Attualità - 23 giugno 2025, 08:03

Mercato del giovedì di Borgo San Dalmazzo: ancora in attesa di chiarezza e soluzioni condivise

Una lettera aperta dei tre gruppi consiliari di minoranza solleva dubbi sul suo futuro e chiede maggiore trasparenza e collaborazione tra Comune e categorie coinvolte

Il consigliere Marco Bassino

Dai gruppi consiliari Borgo Per Tutti, Realizziamo Insieme e La Torre di Borgo San Dalmazzo riceviamo e pubblichiamo:

Sono trascorsi alcuni mesi da quando l’Amministrazione comunale annunciò l’ormai prossima ricollocazione del mercato del giovedì all’interno del centro storico. Il passare del tempo e l’assenza di ulteriori chiarimenti hanno fatto sorgere incognite e incertezze. Un mercato vivace ed animato garantisce infatti un sostegno anche ai negozi su sede fissa. Nulla al momento però è cambiato. 

Come gruppi consiliari - spiega il consigliere Marco Bassino - abbiamo dovuto rivolgerci al Consiglio comunale per avere maggiori informazioni”. Prosegue il consigliere del gruppo La Torre: “Abbiamo così avuto conferma che: il rispetto delle misure di sicurezza impedisce il ritorno dell’intero mercato all’interno del centro storico;  che è volontà dell’Amministrazione ricollocare i banchi attualmente posti in via Boves; ma soprattutto che l’attuale collocazione del mercato è di soddisfazione della popolazione”

Il mercato è uno degli elementi importanti per il sostegno dell’economia cittadina. E’ occasione di lavoro per i venditori e opportunità per i consumatori di accedere a prodotti a prezzi convenienti e se alimentari freschi e di qualità. 

Chiarisce ancora Bassino: “Per queste ragioni riteniamo fondamentale che si ricerchi la migliore soluzione per tutti: ambulanti, commercianti su sede fissa e cittadini. In uno spirito di collaborazione in particolare tra Amministrazione comunale e rappresentanti di categoria”.

 Non può non stupire allora la circostanza - spiegano i consiglieri dei gruppi di minoranza La Torre, Realizziamo Insieme, Borgo per Tutti - per la quale sia stato necessario per giungere ad una definizione di una nuova disposizione del mercato, coinvolgere due studi tecnici (con conseguente raddoppio delle spese): uno designato  dal Comune, il secondo dagli stessi commercianti ambulanti. Fatto che suscita alcuni dubbi sul confronto compiuto tra amministrazione e associazioni di categoria a  monte della questione “mercato”.