È il loro sorriso, più di tutto, a raccontare la bellezza di un’umanità che ancora fa sentire propria voce. Incontriamo oggi, mercoledì 16 luglio i volontari Eso Es, associazione di clownterapia e solidarietà internazionale con sede a Cuneo.
Dal 13 al 30 giugno 2025 si è svolta #OpeGuate, la settima missione in Guatemala che, intensa e trasversale, ha unito spettacolo, relazione e prossimità. Di questo Paese i nasi rossi ci raccontano: “Il Guatemala è attraversato da forti contrasti: natura straordinaria e povertà diffusa, cultura millenaria e profonde disuguaglianze, resilienza quotidiana e violenze strutturali. In molte aree l’accesso ai diritti fondamentali, come istruzione, salute, protezione, non è garantito, e le fragilità sociali si intrecciano con quelle economiche, abitative, familiari. In questo scenario, la clownterapia diventa un modo diverso per stare accanto alle persone, offrendo ascolto, immaginazione e vicinanza”.
In questo Paese del Centro America, da oltre dieci anni Eso Es porta avanti degli importanti progetti a sostegno dei bambini e delle loro famiglie, con particolare attenzione all’educazione, all’infanzia fragile e alla promozione di un volontariato presente, etico, umano. Qui, dal 2014 realizza missioni regolari, affiancando organizzazioni locali e internazionali, proponendo attività artistiche, educative e relazionali.
Al centro, c’è una proposta tanto semplice quanto straordinariamente potente: usare la clownterapia come strumento di incontro, in contesti segnati da fragilità spesso invisibili: “Abbiamo attraversato territori rurali, quartieri complessi - ci raccontano - luoghi dimenticati dai circuiti dell’assistenza e dell’attenzione pubblica. In ognuno abbiamo cercato un modo sereno e positivo per offrire ciò che sappiamo fare: uno spettacolo semplice, magico, gentile. Non cambia la vita, ma può, in quel momento, ridare respiro, restituire il diritto a sorridere, a sentirsi altrove per quell’istante. Come ci ha detto un papà di uno dei bambini del Progetto di Borse di Studio, con parole che porteremo con noi: ‘Ustedes desarrollan el sexto sentido... el de la imaginación’ ossia ‘Voi aiutate a sviluppare il sesto senso... quello dell’immaginazione’. È una frase che racchiude perfettamente il senso della missione.”
Durante le due settimane di missione, i volontari Eso Es ha operato in una pluralità di contesti, ognuno dei quali con caratteristiche, sfide e bisogni differenti:
- I bambini del progetto di borse di studio Eso Es, che vivono in condizioni sociali complesse e che, grazie al sostegno educativo, cercano di costruire un futuro diverso;
- Le scuole rurali, principalmente in comunità indigene maya, dove l’accesso all’educazione è spesso precario e la risata sembra, all’inizio, un lusso fuori posto;
- Los hogares, case per anziani e persone con disabilità, spesso segnati dall’abbandono famigliare e sociale, dove la solitudine convive con chi si prende cura di loro;
- La Casa Ronald McDonald, casa di accoglienza pediatrica che offre ospitalità gratuita a famiglie indigenti con bambini oncologici, permettendo loro di accedere a cure altrimenti inaccessibili;
- Un basurero, una distesa di rifiuti dove ogni giorno si lavora per sopravvivere: “È un contesto fragile, dove il clown entra in punta di piedi per portare colore e un attimo di respiro, nel pieno rispetto della dignità di chi affronta con coraggio una realtà durissima”;
- Due centri educativi nella zona del mercato “La Terminal” (Città del Guatemala), un’area urbana ad alta marginalità sociale, dove i bambini crescono esposti a lavoro minorile, bande criminali, vita di strada: “In questi spazi, l’educazione e la protezione dell’infanzia diventano una vera sfida quotidiana”;
- Due centri per migranti retornados, in collaborazione con l’OIM (l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni dell’ONU): persone espulse o reindirizzate in Guatemala da altri Paesi, spesso senza più nulla, reduci da un sogno infranto. I centri offrono accoglienza temporanea, un pasto caldo, una doccia, un luogo sicuro dove riposare prima di affrontare il dopo;
- Un centro per adolescenti vittime di violenza sessuale (spesso già madri) gestito dalla Segreteria Presidenziale per il Benessere Sociale (SBS) del Governo del Guatemala: “È uno spazio di tutela in un Paese in cui la violenza di genere è endemica e strutturale, un luogo che richiede una presenza estremamente delicata, rispettosa e consapevole.
Portare la clownterapia in questi contesti significa confrontarsi con la parola ‘umanitario’ perché se è vero che non operiamo in zone di guerra o in emergenze conclamate, è altrettanto vero che le persone che incontriamo portano su di sé i segni concreti dell’ingiustizia, della disuguaglianza, della violenza, dell’esclusione.
La nostra non è una missione di emergenza nel senso stretto del termine: è una missione sociale, che si muove dentro le fragilità quotidiane e strutturali di un Paese come il Guatemala, dove le disuguaglianze sono profonde, sistemiche e spesso dimenticate. Ciò che proviamo a fare è entrare in punta di piedi, con rispetto, per offrire uno spazio altro: una sospensione, un piccolo varco. È umanitario tutto ciò che ci riporta all’umano. Il diritto di giocare, ridere, sentirsi bambini, anche solo per poco… Anche quando si è già adulti”.
In ogni luogo, Eso Es promuove un volontariato etico e consapevole, discreto, attento, rispettoso. Un volontariato che rifiuta il protagonismo e si prende cura della dignità di ogni persona incontrata.
“Abbiamo messo in scena il nostro piccolo spettacolo: gag, magie, giochi, danze, improvvisazioni. Abbiamo condiviso sguardi, silenzi, sorrisi. Il dono più grande è stato poter essere accolti con semplicità e fiducia, anche da chi non ci conosceva. Siamo tornati con un’idea più limpida di cosa significhi ‘essenziale’: sentirsi visti, sentirsi accolti, sentirsi rispettati. Desideriamo rivolgere un ringraziamento speciale.
Siamo profondamente grati per l’opportunità di aver operato in luoghi tanto significativi, spesso difficili da raggiungere e da raccontare. Molte delle realtà che ci hanno aperto le porte sono gestite da enti internazionali di grande prestigio, come l’OIM delle Nazioni Unite, o da fondazioni locali di profondo impatto sociale. Poter accedere a questi contesti è stato possibile solo grazie a relazioni costruite nel tempo, fondate sul rispetto e su una fiducia che, per una piccola associazione come la nostra, rappresenta un onore e una grande responsabilità.“
Eso Es continuerà a sostenere il diritto all’educazione per i bambini guatemaltechi ed a portare avanti, quando possibile, progetti di clownterapia in contesti internazionali: “Laddove serva una presenza discreta, affettuosa, non invasiva. Una presenza che provi, anche solo per un attimo, a far volare l’immaginazione!”
Per informazioni: social@esoesonlus.org / www.esoesonlus.org