Nemmeno la concomitanza con la finale della serie A2 maschile di volley ha scalfito la tradizionale grande partecipazione dei cuneesi alla Fiaccolata della Libertà, occorsa nella serata di ieri (giovedì 24 aprile). Il ritrovo, come sempre, è stato fissato alle 20.30 presso il monumento della Resistenza. Presenti la sindaca Patrizia Manassero, diversi assessori e consiglieri comunali, come anche i rappresentanti delle associazioni partigiane e della politica: le onorevoli Chiara Gribaudo e Monica Ciaburro e la consigliera regionale Giulia Marro.
A introdurre il momento di riflessione d'apertura il presidente dell'Istituto Storico della Resistenza Gigi Garelli, che ha ricordato come in serata si ricordino "gli ottanta anni della 'vera' liberazione di Cuneo e dell'Italia: Duccio Galimberti stesso ebbe il coraggio di salire su quel celebre balcone per sottolineare la necessità di una vera Liberazione, che si conquista dal basso, sempre". Subito dopo, il saluto della sindaca di Cuneo Patrizia Manassero e dei rappresentanti delle associazioni partigiane "Ignazio Vian" e ANPI.
[Gigi Garelli]
"Sempre bello essere qui, ogni anno più convinti, e grazie alla rassegna 'Resistenze' che ci ha portati qui stasera - ha detto Manassero -. Cuneo, è chiaro, non vuole dimenticare. Non vuole dimenticare la scelta fatta ottant'anni fa di Resistere, quella di formare le bande partigiane, che hanno ricondotto la città a respirare libertà e a eleggere, il 5 maggio 1945, il partigiano Ettore Rosa come sindaco provvisorio: lo ricorderemo domenica mattina in municipio con un momento di celebrazione specifico".
"Questa sera ricordiamo a chi ancora oggi lo mette in dubbio che la Resistenza non fu divisione, se non tra fascisti e antifascisti, esattamente com'è ancora oggi, ma fondamento della nostra Costituzione - ha proseguito ancora la sindaca -. Spetta a noi, come diceva Pertini, far proseguire l'ideale della Resistenza per rendere vivo l'inchiostro della Costituzione: tutti, ma soprattutto i giovani, dobbiamo indignarci per quel che a volte viene sostenuto da politici e amministratori che cadono nella trappola della nostalgia".
[La sindaca Patrizia Manassero]
L’orazione ufficiale, quest'anno, è stata affidata allo storico Carlo Greppi. Che in un vero e proprio decalogo ha indicato come quella della Liberazione sia "una festa, da celebrare mangiando, cantando e ballando, alla faccia della sobrietà. L'unica festa che conti davvero in Italia, perché la Resistenza è un sentiero che, oggi, vale ancora la pena percorrere".
[Carlo Greppi]
Spazio, quindi, alla fiaccolata vera e propria, accompagnata dalle musiche della banda “D. Galimberti”, che ha condotto i presenti dal parco della Resistenza sino a piazza Galimberti e all’omonima casa-museo. Alle 21.30 in largo Audifreddi le testimonianze di Resistenza di ieri e di oggi, il concerto live di “Canta fino a 10” e il pezzo di stan-up di Giorgia Mazzucato. Al NUoVO, infine, il concerto della Funky Club Orchestra.