420. È venerato come padre e dottore della Chiesa. È stato il primo traduttore della Bibbia dal greco e dall’ebraico al latino e per questa attività è considerato il santo protettore dei traduttori (può essere d’aiuto per la versione, allora!). Invece per i suoi studi legati all’antichità è considerato il patrono degli archeologi. Viene ricordato il 30 settembre.

Il patrono della gioventù cattolica è San Luigi Gonzaga. Morto a 23 anni, rampollo di un nobile casato, era nato nel 1568 a Castiglione delle Stiviere (Mantova), primogenito del marchese Ferrante Gonzaga. Fin da piccolo aveva maturato la vocazione a seguire il Signore in modo radicale. Entrò nella Compagnia di Gesù nonostante l’opposizione del padre. E a 17 anni aveva firmato la sua rinuncia a titoli ed eredità. Partito per Roma, sarebbe rimasto solo pochi anni fra i gesuiti a causa della salute cagionevole e di una grave malattia: studierà teologia, ma non farà in tempo nemmeno a prendere i voti. Durante la peste, Luigi andò tra gli “appestati” per curarli e soccorrerli, a fianco di San Camilo De Lellis. È stato beatificato il 19 ottobre 1605 da papa Paolo V e canonizzato il 31 dicembre 1726 da papa Benedetto XIII. Nel 1729 è stato proclamato protettore degli studenti e nel 1926 patrono della gioventù cattolica. Viene ricordato il 21 giugno, data in pieno clima di esami.

In lista c’è anche San Giovanni Bosco, padre, maestro e amico dei giovani. Quest’anno ricorre il 90° anniversario della canonizzazione, fatta da papa Pio XI nel giorno di Pasqua, 1° aprile 1934. Il fondatore della famiglia salesiana i giovani li ha fatti giocare, ha camminato con loro. Ha davvero avuto un cuore di «padre e maestro dei giovani», come l’ha definito San Giovanni Paolo II. Don Bosco morì il 31 gennaio 1888.

Non può mancare una preghiera a San Pio, nato a Pietrelcina, nato il 25 maggio 1887 e morto a San Giovanni Rotondo il 23 settembre 1968. Apparteneva all’Ordine dei Frati Minori Cappuccini. È stato proclamato santo da papa San Giovanni Paolo II nel 2002 e viene ricordato il 23 settembre, anniversario della morte. Mentre era ancora in vita è stato destinatario di una massiccia venerazione popolare. È considerato il patrono dei volontari per la difesa civile e degli adolescenti cattolici.

Era studente, come lo sono i ragazzi della maturità, il beato Carlo Acutis, appassionato di computer e pioniere del mondo digitale. Aveva 15 anni quando nel 2006 è morto per una leucemia fulminante. Le sue spoglie si trovano ad Assisi, città a cui era legato benché fosse nato a Londra e fosse vissuto a Milano. Frequentava l’istituto “Leone XIII” dei gesuiti. Attento alla comunicazione, aveva capito che il linguaggio informatico poteva essere utilizzato per diffondere il Vangelo e il culto dell’Eucaristia alla quale dedicava lunghe ore di adorazione. Le sue giornate erano scandite, oltre che dalla scuola, anche dalle partite di pallone, dalle uscite in pizzeria con gli amici, dal volontariato alla mensa dei poveri, dall’aiuto ai bambini in difficoltà con i compiti, dal sassofono, dalla progettazione di programmi con il computer o dai videogiochi. Uno di voi, insomma.

Una santa da invocare nei momenti della prova è Rita da Cascia. È la santa delle cause impossibili. Donna, sposa, madre, vedova e monaca, è un modello di vita più che mai valido anche oggi. «Le donne di oggi - ha detto papa Francesco -, sul suo esempio, possano manifestare il medesimo entusiasmo di vita e, al contempo, essere capaci dello stesso amore che ella riservò a tutti incondizionatamente». Nata a Roccaporena in Umbria nel 1381, figlia unica, Margherita Lotti coltivava fin da giovane il sogno di consacrarsi a Dio, ma fu destinata al matrimonio con un uomo violento. La pazienza e l’amore di Rita lo cambiò, ma alla fine la sua vita fu spezzata nella violenza. Morti anche i due figli di malattia, Rita, che convinse la famiglia del marito a non vendicarsi, decise di seguire il desiderio giovanile entrando nel monastero dell’Ordine di Sant’Agostino a Cascia.

È firmata da un dottore della Chiesa una delle più famose preghiere degli studenti. È San Tommaso d’Aquino, filosofo e teologo, che è considerato l’Angelo della scuola. La tradizione della Chiesa tramanda la preghiera che egli stesso recitava prima dello studio, delle lezioni, delle prediche. Pio XI l’aveva raccomandata nella sua enciclica Studiorum Ducem. Ecco la preghiera dello studente di San Tommaso d’Aquino:

Creatore ineffabile, che dai tesori della Tua Sapienza hai tratto tre gerarchie d’angeli e le hai stabilite sopra i cieli in un ordine mirabile.

Tu che hai disposto ogni elemento dell’universo con armonica bellezza. Tu che sei chiamato autentica Fonte della Luce e della Sapienza, e Principio sublime di ogni cosa.

Degnati di illuminare le tenebre del mio intelletto con il raggio della tua chiarezza, liberandomi dalle due tenebre in cui sono nato: il peccato e l’ignoranza.

Tu, che fai fiorire l’eloquenza sulle lingue dei bambini, forgia la mia lingua e infondi nelle mie labbra la grazia della tua benedizione.

Dammi l’acutezza dell’intelligenza, la facoltà di ricordare, il metodo e la facilità dell’apprendere, la perspicacia dell’interpretare, il dono copioso del parlare.

Disponi Tu l’inizio, dirigi lo svolgimento e portami fino al compimento: Tu che sei vero Dio ed uomo, che vivi e regni nei secoli dei secoli.

 

Silvia Gullino

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