Economia - 23 aprile 2025, 07:00

Dal mare alla tavola: la storia e la qualità delle saline siciliane

La Sicilia è una terra dalle numerose meraviglie.

Ci sono quelle naturali, quelle artistiche e architettoniche e i contesti dove, invece, l’ingegno dell’uomo si fonde con la magia della natura, per creare dei luoghi che hanno segnato la storia e l’economia della Regione.

Sì, stiamo parlando delle saline, luoghi legati a una filiera che ha avuto e continua ad avere un ruolo molto importante nell’economia di diverse zone della Sicilia. 

Cosa sapere su questo mondo, che mantenendo la sua autenticità si è comunque aperto alle innovazioni del terzo millennio, come dimostra la scelta di raggiungere i clienti in qualsiasi momento attraverso portali come il fornitissimo shop online saline Culcasi, il negozio in rete di una delle aziende simbolo del trapanese nella filiera del sale? 

Vediamolo assieme nelle prossime righe.

Alla scoperta delle saline siciliane

Le saline siciliane sono un patrimonio unico al mondo. 

Ricchezza inestimabile sia dal punto di vista culturale, sia per quel che concerne, invece, il patrimonio naturale, sono visitate ogni giorno da tantissimi turisti, attratti sia dalla storia della filiera, sia dall’oggettivo fascino del panorama, distesa candida a perdita d’occhio spesso punteggiata dalle sagome dei mulini a vento. 

Nel territorio siciliano, è possibile trovare diverse saline, tutte ugualmente magiche dal punto di vista dell’atmosfera. Vediamo qualcosa sulla loro storia. 

Saline di Trapani e Paceco: cenni storici

Le saline di Trapani e Paceco sono una delle principali attrazioni della zona. 

La loro storia viene fatta iniziare convenzionalmente attorno al V secolo a.C., con l’intervento dei Fenici che, in un momento straordinario di espansione commerciale, iniziarono a lavorare il sale in Sicilia e, di fatto, a controllare un prodotto che conferiva loro una grande ricchezza e una posizione privilegiata nelle trattative commerciali. 

Per vedere la definitiva consacrazione delle saline di Trapani come punto di forza dell’economia locale, è stato necessario attendere l’inizio della dominazione normanna sull’isola. 

Con l’avvento della dinastia aragonese, avvenne un altro cambio di passo, ossia la privatizzazione e l’arrivo sulla scena di veri e propri imprenditori grazie ai quali gli impianti divennero protagonisti di una crescita mai vista prima. 

Con l’inizio del Novecento e, soprattutto, a seguito dei due conflitti mondiali, si parlò di declino, dovuto, oltre che alla congiuntura internazionale complessa, anche all’affermarsi di saline con dotazioni industriali più avanzate. 

Con lo scopo di salvare questo straordinario paesaggio dalla minaccia dell’urbanizzazione incontrollata, a metà degli anni ‘90 l’attività è stata ripresa e, da allora, le saline di Trapani sono un’oasi protetta gestita dal WWF. 

Storia delle saline di Marsala

Anche le saline di Marsala sono molto famose. Le primissime testimonianze storiche che le riguardano risalgono al XII secolo d.C., piena epoca normanna, e sono legate a un contesto geografico specifico, ossia l’attuale isola di San Pantaleo, nota un tempo come Mothia, una delle basi commerciali più importanti per i Fenici. 

Pure in questo caso, nel corso dei secoli si sono avvicendati momenti più o meno all’insegna della prosperità, tutti connessi, ovviamente, a eventi di respiro internazionale come le guerre, l’avvicendarsi delle varie dominazioni nell’isola e le crisi economiche. 

Incluse nella riserva naturale più grande della Sicilia, ossia quella della Laguna dello Stagnone, le saline di Marsala sono diventate famose anche per la tradizione delle Vuci di Salinaru, delle filastrocche che, nei secoli passati, i salinari intonavano in gruppo per rendere il lavoro meno gravoso, ma anche per ritmare i vari compiti ripetitivi che svolgevano. 

I testi di queste ultime rappresentano uno dei più preziosi tasselli del patrimonio letterario della zona. 

Le saline di Marsala sono, oggi come oggi, molto amate anche dagli appassionati di fotografia, in quanto le loro vasche di evaporazione, una vicino all’altra, creano uno scenario a dir poco suggestivo, e un luogo di riferimento per i birdwatcher che visitano la Sicilia.








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