- 08 luglio 2025, 20:05

Accoglienza stagionali, il "modello Saluzzo" si rafforza: 1,7 milioni di euro e 52 posti letto in più

Un modello che ha fatto scuola e che continua a crescere e ad adattarsi ai cambiamenti, grazie al lavoro in rete di decine di soggetti. Con un principio cardine ribadito dal presidente Cirio: il rispetto della persona

Accoglienza stagionali, il "modello Saluzzo" si rafforza: 1,7 milioni di euro e 52 posti letto in più

Quando si parla di "Protocollo Saluzzo" si fa riferimento ad un progetto che dimostra che lavorare in rete funziona. 

Nato nel distretto frutticolo di Saluzzo per fornire supporto ai lavoratori stagionali, coinvolge 11 Comuni. Fino all'anno scorso erano 10, perché per la prima volta da quando è stato avviato, nel 2020, ha visto l'ingresso di Revello. 

I Comuni coinvolti sono Cuneo, Busca, Costigliole Saluzzo, Lagnasco, Manta, Savigliano, Scarnafigi, Tarantasca, Revello e Verzuolo, oltre, ovviamente, al Comune capofila Saluzzo. 

Ogni anno organizzano delle strutture per dare ospitalità agli stagionali che non trovano posto nelle aziende, per fortuna la stragrande maggioranza, oltre 3500 su un totale di circa 4000. 

Sono 236 i posti letto che fino ad oggi sono stati messi a dispozione dagli enti. Oggi, in Prefettura, ne sono stati ufficializzati altri 52, grazie alle risorse del PNNR, che ha garantito risorse per un totale di 1,7 milioni di euro.

Come saranno utilizzati e distribuiti? 

1,3 milioni verranno impiegati per interventi infrastrutturali, mentre 336 mila saranno per la gestione dell'accoglienza. 

A Revello serviranno circa 300 mila euro per ristrutturare una ex scuola e poter avere, all'interno, 10 posti letto. Saluzzo avrà altri sei posti, per un totale di 46, grazie ad un intervento di efficientamento pari a circa 50mila euro. 

A Lagnasco si passerà da 39 a 51 posti, per un intervento da circa 80 mila euro. Ancora, a Scarnafigi si aumenteranno i container, passando da 12 a 15 posti; stessa cosa a Savigliano, che passa da 15 a 18 posti, per un investimento di 262 mila euro. Verzuolo raddoppia passando da 15 a 30, grazie all'ampliamento dell'area container per una spesa di 178mila euro. Ne spenderà 157 il Comune di Manta, che porterà i posti di accoglienza da 6 a 9. 

Le aziende che impiegano i lavoratori ospitati pagano 4 euro per notte. Il lavoratore che viene ospitato ne paga 1,5, per un totale di 5,5 euro a notte che i Comuni utilizzano per le spese. 

Questo nuovo step nella gestione degli stagionali della frutta è stato presentato oggi in Prefettura. 

A parlarne il Prefetto Mariano Savastano, il presidente della Regione Alberto Cirio e del Commissario Straordinario del Governo, Prefetto Maurizio Falco, che ha il compito di coordinare la destinazione e l'utilizzo delle risorse per il "Superamento degli insediamenti abusivi per combattere lo sfruttamento dei lavoratori in agricoltura", in attuazione del PNRR M5C2-15. 

La misura nasce dalla constatazione di gravi situazioni di degrado in molti territori agricoli, dove lo sfruttamento dei lavoratori – soprattutto migranti – è una piaga strutturale. La Granda non è stata esente dal fenomeno. 

Ma è stata capace di creare il Protocollo Saluzzese, diventando modello di collaborazione istituzionale per garantire condizioni dignitose di accoglienza, legalità e integrazione sociale ai lavoratori stagionali impiegati nel settore agricolo. 

Il rispetto della persona è il fine primario di questo protocollo, ed è ciò che ha voluto sottolinere il presidente Cirio. 

Il PNRR coglie l’occasione per affrontare in modo sistemico il problema, unendo politiche abitative, sociali e del lavoro. L’obiettivo principale della misura è quello di eliminare gli insediamenti abusivi (come baraccopoli e ghetti) dove vivono migliaia di lavoratori agricoli, spesso migranti, combattere il caporalato e lo sfruttamento lavorativo, promuovendo condizioni dignitose di vita e di lavoro e rafforzare la coesione territoriale e sociale, soprattutto nelle aree rurali ad alta intensità agricola.

Prima del punto stampa per presentare la nuova misura, c'è stato un momento di confronto tra tutte le realtà coinvolte: oltre alla Prefettura e ai Comuni del distretto, la Provincia, la Regione, le Forze dell'ordine e l'Ipsettorato del Lavoro, le aziende agricole e le organizzazioni datoriali, i sindacati, la Caritas, la Croce Rossa e altre realtà del Terzo settore. Tutti i soggetti coinvolti, a vario titolo, nel Protocollo. 

Non è mancato, mentre venivano illustrati da un lato il protocollo dall'altro le enormi difficoltà e l'immenso lavoro necessario per arrivare alla situazione attuale, anche un'ammissione di presenza di criticità, in particolare dai sindaci di Saluzzo e di Lagnasco. 

In questo momento dormono all'addiaccio, nel parco Gullino di Saluzzo, circa sessanta ragazzi. Non possono essere inseriti nel Protocollo perché sono al momento senza lavoro. La raccolta die piccoli frutti, in valle, è finita in anticipo a causa del gran caldo, quella delle pesche inon inizierà prima di 10 giorni. 

E nel frattempo? Bivaccano al parco Gullino, tutti a Saluzzo, perché fintanto che non lavorano non vogliono andare nei piccoli paesi. Stanno tutti insieme e creano una situazione che viene percepita come di degrado e di scarsa sicurezza, soprattutto dalla cittadinanza.

Che fare? "Non abbiamo ancora trovato una soluzione - ha ammesso il sindaco di Lagnasco Roberto Dalmazzo. Ma è chiaro che il problema non può essere solo di Saluzzo". 

Il primo cittadino della Capitale del Marchesato, Franco Demaria, non ha potuto che evidenziare il corto circuito che è chiamato a gestire: "Se emano un'ordinanza anti bivacco, questi ragazzi si allontanano. Ma tra quindici giorni avremo bisogno di loro per la raccolta delle pesche. Per cui non posso allontanarli".

Barbara Simonelli

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