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Attualità | 28 giugno 2024, 14:51

No alla transumanza: ordinanza del sindaco di Bellino per impedire il passaggio di 700 pecore

ll problema sono le strade, dicono i sindaci di Sampeyre, Stroppo e l’assessore di Elva. Il regista Fredo Valla: "La transumanza è una festa che è sempre esistita. Ci diamo da fare a conservare il lupo e non conserviamo le mandrie"

No alla transumanza: ordinanza del sindaco di Bellino per impedire il passaggio di 700 pecore

Ha destato e desta molto clamore e dibattito - ci sarebbe addirittura l’interessamento di “Striscia la notizia” - il “NO” alla transumanza e quindi al passaggio di 700 pecore nel comune di Bellino dirette ai pascoli di Elva, bloccate dall’ordinanza del Comune firmata dal sindaco Valter Borgna. Ordinanza che, in seguito alle valutazioni tecniche, vieta il passaggio degli ovini, richiesto dall’azienda Simone Basso, sul territorio comunale, in ragione dell’elevato numero di capi “che rischiano di danneggiare il sedime dei sentieri interessati”.

"Come amministratori lo abbiamo fatto per la tutela delle persone, del paesaggio, per motivi igienico-sanitari, per l’alto numero di ovini, per gli escrementi e le zecche - afferma il primo cittadino - Parliamo di un contesto che non è molto conosciuto. Siamo in un periodo estivo, che vede già la presenza di turisti. 700 capi con relativi cani comportano problematiche. Fuori del paese, poi, ci sono orti e un'azienda agricola bio, c’è una sentieristica esistente (e non a causa del Comune) e al centro di questa transumanza ci sono altri pastori con greggi.

Il passaggio può invadere proprietà e interferire con gli animali del territorio. Non abbiamo niente contro i pastori e siamo consci di amministrare un paese che vive di pastorizia e di turismo, ma il caso in questione ha motivato questa scelta”.

Entrano in campo altri sindaci e amministratori interessati dalle problematiche della transumanza di greggi e mandrie, diretti ai pascoli in alta val Maira. “Non voglio entrare nel merito all’ordinanza di Bellino - commenta Mariano Allocco assessore di Elva- Ma il problema dell’accesso alle montagne, va affrontato in modo più ampio, non solo relativamente al raggiungimento delle malghe, ma ai percorsi e viabilità montana. In questa direzione e in spirale positiva, va affrontato coinvolgendo i 4 comuni interessati: Bellino, Sampeyre, Elva e Stroppo, per capire quali sono i problemi dell’uno e dall’altro, dalla strada del vallone, alle strade provinciali e comunali”.

Dirette ad Elva, dalla Valle Varaita, in territorio sampeyrese, passano altri ovini e bovini: il sindaco Roberto Dadone afferma: “Questa attività è troppo in crisi e troppo importante per la montagna. I comuni dovrebbero collaborare con i pastori e viceversa, nei limiti delle proprie competenze. Noi abbiamo lasciato passare le mandrie sul colle, anche se abbiamo finito di asfaltare sei mesi fa. Ma con la Giunta si è ritenuto di non andare a bloccare questo tipo di attività che, nel nostro caso non ha creato problemi e non ha interferito con il passaggio veicolare, essendo la transumanza svoltasi al mattino molto presto".

Andrea Salsotto, sindaco di Stroppo: “Il problema non sono tanto le mandrie, che sono sempre salite a piedi, ma le strade. Abbiamo delle strade provinciali che risalgano agli anni 50, su cui non si fa manutenzione. Dobbiamo affrontare l’argomento con buonsenso, da parte di tutti, anche dei margari, alla ricerca di una soluzione che c’è sempre”

Riflessioni culturali sul tema e sulle problematiche di montagna le porta il regista di Ostana Fredo Valla: “Ci diamo tanto da fare a conservare il lupo e non conserviamo le mucche. La transumanza è qualcosa che è sempre stata vissuta come una festa e che non hai mai incrociato grande traffico al passaggio. E poi, se non ci sono remore per chiudere le strade per le gare ciclistiche, non ci dovrebbe essere problema per il passaggio delle mandrie legato ad una attività che garantisce la qualità del pascolo e molto altro”.

Il regista e sceneggiatore, autore di “Bogre” e dell’ultimo documentario "Ambin - La roccia e la piuma" presentato nella rassegna Cinema ad alta quota e a breve in provincia, parla di controsenso anche con la dichiarazione dell’Unesco che riconosce (dal 2019) la transumanza come "patrimonio culturale immateriale" dell'Umanità, una tradizione che affonda le sue radici nella preistoria e che, oggi come ieri, è in un rapporto equilibrato tra uomo e natura.

"Siamo nel territorio del Festival della Montagna di Cuneo, città dall’anima montana, espressa anche nel ricoscimento "Cuneo città alpina 2024" nella rete di comuni delle Alpi che intendeno tutelare e valorizzare la cultura del territorio, l’attività del pastoralismo e le caratteristiche peculiari che permettono alla popolazione di vivere in montagna.

L’ordinanza mette in evidenza una certa visione arroccata che non è più una visione di comunità. E allora: o si cominicia a ragionare in termini di comunità alpina per fare proposte e combattere per le stesse o ci si ferma in una posizione di debolezza con l’incapacità di lavorare insieme. Cosa che non porta la comunità di montagna a migliorare il proprio status”.

Vilma Brignone

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