“Pasqualina Dompè, detta Nucci, non è stata una partigiana ma la sua Resistenza l'ha combattuta in nome della famiglia.” Inizia così il prezioso racconto di Fiorenza Barbero.
È un appuntamento ormai fisso e molto atteso l’iniziativa “Ogni 8 del mese un 8 marzo”, ideata dal Museo Mallé di Dronero, che vede l’importante direzione della storica delle arti Ivana Mulatero. Si tratta di cammei dedicati a piccole grandi storie femminili, un importante progetto nato l’8 marzo 2021 in collaborazione con l’archivista Daniela Occelli, con il coinvolgimento dell’intera popolazione.
Del nostro territorio, tra gli omaggi di oggi (martedì 8 luglio), c’è il racconto della vita di Pasqualina Dompè, che parte da Fossano ed arriva a Dronero. Una storia di tragicità e forza, ma soprattutto di quel legame stretto con la propria famiglia che tira fuori tutto il coraggio.
"Classe 1928, con i genitori e il fratello Nico (classe 1922), partigiano nella 104° brigata Garibaldi, abitava sul Borgo Vecchio a Fossano - racconta Fiorenza Barbero - Durante la guerra, tra mille peripezie, riusci a far liberare i genitori prigionieri a Dronero. Era il 1° gennaio del 1945: a casa loro giunse una camionetta con sedici militi del presidio delle Brigate Nere della val Maira. I vicini impauriti li informarono che si erano trasferiti alla "Vigna" poco fuori città. Accompagnati da alcuni colleghi di Fossano, circondarono il ciabot. Cercavano Nico, nascosto al piano di sopra dietro la testiera del letto con la pistola in pugno. Entrarono in casa, malmenarono i presenti e chiesero di lui. Misero tutto a soqquadro, ma Nico si protesse nel suo improbabile nascondiglio. Ribaltarono letto e materasso, ma non lo videro. Saccheggiarono i beni di famiglia, caricandoli sul camion. Prima di ripartire, portarono via i loro genitori. Cessato il momentaneo pericolo Nico parti per Villar San Costanzo per organizzare le trattative di liberazione.
Durante la prigionia papà Domenico rischio la fucilazione. Era inverno, le strade impraticabili, e Nucci per incontrarli andava in bicicletta fino a Dronero; talvolta si arrampicava a Sant'Anna di Roccabruna, presso i Garibaldini, per scambiare informazioni. Durante un bombardamento alleato convinse un comandante delle B.N. a rilasciare mamma Margherita. La caricò sulla bicicletta in direzione di Busca e li, grazie a un pompiere, raggiunsero Fossano. Dopo due mesi, anche suo padre venne rilasciato. Nucci, mentre racconta, ha gli occhi lucidi e dice: 'E stata dura, ma ce l'abbiamo fatta'".
Costruire insieme l’omaggio alle donne, per una storia che resta nella storia. Con segnalazioni di importanti figure femminili vissute, scrivendo a museo.malle@comune.dronero.cn.it il Mallé invita tutti a partecipare a questa sua iniziativa.