Palloncini bianchi e viola, assieme alle note di Due vite di Marco Mengoni e de La canzone di Bimba davanti alla Cattedrale di Cuneo, per dare l'ultimo saluto a Carola Muscarnera, la bimba di Roata Rossi morta a cinque anni per un raro tumore cerebrale.
L’omelia, affidata a don Mauro Biodo, ha trovato le sue parole nelle riflessioni di un padre che, come Antonino e Eleonora, ha perso una figlia.
Un dialogo doloroso con Dio, in cui il cuore si confessa pieno di rabbia ma consegna comunque a Lui il dolore e la bellezza di un piccolo fiore mai sbocciato. Una preghiera che ha attraversato il silenzio della chiesa, raggiungendo ogni sguardo, ogni lacrima trattenuta.
In chiesa tante divise. Sono quelle dei vigili del fuoco, perché Antonino è un volontario presso il distaccamento di Busca.
Ci sono tanti poliziotti, con il Questore e la dirigente della Mobile, perché uno zio della piccola Carola è uno Uopi della Polizia di Stato. C'è il direttore generale dell'ospedale di Cuneo, Livio Tranchida, assieme al direttore sanitario, perché papà Antonino è operatore socio sanitario del blocco operatorio specialistico.
C'è Enrico Collidà, presidente della Lilt, che si era mobilitata per Carola e per la sua famiglia, contribuendo alla raccolta fondi per sostenere delle nuove cure a Roma. Una generosità immensa quella che ne era scaturita.
Una comunità intera si è stretta attorno alla famiglia Muscarnera, dignitosissima nel dolore in questo momento di lutto ma anche in tutti gli anni in cui ha accompagnato la bimba nei percorsi e nella speranza di una cura.
Carola aveva tanti sogni, tra cui quello di diventare chierichetta. Nonostante la malattia, non aveva mai smesso di sperare, sostenuta dall’amore profondo dei genitori e della sorellina. Quando un compagno le aveva fatto notare la mancanza di capelli, lei aveva risposto con la fiducia luminosa dei bambini: “Ricresceranno quando sarò guarita”.
Oggi quella speranza è diventata un ricordo dolcissimo e straziante, accompagnato dal saluto di tutta la scuola, degli amici, dei compagni che, con i palloncini tra le mani, hanno guardato il cielo. Le parole della canzone scritta da Lucia Bosè per la nipote, messe in musica da Giovanni Nuti, hanno fatto il resto: “Lascia che io pianga questo dolore così immenso… ti amo, Bimba, eternamente”.
“Grazie a tutti di essere qui”, ha detto il papà Antonino, rivolgendosi ai presenti. Un grazie che sa di amore, di riconoscenza, di forza: quella stessa forza con cui, per anni, lui ed Eleonora hanno accompagnato la loro bambina nella speranza di una cura.