Al Direttore - 21 luglio 2025, 06:39

Sottopasso ferroviario a Racconigi, il Comitato: "Un'opera sproporzionata e senza trasparenza"

La rappresentanza interroga il sindaco Oderda sulle scelte progettuali e finanziarie di quella che considera "un’infrastruttura impattante e costosa, che rischia di pesare per sempre sulla comunità racconigese dopo che la strada interessata è passata dalla Provincia al Comune"

Il passaggio a livello di via Caramagna a Racconigi

Riceviamo e pubblichiamo

Egregio Direttore,

a Racconigi l’interminabile e controversa vicenda della chiusura dei quattro passaggi a livello presenti in città e della sostituzione con un solo sottopasso veicolare ed un sottopasso pedonale, si è arricchita di un nuovo fondamentale capitolo.

Da oltre un anno, con i nostri comunicati stampa, anticipavamo ai cittadini racconigesi quanto è stato formalizzato in Consiglio comunale nella serata di martedì 15 luglio. Il sindaco Oderda e la sua maggioranza hanno approvato una “convenzione bis” con la Provincia di Cuneo nella quale si impegnano ad acquisire la proprietà di corso Regina Elena e di via Caramagna e, quindi, del futuro sottopasso ferroviario. Ciò significa che il Comune sarà gravato, in perpetuo, dai costi manutentivi e dalle responsabilità conseguenti alla gestione diretta con sorveglianza h24 delle opere, senza però che siano mai stati valutati i costi (che peseranno sulle tasche dei cittadini racconigesi) e senza che sia stato previsto un accantonamento a bilancio di una qualsivoglia riserva.

Ma c’è di più: l’accettazione da parte del Comune della declassificazione e della futura acquisizione del sottopasso ferroviario crea una sorta di cortocircuito amministrativo procedurale perché, per sette anni, si sono spese energie per progettare e finanziare la costruzione di un’opera avente le caratteristiche e le implicazioni dimensionali di una strada provinciale. Adesso quelle strade, come già si sapeva da anni, vengono declassate ad urbane di quartiere, perciò, a cosa è servito progettare un sottopasso così gigantesco e monumentale? Sarebbe bastato, fin dall’inizio, dimensionare tutto per una semplice strada comunale.

Ci domandiamo, quindi, perché il sindaco pur sapendo, ufficialmente già dal 2022, che la Provincia avrebbe dismesso la strada, ha accettato che il sottopasso fosse progettato con le caratteristiche di una strada extraurbana, con tutte le problematiche connesse al contesto urbano in cui si inserisce, dimensionalmente assai ridotto, come quello di via Caramagna e di corso Regina Elena. Perché il sindaco ha accettato un’opera pubblica assolutamente decontestualizzata e disancorata dall’ambito territoriale proprio perché parametrata su una strada solo formalmente provinciale, con il concreto rischio che ne derivino danni alla salute delle persone, alla stabilità degli edifici circostanti e alla sostenibilità economica degli esercizi commerciali presenti nei dintorni.

Perché il sindaco ha ignorato le proposte migliorative raccolte tra i cittadini, prima tra tutte la riduzione dell’altezza del sottopasso, quando si comprendeva che i costi di gestione di un’opera, sovradimensionata per il paese, non sarebbero potuti rientrare nelle possibilità gestionali della Provincia?

Perché non è stata richiesta ed attuata la riduzione dell’altezza del sottopasso dai previsti mt 5,00/5,30 a mt 4,00? Con questa modifica il sottopasso sarebbe stato meno profondo e questo avrebbe ridotto i problemi idraulici derivanti dall’essere sotto il livello della falda acquifera e i rischi di allagamenti per l’effetto dei temporali violenti (cosiddette bombe d’acqua). Inoltre le rampe veicolari di accesso sarebbero state più corte e meno ripide. L’opera in generale sarebbe risultata meno impattante, più semplice da costruire e anche meno costosa per tutti gli attori coinvolti, Regione e RFI.

Perché nel corso di tutti questi anni il Comune di Racconigi non ha mai presentato richieste di ridimensionamento al progetto iniziale proposto da RFI pur sapendo che la strada sarebbe stata, ineludibilmente, declassata da provinciale ad urbana di quartiere con accollo dei relativi costi e responsabilità gestionali?

Perché, anziché affrontare questi argomenti, il sindaco ha taciuto per quattro anni tutti i risvolti di un’opera strategica per la città, che, se mal realizzata, si trasformerà in boomerang per l’intera nostra collettività?

È ormai chiaro a tutti che un’opera che prevede un cantiere della durata di oltre tre anni, interminabili lavori di consolidamento geotecnico del terreno fino a 18 metri di profondità, una lunghezza della galleria sotterranea che sarà di oltre 70 metri, con una profondità di scavo rispetto al piano binari che sarà di 10 metri e soprattutto un’altezza sproporzionata di oltre 5 metri.

È ormai chiaro a tutti che, con fabbricati novecenteschi a soli 3 metri di distanza e uno scavo su una superficie di oltre 2000 metri quadrati, si verificherà uno stato di sicuro danno e pregiudizio agli immobili e alla salute dei cittadini.

Se nelle altre città d’Italia la costruzione di nuove infrastrutture come i sottopassi urbani diventano un’opportunità per studiare, in ottica moderna e sostenibile, una revisione dei flussi veicolari cercando, per quanto possibile, di deviare il traffico pesante dai centri cittadini e favorire quindi un transito selezionato di autoveicoli, a Racconigi, il sindaco sembra voler attuare l’esatto contrario: aumentare il passaggio dei camion e portare così più smog e più rumore in centro paese.

In passato Valerio Oderda ha, infatti, reso dichiarazioni a favore della libera percorrenza dei mezzi pesanti in centro paese, senza considerare i disagi dovuti all’incremento del traffico, soprattutto dopo che verrà costruita questa monumentale opera.

Queste sono le domande che vorremmo porre pubblicamente al sindaco, nell’interesse dei cittadini racconigesi; per questo ci aspetteremmo un incontro informativo pubblico, ma temiamo che la nostra richiesta cadrà, come sempre, nel silenzio.

Sulla questione, invece, il Comitato non rimarrà silente e proseguirà la propria attività d’informazione aperta ai cittadini dandone ogni volta comunicazione anche agli organi di stampa.

Luigi Reynaudo, Presidente Comitato di cittadini “per un sottopasso sostenibile”