Dopo il debutto nel cartellone della 62a edizione del Festival di Cervo, Massimo Recalcati psicoanalista, tra i più noti in Italia e l’attrice Elena Andreoli arrivano a Saluzzo, per la seconda rappresentazione in assoluto de "LA FORZA DEI DESIDERI", uno spettacolo organizzato dalla rassegna "Borgate dal Vivo" in collaborazione con "Occit’Amo!.
In scena venerdì 11 luglio alle 21, 30 nel grande cortile degli eventi a Il Quartiere ( ex Caserma Musso piazza Montebello) portano in scena una riflessione sulle paure ancestrali e sulla possibilità di rialzarsi.
Biglietti: 20 euro + dp in vendita su Ticketone.it (Informazioni al link www.borgatedalvivo.it/la-forza-del-desiderio)
Basato su "Amen" (edito da Einaudi) il primo testo scritto da Recalcati appositamente per il teatro, e impreziosito dalle musiche originali composte da Tony Berchmann, Carlos Zarattini, Alberto Traverso e dalla stessa Andreoli, lo spettacolo si aprirà con una lectio magistralis del noto psicoanalista: una riflessione profonda sul senso della vita e della morte, che si trasforma in un inno alla vita stessa.
L’attrice, e speaker televisiva premiata con l’Anello d’Oro come miglior voce femminile della Tv, interpreterà tre monologhi, introdotti da Recalcati, tratti da "Amen" e arricchiti da momenti di sonorizzazione e musica, eseguita dal vivo dal pianista Tony Berchmann. La regia è di Alberto Traverso, mentre il sound design è a cura del compositore e bassista Carlos Zarattini.
Nel testo di Recalcati, riflessioni e paure sul futuro si intrecciano: che cosa rende possibile la resistenza della vita di fronte alle avversità e alla morte?
L'autore racconta come la forza del desiderio può far rialzare anche quando tutto sembra perduto. Recalcati parla di un’esistenza sul confine tra la vita e la morte, tra battesimo ed estrema unzione. Della nuda fede di una madre verso il battito del cuore del figlio. Di un vecchio soldato, sopravvissuto alla guerra, che insegna la forza del passo nella neve. Sullo sfondo i ricordi di una vita e la presenza incombente della fine.
Una preghiera nel nome della vita che non vuole morire. Non è importante quanto lunga sia la vita, ma quanto sia capace di allargare il suo orizzonte e come possa diventare generativa, capace di frutto e di gratitudine, ed eterna, non corrotta dalla morte.
“Fin da ragazzo, da quando avevo vent’anni - racconta Recalcati - volevo scrivere di teatro. Mangiavo pane e teatro. Poi, come spesso accade nella vita, ci sono stati incontri che hanno deviato questa mia vocazione. Durante il primo lockdown ho cominciato a lavorare a un testo. Mentre scrivevo, intorno c’era la morte. Come direbbe il grande pittore Rothko, quando si fa arte o si parla della vita e della morte, o è meglio non farla. Amen è la parola che consacra la possibilità che la vita possa esistere anche dove è la morte, che la morte non possa essere l’ultima parola sulla vita. Amen vuol dire “così sia”, “che sia così”, che la vita sia viva, che la morte non sia l’ultima parola sulla vita».