Continua il dibattito sulla presidenza del Gal (Gruppo Azione Locale) Tradizione Terre Occitane, che vede coinvolte cinque Unioni montane del Cuneese.
Tra una settimana i soci, pubblici e privati, saranno riconvocati per decidere il nome del nuovo presidente e la composizione del cda.
Sul tavolo ci sono i nomi di Roberto Ellena, sindaco di Frassino, sponsorizzato dalle Unioni Varaita e Po e quello di Aurelio Blesio, già sindaco di Caraglio e presidente uscente, che le altre Unioni vorrebbero riconfermare.
Il confronto ha carattere territoriale ma non è esente – come è emerso - da aspetti di schieramento politico-partitici.
Nel confronto in atto s’inserisce anche Paolo Amorisco, sindaco di Brossasco.
“Apprendo con dispiacere che la proposta per la presidenza del Gal Tradizione Terre Occitane – scrive Amorisco in un comunicato stampa - è stata avanzata direttamente dal presidente dell’Unione montana valle Varaita, Silvano Dovetta, senza alcun confronto con i sindaci della valle, né con i rappresentanti degli enti che compongono l’Unione, e tenendo all’oscuro persino gli assessori della giunta.
Il presidente Dovetta fa spesso dell’unità e del coinvolgimento di tutti i componenti dell’Unione il suo mantra politico.
Peccato che questo coinvolgimento venga evocato solo quando si chiede ai Comuni di mettere mano al portafoglio: per le scelte strategiche, invece, tutto rimane non condiviso. Il Gal – osserva ancora il sindaco di Brossasco - è un ente importante per lo sviluppo locale delle nostre valli, attivo da oltre vent’anni per valorizzare le aree montane e portare sul territorio opportunità concrete. La presidenza è un ruolo di peso, che richiede legittimazione e condivisione, non una proposta decisa in solitaria. Nessuna critica personale al nome di Roberto Ellena – puntualizza Amorisco - ma è evidente che questa candidatura appare come una sorta di risarcimento per la mancata nomina a vicepresidente del Consorzio Bim, un vero e proprio colpo basso inflitto da Dovetta e del presidente del Bim Giovanni Fina. Coinvolgere tutti i sindaci in una proposta condivisa sarebbe stato possibile e doveroso: avremmo avuto – si rammarica Amorisco - una candidatura più forte e più rappresentativa, invece di una scelta figlia di uno spoil system di valle, che replica meccanismi già visti”.