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Cronaca | 10 luglio 2024, 20:00

Prese a bastonate un giovane per una mancata precedenza: condannato

L'episodio avvenne nel maggio 2021 in una borgata del saluzzese. I responsabili sono padre e un figlio, quest'ultimo deceduto. La vittima, parte civile nel processo a cui spetterano 4.440 euro di risarcimento, se la cavò con 47 giorni di prognosi

Immagine di repertorio

Immagine di repertorio

Era il maggio 2021 quando un ragazzo saluzzese dopo essere stato picchiato da padre e figlio (quest’ultimo deceduto), venne preso a bastonate per un mancata precedenza decise di denunciarli e costituirsi parte civile in tribunale a Cuneo. 

Ad essere accusato di lesioni è il signor S.M., residente della stessa borgata del saluzzese della famiglia del giovane, con cui, però i rapporti non sarebbero stati distesi da anni per via di vecchi rancori. Nei giorni scorsi per l'uomo è arrivata una condanna a 9 mesi e 10 giorni di carcere, oltre al risarcimento che dovrà corrispondere alla vittima per 4mila 440 euro. 

Il ragazzo, come aveva spiegato in aula nel corso del processo, stava risalendo in auto la stradina che conduce alla borgata della piazza, quando ad un certo punto incrociò l’auto della sorella di S.M. che stava arrivando in direzione opposta: “Non passavamo – aveva riferito il giovane al giudice – e dietro di me si era formata una coda di tre auto. Lei avrebbe potuto fare più facilmente retromarcia fino alla piazzetta e così le ho detto di andare indietro. Alcuni dei guidatori dietro di me si erano offerti aiutarla, perché era in difficoltà”.

La difesa dell’imputato, di contro, chiedendo l'assoluzione i S.M., ha però sostenuto che quelle proposte di aiuto sarebbero state accompagnante da pesanti insulti sulle capacità di guida della signora.

“Dopo un po’ – ha proseguito la parte civile – dietro di me è arrivata l’auto del figlio di S.M. e, dopo essere sceso dall’auto e fatto retromarcia alla macchina della zia, si è avventato contro di me tirandomi fuori dal veicolo. Suo padre, con un bastone, mi ha colpito”.

Il ragazzo, poi, sarebbe stato scaraventato a terra e buttato oltre un muretto: “C’era un dirupo di due metri e mezzo – ha spiegato – sono caduto in mezzo ai rovi. Loro mi hanno raggiunto e mi hanno picchiato di nuovo. I ragazzi che erano in auto dietro di me sono venuti in mio soccorso”.

Il giovane, se la cavò con 47 giorni di prognosi, dovette indossare il collare per una settimana e si sottopose anche ad una risonanza magnetica perché spesso lamentava dei mal di testa. A confermare quanto raccontato dalla vittima i ragazzi che lo soccorsero.

CharB.

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