Attualità - 11 giugno 2025, 07:28

Due giorni a Centallo per ricordare “la Resistenza di chi ha detto no”

Onore ai centallesi internati: saranno ricordati giovedì 12 in una serata nel Nuovo Lux con l’intervento della consigliera regionale Anei Manola Garbin e la relazione di Gigi Garelli e Marco Ruzzi dell'Istituto storico della Resistenza di Cuneo

È “la Resistenza di chi ha detto no”, quella degli italiani che rifiutarono di combattere con i nazifascisti e vennero internati nei campi di prigionia tedeschi. Centallo li ricorda da più di 30 anni, da quando cioè ha iniziato la serie di ristampe del diario di don Giuseppe Barbero, il cappellano militare che insieme a loro era stato imprigionato a Dortmund e ne aveva raccontato le sofferenze e le umiliazioni patite come “schiavi di Hitler”.

 Da allora ad oggi quel diario è stato tradotto in tedesco, diventando libro di lettura per gli studenti di Hagen; è stato siglato un gemellaggio con l’associazione culturale di quella città per mantenere viva la memoria dei lavoratori coatti; i ragazzi tedeschi hanno preparato una mostra fotografica (che adesso è esposta a Centallo), è stato inaugurato un monumento in memoria degli internati. Nel 2025, poi, una pioggia medaglie d’onore promossa da Centallo viva ha onorato la memoria dei centallesi internati in Germania, che adesso il paese vuole ufficialmente commemorare, a 80 anni dalla loro liberazione dai lager in cui erano stati segregati.

Onore ai centallesi internati

Saranno particolarmente loro ad essere ricordati giovedì 12, in una serata (inizio alle ore 21) nel Nuovo Lux con l’intervento di Manola Garbin (consigliere nazionale Anei), la relazione di Gigi Garelli e Marco Ruzzi (Istituto storico della Resistenza di Cuneo), proiezione di video e la consegna di una targhetta ad ogni centallese insignito finora con Medaglia d’Onore. La serata si concluderà poi con la piantumazione di un albero in loro memoria nell’Aiuola 8anta.

In ricordo di don Barbero le sue vicende di prigionia diventano un teatro

Di don Giuseppe Barbero, il cappellano militare che scrisse “La croce tra i reticolati” sulle vicende degli IMI, ricorrono in questo 2025 i 110 anni dalla nascita, i 30 dalla morte e gli 80 dal rientro in patria e dalla redazione delle sue memorie. Centallo viva vuole ricordare questi anniversari soprattutto nella serata di venerdì 13 (sempre alle ore 21, nel Nuovo Lux), dove per la prima volta il suo libro diventerà uno spettacolo per la regia di Emanuele Franco, con attori Marianna Chilà, Pietro Pellegrino e Andrea Chiapasco.

E’ un grosso sforzo, anche economico”, dice Gianpiero Pettiti per Centallo viva, “di cui siamo orgogliosi, augurandoci soltanto che i centallesi lo capiscano e lo apprezzino. Ci auguriamo che questo spettacolo varchi in fretta i confini del nostro paese e venga rappresentato su altri palcoscenici regionali e nazionali, portando ovunque il nome di don Barbero e dei nostri internati, come già sta avvenendo per la versione cartacea de “La croce tra i reticolati”. Si ricorda che, secondo la miglior tradizione di Centallo Viva, anche l’ingresso a questo spettacolo è libero e gratuito. La chiusura della serata è prevista al monumento agli Internati di via Crispi, dove verranno deposti fiori e lumini.