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Cuneo e valli | 27 luglio 2025, 07:07

STORIE DI MONTAGNA 173/ Casa Bughé, una casa vacanze con radici e passione

Umberto ed Enrica il primo luglio hanno aperto una casa vacanze in Valle Pesio davvero particolare dove poter assaporare lentezza, benessere e relax

STORIE DI MONTAGNA 173/ Casa Bughé, una casa vacanze con radici e passione

L’amore per un posto può portare la voglia di farlo conoscere, di farlo vivere e di renderlo un luogo capace di creare ricordi in altre persone. Oggi ti racconto la storia di Umberto e di “Casa Bughè”, un luogo dove potersi connettere con la natura.

Umberto è originario di Borgo San Dalmazzo, ma i suoi nonni materni, per lungo tempo, hanno gestito una cascina con coltivazione di piccoli frutti e allevamento, a Montefallonio, Valle Pesio (CN)

Io fin da bambino ho sempre amato il mondo agreste, gli animali e ancora oggi mi occupo dei miei castagneti, delle mie piante di mirtilli: è sempre stata una forte passione! Il sabato e la domenica venivo in cascina dai nonni e aiutavo nei lavori di campagna. Ho vissuto per un anno con i miei nonni, proprio in questa cascina, ed è in quel periodo che ho capito che prima o poi avrei fatto qualcosa proprio qui!”

Umberto finiti gli studi e dopo vari esperimenti gestisce un Pub, perché ha sempre avuto voglia di avere un’attività a contatto con il pubblico. Trova il locale a Peveragno e lo rende unico. Qui inizia a crescere, ad avere qualcosa di suo, e per sette anni la sua strada amata e desiderata sarà questa.

 Con l’arrivo del matrimonio con Enrica e del piccolo Giovanni, la nuova famiglia si rende subito conto che conciliare l'attività e il poco tempo libero che lascia, con un figlio e la voglia di fare cose insieme, diventa sempre più difficile.

Ecco che torna l’amore per il suo territorio, per quella che un tempo era la vecchia cascina di famiglia, da alcuni anni trasformata in un ristorante che però lasciava i terreni circostanti, dove un tempo c’erano le fragole, incolti.

Cosa fare di quei terreni per dargli di nuovo uno scopo?

Nasce così l’idea di costruire una casa vacanze.

Questa giovane coppia, spesso fruitrice di posti slow, nella natura, rustici ma eleganti, ha chiaro in testa la struttura che vuole realizzare. Come sempre, però, tra “il dire e il fare” non ci sta di mezzo il mare, ma la volontà, la convinzione e l’olio di gomito e così, dopo avere fatto arrivare la base della struttura dall’Estonia, tutto il resto, per arrivare a vedere la meraviglia che è oggi, è frutto di tanto lavoro e sacrifici.

“Lavoravo dal mercoledì alla domenica nel Pub ed Enrica in negozio a Borgo San Dalmazzo, e tutti i lunedì e martedì per tre anni ci siamo dimenticati le vacanze e il riposo e abbiamo lavorato qui, su questo terreno, per creare il nostro sogno, un nuovo inizio che potesse regalare ai nostri ospiti il benessere che assaporiamo noi ogni giorno, vivendo in questo luogo meraviglioso!”

Ma perchè si chiama Casa Bughè?

Questo nome arriva dal soprannome del Bisnonno di Umberto, eccezionale ricercatore di funghi, in dialetto locale si chiamano “Boulè” e con il tempo si è trasformato in Bughè ed è sempre stato chiamato così. Ora questo simpatico soprannome è ritornato a vivere e la casetta con il suo tetto bombato e il colore del legno ricorda un fungo.

Tommaso, come spesso succede nelle nuove generazioni di famiglie operose e imprenditrici, ha creato un nuovo ramo del grande albero genealogico, un ramo sostenuto da radici profonde che però è capace di dare nuovi fiori, nuovi frutti portando l’ospitalità che nessuno aveva mai intrapreso.

Abbiamo sempre avuto l’idea di dare accoglienza, perché il relax, il dormire in un bel posto sono un modo per prendersi cura di se stessi!.

Casa Bughè non è solo un posto, ma è un progetto di vita.

Ha aperto le sue porte il 1 luglio e già stanno arrivando molti ospiti. Per informazioni https://www.instagram.com/casabughe

Ho incontrato Enrica e Umberto poco prima che arrivassero i nuovi ospiti e ho visto come per loro questo luogo non è solo una casa vacanze, ma è il posto che hanno costruito con amore e passione, che con orgoglio raccontano portandoti nel loro mondo. Tutto è studiato, ricercato e creato per lasciare il segno negli ospiti, che possono usufruire della tinozza riscaldata esterna e dei pasti serviti direttamente nella casa. Si può anche non soggiornare, ma usufruire di un aperitivo con vista montagne e bagno in tinozza. Tutti modi per far vivere il più possibile questo posto.

Vogliamo che questo piccolo paradiso sia un piccolo mondo a parte, quando apri la porta è come se entrassi in un luogo intimo, dove una coppia, può ritrovarsi, immergersi nella natura e prendersi del tempo lento. Siamo vicini al bosco e la grande vetrata nella camera da letto ti fa sentire in contatto con tutto quello che ti circonda!

Quello che ha fatto la differenza è stato non ascoltare chi all’inizio ci scoraggiava e non credeva nel nostro progetto, che pensava che qui una struttura così non potesse funzionare, noi siamo andati comunque avanti e siamo qui a raccontare la nostra storia agli ospiti, a regalare ricordi ed emozioni da vivere dove noi abbiamo messo radici e abbiamo scelto di investire il nostro futuro ”

Perché dovresti andare in questo posto?

Perché è davvero come entrare in un mondo magico, lontano dalla confusione e capace di farti sorridere l’anima grazie all’impeccabile accoglienza. Umberto prima ha trovato il suo posto nel Pub facendo mangiare la gente, oggi con l’ospitalità è andato oltre trovando il modo di far vivere il suo piccolo grande mondo ai suoi ospiti

Sono questi i progetti che danno un futuro giovane alle nostre montagne: sosteniamolo.

 Cinzia Dutto, scrittrice cuneese,  ama definirsi una cacciatrice di storie, racconta di storie persone speciali, scelte differenti, montagna e buon vivere.

Gira la provincia alla ricerca di vite uniche e particolari.

Cinzia ha un profilo instagram https://www.instagram.com/cinzia_dutto_fanny e un sito dove puoi trovare il riferimento a tutte le sue pubblicazioni www.cinziadutto.com

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